REDAZIONE NOICOMUNISTI

A cura di Guido Fontana Ros

Nel pomeriggio del 1° dicembre 1934 poco oltre l’ingresso della sede del Partito, nello storico palazzo Smolny a Leningrado, risuonarono alcuni spari. Sergej Mironov Kirov, amato leader operaio, moriva colpito alla testa da Leonid Nikolayev.

Nel modo più brutale l’opinione pubblica dell’URSS si rese conto che, oltre gli eccezionali successi dell’economia pianificata, una vasta cospirazione, nell’ombra, tesseva la sua tela di morte e distruzione.

Lo stesso assassino di Kirov, Leonid Nikolayev era stato fermato alcuni giorni prima, dal servizio di sicurezza dello Smolny. Trovato in possesso di un revolver e di una piantina dell’edificio, venne “inspiegabilmente” rilasciato…

Cominciarono le indagini, coordinate dal capo della NKVD. il Commissariato del Popolo per la sicurezza, con a capo Jagoda che nel 1938 si scoprì far parte del complotto. Nonostante questo fatto gravissimo le indagini continuarono e si arrivò nel 1936 al primo processo dei traditori e cospiratori. Nella sostanza si era arrivato a una sorta di coordinamento operativo fra l’opposizione di destra, i troskisti ed elementi nazionalisti controrivoluzionari che contavano sul fattivo appoggio dello spionaggio nazista, giapponese e non solo…

Questo coordinamento operativo mirava a rovesciare il regime socialista in Urss attraverso l’omicidio politico, il terrorismo e il sabotaggio e l’appoggio interno al nemico nel caso di attacco militare.

Qui di seguito lo schema dei grandi processi:

1°Processo definito “processo del centro terrorista trotskista-zinovievista” oppure “processo dei 16

Data: dal 19 al 28 agosto 1936

Luogo: Casa dei Sindacati, Mosca

Corte: Ulrich, Matulevic, Nikicenko

Accusa: Vyšinskij

Imputati: Kamenev, Zinov’ev, Bakaev, Berman-Jurin, David, Dreitzer, Evdokimov, Holtzman, Moisej e Natan Lur’e, Mračkovskij, Olberg, Pikel, Reingold, Smirnov, Ter-Vaganjan

Condanne: 16 condanne a morte

2°Processo definito “processo del centro antisovietico trotzkista” oppure “processo dei 17”

Data: dal 23 al 30 gennaio 1937

Luogo: Casa dei Sindacati, Mosca

Corte: Ulrich, Matulevic, Ryckov

Accusa: Vyšinskij

Imputati: Radek, Pjatakov, Sokolnikov, Serebrjakov, Arnold, Boguslavskij, Chestov, Drobnis, Hrasche, Livsič, Knjazev, Muralov, Norkin, Pušin, Ratajčak, Stroilov e Turok.

Condanne: 13 condanne a morte tranne: 10 anni a Radek, Sokolnikov e Arnold, 8 anni a Stroilov

Processo definito “processo dei generali dell’Armata Rossa” oppure “processo degli ufficiali”

Data: dal 1 al 10 giugno 1937

Luogo: a porte chiuse

Corte: Ulrich, Bljucher, Budennyj

Accusa: Vyšinskij

Imputati: Tuchačevskij, Ionas Jakir, Ieronim Uborevič, Robert Ejdeman, Avgust Kork, Vitovt Putna, Boris Fel’dman e Vitali Primakov. Il generale Yakov Gamarnik, anch’esso coinvolto nelle indagini si era suicidato il 31 maggio

Condanne: 8 condanne a morte

3° Processo definito “processo del blocco antisovietico della destra e dei trotskisti” o “processo dei 21”

Data: dal 2 al 13 marzo 1938

Luogo: Casa dei Sindacati, Mosca

Corte: Ulrich, Matulevic, Elev

Accusa: Vyšinski

Imputati: Bukharin, Rykov, Krestinskij, Jagoda, Rakovskij, Bessonov, Bulanov, Černov, Chodžaev, Grinko, Ivanov, Ikramov, Kazakov, Krjučkov, Levin, Maksimov-Dikovskij, Pletnev, Rozengolc, Šarangovič, Zélenskij e Zubarev

Condanne: 18 condanne a morte tranne: 15 anni a Bessonov, 20 anni a Rakowski, 25 anni a Plétnev

PER DARE UN’IDEA DELLA GRANDEZZA DEL COMPLOTTO E DEL GRAVISSIMO PERICOLO CORSO DALL’URSS, BASTI SAPERE CHE BEN 24 MEMBRI EFFETTIVI E 14 CANDIDATI MEMBRI DEL PLENUM DEL COMITATO CENTRALE SONO STATI ESPULSI PER ALTO TRADIMENTO E SPIONAGGIO, SENZA CONSIDERARE BEN 8 MARESCIALLI DELL’ARMATA ROSSA…

Ora a 80 anni di distanza possiamo affermare che, senza questi processi che la propaganda anticomunista si ostina a dire inventati da Stalin per consolidare il suo potere, l’URSS attaccata dalla Germania nazista avrebbe dovuto affrontare un tradimento interno dalle conseguenze disastrose.

La repressione, tuttavia, non si limitò a colpire gli esponenti di vertice ma colpì anche la base del complotto per cui gli arresti, i processi, le condanne ai lavori forzati e di morte coinvolsero, secondo le stime di storici veri e non buffoni anticomunisti, da circa 450.000 a 680.000 persone nell’annata 1937-38 quando alla direzione del NKVD fu posto Ezhov. Infatti, Ezhov sperava che queste esecuzioni di massa di persone innocenti avrebbero fatto schierare gran parte della popolazione sovietica contro il governo. Questo avrebbe creato le basi per lo scoppio di ribellioni interne contro il governo sovietico nel caso di attacco da parte della Germania o del Giappone. Anche se Ezhov fece fucilare un numero molto elevato di persone innocenti, è chiaro che, dalle prove ora disponibili, vi erano anche vere e proprie cospirazioni. Il governo russo continua a conservare ogni cosa ma purtroppo alcuni documenti utili per questa investigazione rimangono top-secret. Non possiamo sapere con certezza esattamente le dimensioni delle cospirazioni reali senza tali prove. Pertanto, non sappiamo quante di queste 680.000 persone erano cospiratori reali e quanti sono stati vittime innocenti.

Stalin e la direzione del partito cominciarono a sospettare già dall’ ottobre 1937 che la maggior parte della repressione fosse effettuata in modo illegale. All’inizio nel 1938, quando Pavel Postiscev fu aspramente criticato, rimosso dal Comitato Centrale espulso dal partito, processato e giustiziato per l’ingiustificata repressione di massa, questi sospetti crebbero.

Quando Lavrentii Beria venne nominato come il vice di Ezhov, quest’ultimo e i suoi uomini compresero che Stalin e la direzione del partito non si fidavano più di loro. Fecero un ultimo complotto per assassinare Stalin il 7 novembre 1938, in occasione della celebrazione del 21 ° anniversario della Rivoluzione bolscevica. Ma gli uomini di Ezhov furono arrestati in tempo.

Ezhov venne convinto a dimettersi. Un’intensa attività investigativa venne avviata e un enorme numero di abusi del NKVD vennero scoperti. Un gran numero di casi di coloro che furono giudicati o puniti a causa di Ezhov vennero rivisti. Oltre 100.000 persone vennero rilasciate dal carcere e dai campi. Molti uomini del NKVD vennero arrestati e confessarono di aver torturato, processato e giustiziato persone innocenti. Molti altri membri del NKVD furono condannati al carcere o licenziati.

Sotto Beria il numero delle esecuzioni nel 1938 e il 1940 scese a meno dell’1% del numero raggiunto sotto il comando di Ezhov nel 1937 e 1938; e molti di quelli giustiziati erano uomini dell’NKVD, tra cui Ezhov stesso, colpevoli di una massiccia repressione ingiustificata e di aver sottoposto ad esecuzione persone innocenti.

E’ evidente che quello che fu definito dagli “storici” anticomunisti, il Terrore staliniano non fu opera di Stalin e non coinvolse decine di milioni di persone come viene affermato. In malafede, questi scribacchini uniscono 2 fenomeni storici, la repressione del complotto e il tentativo di riordino e verifica degli iscritti al Partito Comunista (proverka che in russo significa verifica e non purga), che si svolse negli stessi anni che, come storici veri e non propagandisti anticomunisti hanno appurato esaminando gli archivi di Smolensk, portò all’espulsione di una ridicola percentuale di membri.

Un aspetto schifoso della questione è che Nikolai Bukharin, leader del gruppo di destra, era al corrente dell’ “Ezhovshchina” (La repressione condotta da Ezhov in russo) e la lodò in una lettera che scrisse dal carcere a Stalin. Bukharin sapeva che Ezhov era membro della cospirazione della Destra. Senza dubbio è per questo che accolse con favore la nomina di Ezhov a capo del NKVD – orientamento registrato dalla vedova nelle sue memorie.

Nella sua prima confessione, nella sua ormai famosa lettera a Stalin del 10 dicembre 1937 e al suo processo nel marzo 1938, Bucharin sostenne che era completamente “disarmato” e di aver detto tutto quello che sapeva. In realtà Bukharin sapeva che Ezhov era un membro di spicco del complotto della Destra, ma non disse nulla. Secondo Mikhail Frinovsky, braccio destro di Ezhov, probabilmente Ezhov gli promise di adoperarsi affinché non fosse eseguita la sentenza di morte, se avesse taciuto della partecipazione di Ezhov.

Se Bucharin avesse detto la verità – se avesse rivelato, infatti, le informazioni su Ezhov, gli omicidi di massa ad opera di quest’ultimo avrebbero potuto essere fermati all’inizio. Si sarebbero potute salvare le vite di centinaia di migliaia di persone innocenti.

Ma Bucharin rimase fedele ai suoi compagni cospiratori. Andò all’esecuzione, esecuzione che, giurò, meritava “dieci volte”, senza rivelare la partecipazione di Ezhov alla cospirazione.

Questo punto non potrà mai essere sottolineato troppo: il sangue delle centinaia di migliaia di persone innocenti massacrati dai Ezhov e dai suoi uomini durante il 1937-1938, ricade su Bucharin e non su Stalin.

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