REDAZIONE NOICOMUNISTI

Articolo di Guido Fontana Ros

Guerra URSS-Finlandia: gli antefatti

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Le direttrici dell’attacco sovietico

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La Stampa di Torino del 1 dicembre 1939, come tutti i quotidiani occidentali,  così esordiva:

I RUSSI INVADONO LA FINLANDIA – Helsinki bombardata dagli areoplani

 Cominciava così il conflitto mitizzato dalla stampa borghese di tutto il mondo: l’epica lotta del popolo finlandese,  novello Davide contro l’orrendo Golia sovietico.

La realtà dei fatti storici, tuttavia è ben altra. Vediamo di inquadrare il conflitto nella situazione politica e geostrategica di quegli anni .

All’indomani della Rivoluzione di Ottobre, come dovrebbe essere noto, il neonato stato sovietico dovette affrontare l’attacco delle nazioni capitalistiche occidentali che inviarono truppe di ben 14 Paesi sul suolo russo. Questo attacco non cessò dopo la vittoria dell’Armata Rossa contro le forze controrivoluzionarie, bensì muto forma. Assunse le vesti sia di guerra commerciale che di spionaggio, di sabotaggio e di eversione. Non si poteva tollerare che vi fosse un sistema socioeconomico altro dal capitalismo…

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La disperata situazione subito dopo la Rivoluzione

In questo contesto si inserisce il cosiddetto piano Hoffman, che continuò a essere oggetto di discussione presso gli stati maggiori occidentali per tutti gli anni ’30 dello scorso secolo. Qualche parola su di esso.

Il piano Hoffmann.

All’inizio della prima guerra mondiale nel 1914,il generale  Hoffmann era stato nominato comandante in capo delle operazioni dell’ottava armata tedesca dislocata nella Prussia orientale con l’ordine di prevenire l’atteso attacco russo. Egli fu il reale artefice della grande vittoria tedesca nella battaglia di Tannenberg. Dopo Tannenberg, Hoffmann diventò comandante delle forze tedesche sul fronte orientale e a  Brest-Litovsk, trattò la pace con la delegazione sovietica. All’inizio della primavera del 1919, il generale Hoffmann è presente alla Conferenza della pace di Parigi con un piano di attacco contro Mosca, che avrebbe dovuto essere diretto dall’esercito tedesco, al fine di “salvare l’Europa dal bolscevismo”.

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Plenipoteziari a Brest-Litowsk, K. Hoffmann è il primo a sinistra

In seguito a un incontro a Berlino, con il generale Hoffmann nel 1923, l’ambasciatore inglese lord D’Abernon riporta: « Tutte le sue opinioni sono dominate dal concetto generale che nulla andrà per il suo verso nel mondo finché tutte le potenze civili dell’Occidente non si associano per impiccare il governo sovietico… Richiesto se credeva nella possibilità di un tale accordo tra Francia, Germania e Inghilterra per attaccare la Russia, replicò: – Se è necessario, si deve fare! » A seguito della vittoria dell’Armata Rossa nella guerra civile, Hoffmann si vede costretto a rielaborare il suo piano che circola tra gli stati maggiori d’Europa come memorandum segreto. Naturalmente riscuote grande successo negli ambienti europei filofascisti, infatti ilmaresciallo Foch e il suo capo di stato maggiore Pétain, stretti amici di Hoffmann, esprimono una totale approvazione. Inoltre viene condiviso da Franz von Papen, dal generale barone Karl von Mannerheimdall’ammiraglio Horthy e dal capo del Servizio d’informazioni della marina britannica, ammiraglio Sir Barry Domvile. Il nuovo piano Hoffmann prevede quindi, un’alleanza tra la Germania, la Francia, l’Italia, l’Inghilterra e la Polonia contro l’Unione Sovietica. Strategicamente, – secondo le parole di un curiosissimo commentatore europeo, Ernst Henri (nel libro Hitler over Russia) – il piano proponeva:

  • la concentrazione di eserciti sulla Vistola e sulla Dvina per un violento e fulmineo attacco diretto dal comando tedesco, “ contro le orde bolsceviche in rotta
  • l’occupazione di Leningrado e di Mosca nel corso di poche settimane
  •  un rastrellamento definitivo del paese fino agli Urali e la spartizione dell’URSS.

A fianco di questo piano militare, tuttavia esisteva un lavoro sotterraneo di fortissimi gruppi finanziari che aspiravano a mettere le mani sulle immense risorse dell’URSS.Gli stessi gruppi finanziari nel frattempo preparavano l’ascesa del nazismo in Germania anche in funzione antibolscevica.

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Testo fondamentale sulle connessioni finanza anglosionista e nazisti

Gran Bretagna, Francia, Germania e nel ruolo di comprimari Polonia e Romania discutevano di come spartirsi l’URSS. La Germania mirava all’Ucraina  e agli Stati Baltici, la Francia al bacino del Donetz e la Gran Bretagna dando seguito alla strategia del “Grande Gioco” si sarebbe appropriata delle regioni caucasiche. Tuttavia c’era un ostacolo: il governo proletario sovietico che, sotto la guida di Stalin, nell’arco di 15 anni portò l’URSS a essere la seconda potenza industriale del mondo. In questo quadro maturò l’infame Patto di Monaco che diede di fatto mano libera a Hitler.

Il 1° settembre 1939, la Germania, con il pretesto di porre fine alle supposte atrocità polacche nei confronti degli abitanti di Danzica, attacca la Polonia. E’ l’apoteosi della Blitzkrieg. Il castello di carte costruito artificiosamente in funzione antisovietica dal Patto di Monaco del 1938 viene schiacciato dai cingoli delle Panzer Divisionen e dal lacerante sibilo degli Stukas.

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Gli alleati dei polacchi, i francesi e i britannici dichiarano guerra alla Germania ma si guardano bene dall’intraprendere alcuna operazione bellica, lasciando campo libero alla macellazione della Polonia che capitolerà il 27 settembre 1939. Tuttavia il 17 settembre l’Armata Rossa, formalmente in osservanza del Trattato Ribbentrop- Molotov, sostanzialmente per porre l’esercito tedesco alla maggiore distanza possibile dai confini sovietici, entra in Polonia recuperando quei territori russi persi nell’agosto del 1920, con la sconfitta sulla Vistola; sconfitta propiziata da 2 dei più “grandi geni militari del XX secolo”: Tukacevskij e Trotskij…

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Il fascista maresciallo Pildsuski

Dopo l’avanzata nazista nella Polonia, al governo sovietico si prospetta la necessità di mettere in sicurezza  il fianco baltico da minacce future. Il governo sovietico, in questa ottica, comincia subito a operare per assicurarsi il controllo strategico di quei territori  baltici  che avevano formato una zona-cuscinetto  della vecchia Russia zarista. Entro il 10 ottobre 1939, firma con Estonia, Lettonia e Lituania degli accordi per cui l’Armata Rossa presidia i punti strategici dei paesi baltici. Il 9 ottobre il governo sovietico comincia a negoziare con la Finlandia per arrivare a   formulare le sue richieste il giorno 14 dello stesso mese.

Il governo sovietico si proponeva di raggiungere sia  il controllo delle vie di accesso marittime a Leningrado che la correzione della frontiera all’estremo nord nella zona di Murmansk, mediante 3 strategie:

  1. bloccando il Golfo di Finlandia con postazioni di artiglieria collocate su entrambe le coste, per impedire che navi nemiche entrino nel Golfo; impedendo al nemico di accedere alle isole del Golfo di Finlandia situate a ovest e nordovest della direttrice di accesso a Leningrado
  2. assicurando una più adeguata copertura alle direttrici di accesso terrestri a Leningrado mediante lo spostamento della frontiera russo/finnica nell’istmo di Carelia, lontano da Leningrado, per far sì che questa non fosse colpita  dal tiro di pezzi d’artiglieria pesante.  Le correzioni della frontiera finlandese proposte dai russi avrebbero lasciato intatte le principali difese allestite dai finlandesi lungo laLinea Mannerheim
  3. correggendo la frontiera al Nord,  precisamente nella regione di Petsamo. La frontiera era una linea retta che tagliava lo stretto istmo della penisola di Ribachi, isolandone l’estremità occidentale. La correzione consentirebbe ai russi di sorvegliare le vie di accesso marittime a Murmansk, impedendo che un eventuale nemico si installasse sulla penisola di Ribachi

In sostanza la proposta del governo sovietico a quello finlandese è la seguente:

  1. si chiede ai finlandesi di cedere, le isole di Hogland, Seiskari, Lavas saari, Tytär Saari e Loivisto, e di affittare per 30 anni il porto di Hangö affinché i sovietici potessero allestirvi una base navale con artiglieria costiera in grado di bloccare, insieme alla base navale di Paldiski, sulla costa opposta, l’accesso al Golfo di Finlandia
  2. lo spostamento della frontiera in Carelia e nella regione di Murmansk
  3. a compensazione l’Unione Sovietica si impegna a cedere alla Finlandia i distretti di Repola e Porajorpi e a non richiedere alcuna modifica della linea fortificata finnica Mannerheim.

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In pratica la Finlandia avrebbe ricevuto 5463 km quadrati di nuovi territori cedendo in cambio alla Russia aree per un totale di 2729 km quadrati. Quasi il doppio….

Se si esaminano i contenuti di queste proposte, senza pregiudizi anticomunisti, si vede come siano improntate a criteri razionali. Infatti garantiscono una maggiore sicurezza al territorio russo senza pregiudicare la sicurezza della Finlandia, la quale avrebbe potuto attenuare la scomoda strozzatura che la divideva in 2 parti . Questo accordo precludeva ai tedeschi la possibilità di sfruttare la Finlandia come base per un attacco e non procurava all’URSS nessun apprezzabile vantaggio nel caso di guerra con la Finlandia.

Tuttavia le trattative falliscono, poiché il governo finlandese viene sobillato da una parte dalla Germania nazista e dall’altra dalla Francia e Gran Bretagna che pur essendo impegnate contro in nazisti sul fronte occidentale inviano ingenti rifornimenti bellici attraverso la Svezia. Ma non basta, nonostante la minaccia nazista incombente, gli stati maggiori mettono a punto un piano per inviare un corpo di spedizione in appoggio alla Finlandia e addirittura un piano di attacco all’URSS. Ci penserà l’offensiva della Wermacht attraverso il Belgio neutrale e le Ardenne a impedire questa folle decisione…

Questo articolo può anche essere letto qui

 

 

 

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