REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione a cura di Davide Spagnoli
Presentiamo una traduzione di una breve intervista a un cittadino di Kramatorsk che con molta chiarezza esprime le ragioni della rivolta antifascista dell’Ucraina orientale.
Ecco il testo:
“Per quanto riguarda i canali russi vorrei dire quanto segue. Il governo di Kiev si concentra esclusivamente sulla lingua russa, sottolineando che l’Est dell’Ucraina è preoccupato solo per la lingua russa, ma questo non è corretto.
L’Est dell’Ucraina è preoccupato per la cultura che ha legato la Russia e l’Ucraina per secoli.
In questa storia, c’è Suvorov, c’è la vittoria nella Grande Guerra Patriottica (Seconda guerra mondiale), e molte altre cose estremamente importanti per i residenti della zona orientale dell’Ucraina.
Ed è per questo che quando vengono qui ed enfatizzano cose come l’anno 1939, quando la Galizia è stata integrata nell’Ucraina o l’Holodomor – questi eventi sono troppo piccoli da prendere in considerazione nel contesto di tutta l’Ucraina.
Ecco perché l’est dell’Ucraina è preoccupato non solo per la lingua russa. L’est dell’Ucraina è preoccupato per la cultura russa, per la storia russa e tutto ciò che riguarda l’impero russo.
È per questo che qui la maggior parte delle persone parlano, pensano e ricordano sulla base dell’identità russa e sono contro il revisionismo della propria storia per, lo ripeto ancora una volta … sono secoli che siamo contro i vari Bandera, e i vari Holodomor e tutto il resto.
La gente vuole essere fiera di poter ricordare le proprie radici, i propri padri e i propri nonni.
Questo è ciò su cui si basa questa protesta che si sta verificando nell’Ucraina Orientale.
Inoltre, i seguaci di Stepan Bandera che ora sono qui e vogliono imporre la loro ideologia su noi … ci hanno dato un dono prezioso perché hanno risvegliato il nostro patriottismo, che era sopito da molti anni.
Questo è successo perché le persone avevano più o meno dimenticato chi erano, e cosa erano diventate.
Il fallimento dell’Unione Sovietica nel 1991 ha reso le persone un po’ depresse, la gente la percepì come una “calamità naturale”.
L’Unione Sovietica è crollata, ed è venuta la pioggia.
La gente non ha capito quello che era successo – erano demoralizzati, credevano nei loro leader.
Al giorno d’oggi la gente capisce che non dobbiamo credere in nessun leader. Non dobbiamo credere in qualche Yanukovich e nel Partito delle Regioni.
Dobbiamo organizzarci per conto nostro e ricordare la nostra storia e cultura – che è la nostra base.
Quindi, ringrazio tutti i seguaci di Stepan Bandera che sono venuti da Kiev e che hanno fatto ricordare alla gente chi sono e perché sono qui sulla terra.”
Articolo pubblicato su noicomunisti.blogspot.it il 9 giugno 2014.

 FONTE

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