REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione a cura di Guido Fontana Ros della redazione di Noicomunisti

FONTE

Venerdì, 08 settembre 2010 16:50, Yuri Yemelianov:

Recensione del libro di Yuri Zhukov ‘”Inoi Stalin” (“Stalin differente”)

Il collasso del sistema socialista in Unione Sovietica e in alcuni altri paesi d’Europa, la disintegrazione del blocco socialista e delll’URS furono preceduti da un’intensa propaganda antisovietica. Questa propaganda era sponsorizzata dall’occidente e organizzata dalla Quinta Colonna nazionale (in URSS, i membri più influenti della Quinta Colonna furono i leader del PCUS come M. Gorbachev, A. Yakovlev, B. Yeltsin e altri). Lo scopo della propaganda era quello di dipingere il capitalismo come un sistema sociale di libertà e di rispetto per i diritti umani mentre il socialismo era ritratto come un sistema di terrore, di deprivazione umana e di miseria. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, parecchi quotidiani popolari, riviste e tutti i canali TV dell’URSS, diffondevano menzogne sul socialismo e sulla sua storia. Le distorsioni maggiori riguardavano il periodo “staliniano”della storia sovietica. Tramite l’utilizzo delle false interpretazioni della storia sovietica esposte da N.S. Khrushchev al XX° Congresso del PCUS (1956), i nemici del socialismo attaccavano ferocemente Stalin e la sua politica. La storia sovietica, al massimo, era limitata agli arresti di massa e alle esecuzioni del 1937-1938. Al contempo, Stalin e i suoi sostenitori, erano ritenuti responsabili di violazioni grossolane della legalità, di arresti e di esecuzioni di molta gente innocente.

Ora, a 15 anni dalla caduta del socialismo in Europa, la grande maggioranza della gente dei paesi ex socialisti è diventata consapevole    dei guasti del capitalismo e ne risulta una diffusa nostalgia per i vantaggi perduti dello sviluppo socialista. Questo fatto fa sì che i gli attuali governanti capitalisti della Russia e degli altri paesi ex socialisti rinnovino i loro sforzi propagandistici contro il socialismo e il comunismo. Poiché continua la propaganda antisovietica, Stalin rimane il principale bersaglio e oggetto di bugie fantasiose. Gli autori di “documentari”, trasmessi in TV, parlano di 100 milioni di persone uccise dietro ordine di Stalin (l’intera popolazione dell’URSS ammontava, al tempo della morte di Stalin, a 200 milioni ed è un mistero come un paese così indebolito dagli arresti e dalle esecuzioni abbia potuto vincere contro i nazisti e i loro alleati…). Le frasi trite e ritrite circa la “repressione di Stalin”, “i gulag di Stalin” sono usate quotidianamente nel moderno gergo politico russo.

Comunque, l’esperienza degli ultimi 15 anni ha reso molta gente, in Russia, molto più diffidente verso la propaganda ufficiale. A dispetto della forte pressione delle autorità, musei e monumenti dedicati a Stalin appaiono, una città dopo l’altra, in tutta la Russia. Sempre più autori scrivono libri e articoli che confutano le menzogne ufficiali e tributano i giusti onori a Stalin.

Fra questi autori, non tutti sono marxisti. Ma l’esperienza del collasso del loro paese li ha spinti a cercare delle spiegazioni vere circa la storia della Russia. La loro familiarità con i fatti reali della storia e la loro integrità li spinge a rifiutare le falsificazioni della propaganda e a portare alla luce fatti nuovi dello sviluppo e dei leader della società sovietica. Un autore del genere è Yuri Zhukov. Il suo libro “Stalin differente” (“Inoi Stalin”, Moscow, 2003) ha provocato una viva impressione fra i cultori di storia sovietica.

Il titolo del libro può ingenerare qualche incomprensione. Zhukov non cerca di indagare la personalità di Stalin e il suo libro non vuole essere una biografia di Stalin. Il libro copre solamente 5 anni di attività politica da parte di Stalin. Come scritto nel sottotitolo, il libro si occupa delle riforme politiche dell’URSS, propugnate da Stalin alla metà degli anni ’30.

Eppure, in una certa misura Yuri Zhukov aveva ragione nella scelta del titolo per il libro. Benché questo libro, come riconosce l’autore, non risponda a a tutte le domande su quel periodo complicato e controverso della storia sovietica, i fatti addotti e le conclusioni distruggono gli stereotipi che furono largamente diffuso per il mondo dal Rapporto Segreto di Khrushchev al XX Congresso del PCU. Per mezzo della presentazione di un vasto corpus di fatti irrefutabili, Yuri Zhukov giunge a conclusioni convincenti che ritraggono uno Stalin completamente diverso da quello rappresentato nel Rapporto di Khrushchev e nelle fabbricazioni successive della propaganda antistalinista.

Khrushchev e coloro che ripetevano le sue false accuse cercavano di far credere alla gente che gli arresti e le esecuzioni di molti membri del Partito fossero dovute ai metodi arbitrari di Stalin e a alla sua mania di persecuzione; proclamavano che nessun funzionario del Partito Comunista aveva mai partecipato ad attività sovversive contro lo stato sovietico e che non vi era mai stato, né prima, né dopo la guerra alcun complotto contro il governo sovietico. Benché Yuri Zhukov non si addentri in una analisi dettagliata delle attività sovversive degli anni ’30, contro il governo sovietico, espone nel suo libro come la lotta del Segretario del Comitato Centrale A. Yenukidze contro J. Stalin, lo condusse a organizzare un complotto per rovesciare il governo sovietico.Fra i partecipanti al complotto vi era il Commissario del Popolo per gli Affari interni (il capo del NKVD) N. Yagoda e coloro che si occupavano della sicurezza del Cremlino.

Mentre secondo Khrushchev, Stalin con i colleghi del Politburo (V. Molotov, K. Voroshilov, L. Kaganovich) erano gli arcinemici delle  procedure democratiche, Yuri Zhukov ci presenta un quadro proprio diverso: Stalin spingeva per un programma di democratizzazione della  vita sovietica con Molotov, Voroshilov e Kaganovich a completo supporto delle iniziative di Stalin, mentre Yenukidze e parecchi altri  funzionari del Partito si opponevano con forza alle riforme democratiche di Stalin.

Yuri Zhukov correttamente ci delinea i principi democratici delle riforme politiche di Stalin ma sbaglia quando vuole mostrarci come  debbano corrispondere organicamente alla natura democratica dell’ideologia comunista e come fossero il risultato del naturale sviluppo  della vita politica sovietica.

Mentre giustamente ci ricorda i tentativi del governo sovietico di organizzare un fronte unito contro Hitler, prima della Seconda Guerra  Mondiale, Yuri Zhukov si affanna a spiegarci le riforme politiche interne all’URSS attraverso gli scopi di politica estera di Stalin. Secondo  Zhukov, sembra che Stalin cerchi di rafforzare la lotta contro Hitler, ricostruendo la vita politica dell’Unione Sovietica secondo i canoni delle  democrazie borghesi occidentali. Allo stesso tempo, Zhukov ritiene che l’opposizione di Yenukidze a queste riforme fosse causata dalla sua fedeltà agli ideali del comunismo e della rivoluzione comunista mondiale e che questo abbia causato la sua animosità, nel periodo prima della guerra, sia verso lo stabilire relazioni politiche più strette con le democrazie borghesi occidentali che verso le riforme democratiche di Stalin.

Zhukov evita di soffermarsi sui principi democratici del comunismo e quindi distorce le ragioni per cui Yenukidze e gli altri si opposero alle riforme di Stalin. Benché A. Yenukidze e gli altri abbiano aiutato Stalin nella lotta contro l’opposizione nel Partito, negli anni ’20, alla fine fecero alleanza con i trotskisti. Questa alleanza si sviluppò per il crescente conflitto tra i loro interessi personali e gli scopi dello sviluppo socialista. L’opposizione di Yenukidze riflette le malsane tendenze continue che erano diffuse all’epoca, tra molti funzionari del Partito e del governo sovietico.

Si dovrebbe dire che a metà degli anni ’30, era dal 1917-1918 che la maggior parte dei posti del governo e del partito erano occupati dalle stesse persone. All’epoca il Partito Comunista era carente di membri istruiti e e molti funzionari di partito avevano una preparazione culturale e politica insufficiente. Inoltre i loro primi anni di lavoro amministrativo coincisero con la guerra civile. In quegli anni, si abituarono a far ricorso nel loro lavoro, alla coercizione mediante l’uso della forza militare piuttosto che alla persuasione mediante argomenti politici. Questo spiega anche il grande ammontare di eccessi nella collettivizzazione del 1929-1930.

La necessaria collettivizzazione delle fattorie si trasformò in una vera campagna militare e molti primi Segretari ricorsero alla violenza per costringere i contadini a confluire nelle fattorie collettive. Nel marzo 1930 Stalin censurava questi funzionari del Partito e scriveva che erano affetti da “vertigine da successi” per la costruzione del socialismo sovietico.

Alcuni funzionari del Partito erano ormai abituati ai loro alti incarichi amministrativi e molti di loro avrebbero fatto fatto qualsiasi  cosa per non perderli. Molte sezioni del partito si erano trasformate in focolai di intrighi e in campi di battaglia di politici in lotta per  il potere. I gruppi di competitori si accusavano di deviazione ideologica. Le purghe periodiche che il partito intraprendeva per  buttare fuori i membri corrotti erano usate da molti Primi Segretari per allontanare dal Partito i loro nemici personali.

Yuri Zhukov ricorda che Stalin criticava i Primi Segretari delle organizzazioni delle repubbliche, delle regioni e locali per il fatto di  creare “clan personali”, costituiti da persone a loro legate che li lusingavano. Stalin diceva che, ogni qualvolta questi leader di  partito ricevevano nuovi incarichi in altre repubbliche o province, vi si trasferivano insieme al “loro clan personale”.

Inoltre Stalin diceva che le “purghe” del Partito del 1935-1936 avevano avuto come risultato, l’espulsione di molti membri del  partito che non erano assolutamente colpevoli di alcuna deviazione dalla linea di partito. Stalin sottolineava come il numero degli espulsi superasse di molto la quantità complessiva dei seguaci di Trotsky, Zinoviev e degli altri leader dei gruppi di opposizione. Egli accusava questi leader del Partito per il trattamento arbitrario dei membri, affermando che le “purghe” avevano solo causato la rabbia degli espulsi.

Yuri Zhukov cita anche la dichiarazione di V. M. Molotov del giugno 1937, alla riunione plenaria del Comitato Centrale: “Il compagno Stalin ha detto ultimamente, parecchie volte che la nostra vecchia maniera di valutare le persone è largamente insufficiente. Uno può avere un’esperienza di Partito precedente alla Rivoluzione, per cui ha la caratteristica positiva di aver partecipato alla Rivoluzione d’Ottobre, si è comportato bene nella Guerra Civile, ha combattuto i Trotskisti e i Destri…ma non basta. Noi abbiamo bisogno ora … che i leader del Partito siano in grado di avere un’adeguata comprensione delle necessità della gente, per promuovere nuove persone al posto di quelli che si sono trasformati in burocrati”.

Stalin temeva che la burocratizzazione del Partito potesse portare alla sua caduta. Nel 1937 egli paragonò i comunisti sovietici con l’Anteo della mitologia greca, la cui forza era insuperabile fino a che rimaneva in contatto con sua madre la Terra. Stalin disse che fino a che “i comunisti rimanevano in contatto con la loro madre, il popolo che li aveva fatti nascere, nutriti ed educati, avrebbero avuto tutte le possibilità di rimanere invincibili”. Queste parole implicano che quando i comunisti perdono il contatto con il popolo, possono perdere la forza e possono essere sopraffatti.

Benché Yuri Zhukov ignori e distorca parzialmente le profonde tematiche politiche e ideologiche retrostanti l’opposizione dei funzionari di Partito, è abbastanza nel giusto quando afferma che la lotta fra Stalin e gli oppositori si sviluppò nella redazione della nuova Costituzione cui si lavorò nel 1935-1936, specialmente in vista di una riforma elettorale.

Dal 1918 al al 1936 i deputati dei Soviet locali erano eletti a voto palese in assemblee popolari. Sempre dal 1918 al 1936, i rappresentanti dei Soviet provinciali erano eletti dai deputati dei Soviet locali allo stesso modo. A loro volta gli eletti nei Soviet delle Repubbliche eleggevano il Soviet Supremo dell’URSS. La rappresentanza delle città era cinque volte maggiore di quella delle campagne. Naturalmente ogni rappresentanza delle vecchie classi sfruttatrici e dei religiosi era esclusa dalle elezioni.

Il nuovo sistema elettorale istituiva elezioni dirette e proporzionali a scrutinio segreto. Furono revocate le limitazioni per i rappresentanti delle vecchie classi sfruttatrici e dei religiosi. Usando un vecchio proverbio russo (“Se temi i lupi, non devi andare nel bosco”), Stalin irrise ai tentativi di conservare queste limitazioni. Al Congresso dei Soviet di tutta l’Unione del novembre 1936, Stalin disse: “Primo, non tutti gli ex kulaki, tutte le ex guardie bianche e tutti i preti sono alieni al potere sovietico. Secondo, se la gente, da qualche parte, sceglie persone al di fuori del potere sovietico, significa solo che il nostro lavoro di propaganda non è stato efficace e ci meritiamo questa vergogna. Ma se il nostro lavoro di propaganda si sviluppa in modo bolscevico, il popolo non vorrà persone estranee nei supremi organi di governo”.

Inoltre, come soprattutto Yuri Zhukov sottolinea, Stalin con il supporto di Molotov, Voroshilov, Kaganovich e degli altri voleva avere le elezioni su una rosa di candidati. Nella bozza del ballottaggio per la prima elezione al Soviet Supremo dell’URSS erano menzionati diversi candidati per un seggio al Soviet.

Yuri Zhukov sottolinea correttamente che i cambiamenti nel sistema  elettorale dei  Soviet erano accompagnati dalle proposte di Stalin di  estesi cambi nella dirigenza del  Partito. Yuri Zhukov, menzionando il  discorso di Stalina alla riunione plenaria del  Comitato Centrale del  febbraio – marzo 1937, scrive della profonda insoddisfazione di  Stalin  circa il comportamento politico e personale di molti dirigenti del Partito.

Dopo i Processi di Mosca dell’agosto 1936 e del gennaio 1937 che  svelano molti casi  di sabotaggio, dopo la scoperta del complotto di  Yenukidze nel febbraio 1937, Stalin  e gli altri leader sovietici si  convinsero che molti funzionari del Partito erano così  assorbiti dai loro  feudi personali da non curarsi delle attività dei cospiratori  antisovietici.  Stalin arrivò alla conclusione della necessità di rieducare i funzionari del   Partito. Nel marzo1937, alla seduta del Plenum del Comitato Centrale  Stalin suggerì  che tutti i segretari del partito, dal più basso al più alto  livello, (oltre 100 mila 100  funzionari) dovesse seguire corsi di  educazione politica.

Allo stesso tempo, Stalin suggerì che, mentre i primi segretari  frequentavano questi  corsi, i loro compiti dovevano essere svolti da  altri  membri del Partito. Entro la metà  degli anni ’30 a causa della  rapida crescita del sistema educativo sovietico, il numero  dei membri  del  Partito che erano laureati aumentò immensamente. Dopo la laurea   presso le università e gli altri istituti di alta formazione, i membri del  Partito  acquisivano una vasta esperienza di lavoro presso gli impianti  sovietici di nuova  costruzione. Partecipavano attivamente alla costruzione del socialismo e non erano  coinvolti negli intrighi dei Comitati del Partito delle province e delle repubbliche. Stalin, Molotov e gli altri pensavano a queste persone come una riserva dalla crescita rapida per la leadership del Partito.

I propositi di Stalin significavano il drastico cambiamento della composizione della dirigenza del Partito nello spirito della nuova Costituzione. La vecchia dirigenza avrebbe dovuto acquisire un migliore addestramento sia politico che generale. Contestualmente molti dei vecchi funzionari sarebbero stati rimpiazzati da persone con migliore istruzione e con esperienza sufficiente di lavoro in imprese moderne. Yuri Zhukov raccoglie molti fatti per mostrare come, mentre Yenukidze, Yagoda e gli altri fanno ricorso al complotto, molti dirigenti delle Repubbliche e delle Province cominciano a far ricorso a un silenzioso ma attivo sabotaggio delle riforme di Stalin. Citando articoli scritti dal Primo segretario del Partito Transcaucasico, L. P. Beria e dal Primo Segretario del Partito di Mosca, N.S. Khrushchev, Yuri Zhukov mostra come i funzionari dirigenti ignorassero sia la nuova Costituzione che il nuovo sistema elettorale o come esprimessero esagerati timori che i nemici di classe potessero usare le elezioni secondo la nuova Costituzione per diventare deputati al Soviet Supremo.

Yuri Zhukov asserisce che l’opposizione dei Primi Segretari delle province e delle repubbliche alla nuova Costituzione, fosse causata dalla paura di perdere i loro seggi al Soviet. Molti contadini e (non solo kulaki) ricordavano gli eccessi della collettivizzazione e avrebbero potuto votare contro coloro che, nel 1929-1930 avevano cercato di completare a tutti i coste il piano della collettivizzazione senza alcun riguardo delle aspettative dei contadini. Yuri Zhukov sottolinea giustamente che questi segretari del Partito non sarebbero stati eletti e la loro posizione di dirigenza sarebbe stata messa in discussione nel Partito.

Secondo Yuri Zhukov il maggior sforzo di minare le riforme democratiche spinte da Stalin, da Molotov e dagli altri, fu  intrapreso dal membro supplente del Politburo e Primo Segretario del Partito della Provincia della Siberia Occidentale, R.I. Eikhe. Alla fine del giugno 1936 presentò un memorandum al Politburo con proposte che andavano contro le riforme politiche di Stalin. Benché non si trovi il testo memorandum, ci sono parecchie prove indirette della sua esistenza grazie alle allusioni e alle decisioni prese sulla base memorandum.

Secondo Yuri Zhukov, R.I. Eikhe asserì che c’erano nella Siberia occidentale molti ex kulaki esiliati che pianificavano di organizzare un’insurrezione controrivoluzionaria. Eikhe chiese al Comitato Centrale l’autorizzazione di formare una cosiddetta “trojka” composta dal Procuratore della provincia , dal capo provinciale del NKVD e da sé stesso. La “troika” avrebbe dovuto avere poteri straordinari per investigare le attività controrivoluzionarie e prendere le decisioni giudiziarie riguardo ai cospiratori.

Yuri Zhukov paragona il memorandum di Eikhe “a un piccolo sasso che causa una valanga spaventosa”. Venne presto seguito da una decisione del Politburo del 2 luglio che sostenne la tesi che molti ex kulaki e criminali comuni, tornati ai loro luoghi originari di residenza dopo aver scontato le loro pene detentive, avessero intrapreso attività controrivoluzionarie . La decisione proclamava che queste persone “sono i maggiori istigatori delle attività antisovietiche e dei sabotaggi nelle fattorie collettive, nei trasporti e in parecchie branche dell’industria”. La decisione chiedeva l’immediato arresto e fucilazione per gli istigatori più attivi delle attività antisovietiche, mentre i meno attivi dovevano essere esiliati. La decisione disponeva che entro cinque giorni, i dirigenti provinciali avrebbero dovuto trasmettere al Comitato Centrale , le liste dei membri delle “trojke”, il numero delle persone da arrestare e da fucilare e quello delle persone da arrestare ed esiliare.

Perché questo cambiamento radicale della posizione di Stalin e degli altri membri del Comitato centrale? Yuri Zhukov afferma che fu dovuto alla forte pressione di un gran numero di Primi Segretari Provinciali. Menzionando un cospicuo numero di visite rese a Stalin e a Molotov da parte dei dirigenti provinciali del Partito che condividevano la posizione di Eikhe, Zhukov suggerisce che fu presentato un vero e proprio ultimatum a Stalin, Molotov e agli altri.

Per capire come mai Stalin, Molotov e gli altri membri del Politburo avessero cambiato la loro politica, si deve inserire nell’esposizione qualche fatto menzionato in breve nel libro di Zhukov. Per prima cosa si deve aver ben chiaro che la scoperta del complotto del Maresciallo Tukhachevsky era avvenuta in maggio. I cospiratori erano collegati a generali tedeschi e pianificavano un colpo di stato. Nonostante che la maggioranza dei partecipanti al complotto fosse di militari, ne facevano parte diversi memebri del Comitato Centrale. Il Commissario del Popolo per gli Affari interni (capo del NKVD dopo la destituzione di G. Yagoda) N.I. Yezhov, presentò una relazione al Plenum di giugno del Comitato Centrale, chiedendo l’autorizzazione ad arrestare 11 membri a pieno titolo e 14 membri supplenti del Comitato centrale coinvolti nel complotto di Tukhachevsky.

Per qualche ragione, Yuri Zhukov non inserisce nella sua esposizione i fatti narrati nel libro scritto da Vladimir Pyatnitsky “La congiura contro Stalin”, che è dedicato in modo specifico al Plenum del giugno 1937. Benché l’autore di questo libro attacchi Stalin, riconosce che durante questo Plenum ci fu un certo numero di discorsi contro il prolungamento dei poteri straordinari a Yezhov e al NKVD. Una protesta particolarmente veemente venne espressa da I.А. Pyatnitsky (padre dell’autore) che era a capo del Dipartimento Politico – Amministrativo del Comitato Centrale e, per lungo tempo, segretario del Comitato Centrale Esecutivo del Comintern.

Stalin cercò di venire a patti con Pyatnitsky durante la riunione plenaria. Dopo il discorso di Pyatnitsky venne annunciato un intervallo. Molotov, Voroshilov e Kaganovich parlarono con I.А. Pyatnitsky e gli dissero che Stalin credeva nella sua onestà e nel suo valore personale, nel suo talento di organizzatore e buon amministratore. Chiesero a Pyatnitsky di ritrattare la sua dichiarazione. Ma Pyatnitsky fu irremovibile. Successivamente altri 15 membri del Comitato Centrale si unirono a Pyatnitsky e chiesero la revoca dei poteri straordinari al NKVD e a Yezhov.

Allora uno dei membri del Comitato Centrale, Filatov, disse a Stalin che l’opposizione di Pyatnitsky e degli altri al NKVD era una  conseguenza della decisione presa in una riunione segreta a casa di Pyatnitsky. Filatov fu l’unico partecipante di questo incontro ad  aver  informato Stalin. Appena un mese prima, a maggio Stalin venne informato del complotto Tuchacevskij scoperto dal NKVD. Ora  veniva a sapere di un incontro segreto cui hanno partecipato decine di membri del Comitato Centrale che hanno cercato di fermare  ulteriori indagini da parte dell’NKVD. Così, quando Eiche e altri membri del Comitato Centrale andarono da Stalin e Molotov a chiedere di  non frenare le attività del NKVD, ma di incrementarle anche se riorentate contro gli ex kulaki, Stalin e i suoi più stretti collaboratori  avevano ragione a supporre che questi suggerimenti venissero proprio dalla parte opposta. In realtà, Stalin affrontò l’opposizione alla  sua  politica su due fronti. Mentre Pyatnitsky e altri chiedevano la fine degli arresti di alti funzionari coinvolti in complotti anti-governativi  e accusavano il NKVD di arbitrarietà, Eiche e gli altri elogiando il NKVD, volevano solo dirigerlo verso altri obiettivi Si può supporre che in  quel momento N.I. Yezhov non fosse molto sicuro della sua posizione. In qualità di capo del Dipartimento Politico – Amministrativo del  Comitato Centrale del Partito, Pyatnitsky controllava il NKVD. Yezhov sapeva che Stalin si fidava Pyatnitsky. Yezhov avrebbe potuto  temere di perdere la sua posizione di capo del NKVD se Pyatnitsky e i suoi sostenitori avessero prevalso. Pertanto Yezhov si unì a Eiche  e agli altri. Zhukov ha ragione nel supporre che “facilmente Ezhov fosse venuto a patti con Eiche, e con molti Primi Segretari e  concordasse sulla necessità di farla finita, il più presto possibile, con chi certamente avrebbe votato contro di loro. Così Stalin e i suoi  fedeli sostenitori furono contrastati non solo da gruppi influenti che costituivano la maggioranza dei membri del Comitato Centrale, ma  anche dal NKVD armato di poteri straordinari. Questo potrebbe spiegare perché Stalin e i suoi fecero quella svolta improvvisa nella loro  politica.

Nel frattempo, come afferma Zhukov, i Primi Segretari presentarono le loro richieste di esilio e di esecuzioni dei contro-rivoluzionari clandestini, che promisero di scovare nelle loro province e repubbliche. Zhukov sottolinea che “si rivelarono due persone come le più assetate di sangue: R. I. Eiche, che dichiarava l’intenzione di eliminare 10.800 abitanti della Siberia occidentale … e N. S. Khrushchev, che riuscì con rapidità sospetta a trovare e conteggiare, nella provincia di Mosca, 41.305 ex kulaki e criminali per poi insistere sulla loro espulsione ed esecuzione”. E ‘interessante notare che nella sua Relazione al XX Congresso del Partito Khrushchev non disse una parola né sul memorandum Eiche, o circa le richieste di esilio e di esecuzioni presentate da Eiche e da lui. Invece Khrushchev elogiò Eikhe, descrivendolo come una vittima innocente del terrore di Stalin.

Mostrando che Stalin ed i suoi più stretti collaboratori avevano perso temporaneamente il controllo della situazione, Zhukov sottolinea che molti dei sostenitori di Stalin, attivi nelle sue riforme democratiche (Y. A. Yakovlev, B. M. Tal, A. I. Stetzky) persero il loro incarico e quindi furono arrestati. E’ chiaro che Stalin non era in grado di difendere alcuni dei suoi sostenitori. Ci sono altre prove che Eikhe non voleva limitarsi a esecuzioni delle figure di minor rilievo tra i sostenitori di Stalin. Più tardi, quando Yezhov venne arrestato, furono trovate delle carte nella sua cassaforte personale, che aveva raccolto al fine di preparare “un caso” contro Stalin.

Allo stesso tempo Ezov, Eikhe e gli altri non potevano rischiare di rovesciare Stalin e i suoi sostenitori. Il nome di Stalin era l’incarnazione stessa del socialismo. La popolarità di Molotov, Voroshilov e Kaganovic era ugualmente grande. Molte città, fabbriche, fattorie collettive erano chiamate con il loro nome. Yezhov e i suoi nascondevano la loro opposizione a Stalin con costanti lusinghe e dichiarazioni di fedeltà. Yezhov propose anche di cambiare il nome di Mosca in Stalindar [NDT: dono di Stalin]. La proposta fu risolutamente respinta da Stalin.

Paradossalmente il tentativo di Eikhe e degli altri di deviare le indagini del NKVD dai complotti tra i funzionari del partito non impedì il  loro arresto. Con la scusa di ottenere l’autorizzazione a scoprire i complotti controrivoluzionari anti-sovietici, alcuni dei Primi Segretari  si affrettarono a chiedere l’arresto dei loro rivali per le late cariche. Così il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito  Comunista dell’Uzbekistan, AI Ikramov, chiese al Politburo, il 24 giugno 1937 di destituire il Presidente del Consiglio dei Commissari  del Popolo dell’Uzbekistan, Faizulla Hodzhaev “per i suoi legami controrivoluzionari”. Successivamente Hodzhaev venne arrestato.

Per cui, i sostenitori di Hodzhaev riuscirono a incriminare Ikramov. Come sottolinea Zhukov, Ikramov stesso venne espulso dal partito  nel settembre del 1937 e poi arrestato. Nel marzo del 1938, sia Hodzhaev che Ikramov furono avviati all’esecuzione in base a accuse di alto tradimento e spionaggio, durante il processo di Mosca.

Molte rivalità furono risolte nel 1937 in modo simile, poiché molti funzionari del Partito cercavano di farla finita con i loro competitori   con per i posti vacanti nel Partito e nella gerarchia sovietica. Presto la campagna di false accuse si diffuse in tutto il paese. Molte   persone calunniavano i loro colleghi che venivano poi arrestati dal NKVD. Questo periodo di massicce violazioni del diritto fu poi   chiamato “Yezhovshina”. E ‘ovvio che le pratiche illegali scatenate inizialmente da un certo numero di funzionari del Partito  andavano  nella direzione opposta dei principi sostenuti da Stalin e della sua politica di democratizzazione. Questo permette a Yuri  Zhukov di  trarre la conclusione che “il tentativo di Stalin di riformare il sistema politico dell’Unione Sovietica si risolse in un fiasco completo”.

Questa affermazione categorica di Yuri Zhukov potrebbe essere contraddetta. In primo luogo, nonostante l’opposizione ostinata dal corpo influente dei funzionari del Partito, la Costituzione di Stalin venne adottata e la prima elezione al Soviet Supremo dell’URSS venne condotta in modo nuovo (diretto, uguale, segreto). In secondo luogo, Stalin con il sostegno di molti comunisti cominciò gradualmente a ripristinare la legalità, che era violato dai segretari provinciali e dal NKVD. Nel gennaio 1938 la riunione plenaria del Comitato Centrale del Partito condannava l’”approccio formalistico e burocratico agli appelli di persone espulse dal PCUS” e chiedeva di adottare misure energiche per fermare tale pratica. La decisione del Comitato Centrale prestava attenzione a una serie di espulsioni arbitrarie di membri del Partito nella seconda metà del 1937. La decisione proclamò un ritorno ai principi sostenuti da Stalin marzo 1937 in occasione della riunione plenaria del Comitato Centrale del Partito.

Anche se la decisione addossava tutta la colpa delle violazioni delle norme di legge ai funzionari locali di partito, la posizione di Yezhov cominciava a indebolirsi. Nel mese di agosto 1938, il Politburo iniziò a studiare il lavoro del NKVD. Nel novembre 1938, Ezov perse il posto di capo del NKVD. Nell’aprile del 1939 fu arrestato e accusato di gravi violazioni delle norme di legge. Eikhe e gli altri segretari che erano stai attivi nel lancio della campagna di esili e di esecuzioni furono arrestati.

Allo stesso tempo, molte migliaia di persone arrestate durante la Yezhovshina furono rilasciate. Tra loro c’era un certo numero di generali sovietici, tra cui K.K. Rokossovsky, che giocò un ruolo importante nella Grande Guerra Patriottica.

A dispetto delle pesanti perdite inflitte dalla “Yezhovshina”, l’Unione Sovietica non venne fatalmente indebolita da essa. In primo luogo, tra gli arrestati e giustiziati nel 1937-1938 c’erano vere spie e nemici del socialismo. A differenza dei paesi dell’Europa occidentale, l’URSS ha dimostrato di essere libera dalla “Quinta Colonna”, che permise a Hitler di ottenere successi. I generali tedeschi si lamentarono durante i primi mesi di guerra che mancassero informazioni affidabili sull’Armata Rossa e l’industria della difesa sovietica in quanto non avevano un numero sufficiente di loro agenti all’interno dell’URSS. Con l’eccezione del generale Vlasov che si arrese ai tedeschi nel 1942 e successivamente collaborò con loro, Hitler non è riuscì a trovare supporto tra il corpo dirigente sovietico di alto rango.

In secondo luogo, molti politici dalla mentalità carrierista di che si curavano solo del loro  potere persero  l’incarico, la libertà e la vita durante la lotta interna del 1937-1938. I loro  incarichi furono poi assunti da  altri. Yuri Zhukov riconosce che uno dei risultati degli  eventi del 1937-1938 fu l’emergere nella vertici  sovietici di persone che erano più  istruite e che avevano una migliore esperienza nell’economia moderna.  Il posto di  Maresciallo e di ufficiale di coloro che furono coinvolti nel complotto Tuchacevskij  vennero  assunti ufficiali più giovani che avevano ricevuto una migliore istruzione militare.  I nuovi funzionari di  partito che sostituirono le persone arrestate nel 1937-1938 erano  sinceramente devote alla causa del  comunismo e più istruite politicamente a differenza  di  molti funzionari più anziani. La nuova leadership  del  Partito, dell’economia sovietica e  de ll’Armata Rossa dimostrò il suo valore durante la Grande Guerra  Patriottica.

E ltima, ma non meno importante conseguenza degli avvenimenti del ’30 è stato il  consolidarsi del popolo  sovietico intorno a Stalin e alle sue politiche. Va notato che la  repressione di massa degli anni ’30 toccò soprattutto gli strati sociali che costituivano  solo una minoranza del popolo sovietico. Allo stesso tempo, l’adozione della Costituzione  di Stalin che proclamava i principi della democrazia socialista e che incarnava le conquiste  della costruzione del socialismo, ha fatto sì che la maggior parte del popolo sovietico si  rendesse conto degli evidenti vantaggi del nuovo ordine socialista. La  devozione del  popolo sovietico a questo ordine socialista è stata dimostrata dalla sua lotta eroica durante la Grande Guerra Patriottica.

Eppure Yuri Zhukov è corretto nel sottolineare che nel 1937-1938 Stalin non riuscì ad attuare alcune delle caratteristiche essenziali delle sue riforme politiche. Zhukov cita espressamente il fatto che a causa della ostinata opposizione di molti funzionari del partito nel 1937, Stalin dovette abbandonare il suo piano di condurre elezioni con candidati plurimi. L’unica resto dell’idea di Stalin era una scritta nella parte superiore di ogni urna, presente ad ogni elezione svoltasi in Unione Sovietica fino a che cessò di esistere nel 1991, che diceva: “Lasciare nella scheda elettorale il nome di un solo candidato, per il quale si vota, lasciando da parte tutti i restanti”. Anche se, in pratica, l’iscrizione non aveva senso, dal momento che durante queste elezioni vi era un solo candidato, l’iscrizione ricordava che in linea di principio, gli elettori devono avere una scelta da una rosa di candidati.

Zhukov non menziona anche il fatto evidente che il piano di Stalin di educazione politica dei funzionari di partito, rivelato al pubblico nel marzo 1937, non fu messo in pratica. Forse le difficoltà del periodo pre-bellico, la guerra e poi, la Guerra Fredda non hanno permesso a Stalin di organizzare l’istruzione di tutti i funzionari di partito. Di conseguenza molti posti importanti furono ancora occupati da funzionari che non avevano un’adeguata educazione politica e generale. Tra di loro c’erano persone come N.S. Khrushchev e L.P. Beria. Inizialmente in silenzio sabotarono le riforme di Stalin. Poi furono attive nella “Yezhovshina”. Ma furono abbastanza sveglie da vedere il cambiamento del clima politico e si diedero da fare nella lotta contro Ezov e i suoi sostenitori. Anche se Stalin era consapevole del loro basso livello di istruzione generale e politica e dei loro altri difetti, tuttavia ne apprezzava la loro energia. Sia Khrushchev che Beria continuarono a ricoprire importanti incarichi.

Poiché Stalin cercava costantemente di far emergere le persone che erano devote con tutto il cuore alla causa del comunismo, che avessero una buona preparazione ed esperienza nel lavoro pratico, sembra che avesse compreso le carenze della leadership politica a dell’Unione Sovietica dell’epoca. Durante il XIX Congresso del PCUS, Stalin fece un altro tentativo di cambiare la composizione degli alti ranghi del partito. Egli suggerì l’ampliamento del numero dei membri dell’appena creato Presidium del Comitato Centrale del PCUS, reclutando un certo numero di leader emergenti delle province, organizzatori di produzione economica e teorici. Nei primi mesi del 1953, Stalin preparò un documento in cui suggeriva le proprie dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio dei ministri dell’URSS, e questo incarico sarebbe stata assunto dall’ex Primo Segretario del Partito Comunista Bielorusso ed ex capo del Quartier Generale del movimento partigiano dell’URSS durante la guerra, P. K. Ponomarenko.

Si sa che L.P. Beria e N.S. e Khrushchev erano acerrimi nemici di Ponomarenko fin dagli anni della guerra. Anche la nomina di Ponomarenko avrebbe potuto significare che altre modifiche sarebbero presto seguite. La malattia improvvisa e poi la morte di Stalin in seguito causarono molti sospetti. Si è sostenuto che Stalin sia stato avvelenato dai suoi colleghi. Almeno è chiaro che Beria, Malenkov e Khrushchev che videro Stalin dopo che fu trovato svenuto sul pavimento nella sua residenza, non chiamarano nemmeno un medico a visitarlo. Tre anni dopo la morte di Stalin, Khrushchev iniziò la sua campagna anti-Stalin.

I difetti del modo sovietico di selezionare persone per le posizioni dominanti diventarono evidenti durante gli 11 anni, in cui N. S. Khrushchev occupò l’incarico di Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito. Furono gli anni che divennero noti per una serie di grossolani errori nelle sfere ideologiche, economiche e politiche, nonché nella politica estera dell’URSS. Anche se Khrushchev venne destituito con il voto unanime del Comitato Centrale del Partito nell’ottobre del 1964, non fu fatto nulla per modificare il sistema politico dell’URSS e il PCUS. Gli eventi successivi hanno dimostrato che il sistema politico del PCUS e dell’URSS non ha impedito che arrivassero al potere quei traditori del comunismo e del proprio paese, come Gorbachev, Yakovlev e Yeltsin. E ‘ molto probabile che se Stalin e i suoi sostenitori fossero riusciti ad attuare le riforme politiche, l’URSS avrebbe potuto avere un migliore sistema di selezione dei leader politici e quindi evitare che salissero al potere Khrushchev, Gorbaciov e gli altri. E’ anche ovvio che, se Yuri Zhukov non condivide l’ideologia comunista , anche lui come un vero patriota russo, è dispiaciuto che le riforme politiche di Stalin non siano state completate. Anche se Yuri Zhukov riconosce che la sua ricerca della vera spiegazione degli eventi del ’30 in URSS è incompleta in quanto molti documenti relativi al periodo sono ancora tenuti segreti o sono stati distrutti su ordine da Khrushchev il suo libro dimostra la falsità delle invenzioni di Khrushchev e dei suoi seguaci circa gli eventi del 1937-1938. Con tutti i suoi evidenti difetti e le carenze, il libro di Zhukov ha realizzata una nuova e importante incursione nello studio della storia sovietica.

Yuri Yemelianov è l’autore di “Note su Bucharin: Rivoluzione, Storia, Personalità”, Mosca , 1989; “Stalin” ( due volumi ), Mosca, 2002 e “Khrushchev” (due volumi), Mosca 2005 , il tutto in russo.

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