REDAZIONE NOI COMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

76 anni fa, URSS e Germania nazista siglavano un patto di non aggressione, il famigerato Patto Molotov-Ribbentrop. Famigerato perché, da 76 anni, è uno degli argomenti favoriti per infangare l’operato del compagno Stalin e dell’URSS. Abbiamo già in passato pubblicato su queste pagine, un articolo che ristabilisce la verità storica (qui). Torniamo a farlo perché repetita juvant.
Presentiamo un articolo sintetico ma molto chiaro e comprensibile dello storico Michael Jabara Carley, docente di storia all’Università di Montréal in Canada, sicuramente non un comunista. L’articolo è stato pubblicato dal sito www.strategic-culture.org, il 22/08/2015.

La traduzione:

Il 23 agosto segna l’anniversario del patto di non aggressione nazi-sovietico che permise alla Germania hitleriana di attaccare la Polonia nove giorni dopo, senza il timore di intervento sovietico contro di essa. Senza dubbio nei commenti dei media mainstream occidentali, ci sarà un florilegio circa il dittatore sovietico Joseph Stalin che <<tradisce>> i suoi sedicenti <<alleati>> francesi e britannici, sulla <<Polonia pugnalata alle spalle>>, sulla <<collusione>> con Adolf Hitler e così via.

Si tratta di un evento annuale, atteso con ansia dai propagandisti occidentali russofobi, volto a rammentarci l’iniquo ruolo sovietico nell’avvio della Seconda Guerra Mondiale. Al giorno d’oggi, naturalmente, quando i media mainstream dicono <<sovietico>>, vogliono che pensiate alla Russia e al suo presidente Vladimir Putin. I <<giornalisti>> occidentali non possono avere altro in testa su Putin: a volte è un altro Hitler, a volte è un’altro Stalin.

Quando si tratta della Seconda Guerra Mondiale, la Polonia è al di sopra di ogni critica e ottiene un sacco di simpatia in occidente, in quanto fu la prima <<vittima>> sia della Germania nazista chee dell’Unione Sovietica. La Wehrmacht invase la Polonia il 1° settembre e l’Armata Rossa si mosse da oriente 17 giorni più tardi. Fu una <<pugnalata alle spalle>> sovietica.

O piuttosto fu un’altra cosa? Winston Churchill, allora Primo Lord dell’Ammiragliato, vide le cose in modo diverso. In una trasmissione della BBC il 1° ottobre 1939, osservava che l’azione sovietica <<era chiaramente necessaria per la sicurezza della Russia contro la minaccia nazista>>. Dato che il governo polacco era già crollato, meglio per l’URSS essere in quei confini orientali della Germania nazista.

Nel corso del 1930 la Polonia svolgeva il ruolo di guastatore. Era un quasi-dittatura di estrema destra, antisemita e comprensiva verso il fascismo. Nel 1934 l’Unione Sovietica lanciava l’allarme su Hitler e la Polonia firmava un patto di non aggressione a Berlino. Chi ha pugnalato alla schiena chi? La Francia aveva un’alleanza formale con la Polonia e si sentì tradita. Fino al 1939 la Polonia fece tutto il possibile per sabotare gli sforzi sovietici per costruire un’alleanza antinazista, sulla base della coalizione antitedesca della Prima Guerra Mondiale con Francia, Gran Bretagna, Italia, e nel 1917 gli Stati Uniti. Può sorprendere, ma Maksim Litvinov, il commissario sovietico per gli Affari Esteri, vedeva l’Italia fascista come parte di un’alleanza difensiva contro la Germania hitleriana. Litvinov avrebbe anche voluto portare la Polonia nella sua coalizione antinazista e nel 1934 mise in guardia il suo omologo polacco, Józef Beck, del pericolo di Hitler. Beck lo derise.

La Polonia si sentiva intrappolata tra due grandi potenze ostili, ma delle due, l’URSS era di gran lunga il suo <<peggior nemico>>. Queste erano vecchi orientamenti politici; la russofobia polacca risaliva a molti secoli addietro. Nel 1934-1935, quando l’Unione Sovietica cercò di stipulare un patto di mutua assistenza con la Francia, la Polonia tentò di ostacolarla. Nel 1938, durante la crisi cecoslovacca, il ministro degli Esteri Beck disse che se lo scopo di Hitler era quello di ottenere i territori dei Sudeti, la Polonia avrebbe dovuto  avere il distretto di Teschen. In altre parole, se Hitler ottiene il suo bottino, noi polacchi vogliamo la nostra parte. Litvinov accusò Beck di essere nelle mani di Hitler, ma Beck lo lo derise nuovamente. La Polonia fu complice di Hitler nel 1938, prima di diventare la sua vittima nel 1939.

Che dire della Francia e della Gran Bretagna? L’URSS vedeva la Francia come un <<perno>> della sicurezza collettiva in Europa. Supportato da Stalin, Litvinov avvertì i suoi omologhi occidentali che Hitler era indirizzato alla guerra e che era essenziale organizzare un’alleanza difensiva contro di lui. Fu Litvinov, non Churchill, a concepire per primo una <<grande alleanza>> contro Hitler. Purtroppo, la politica sovietica subì una battuta d’arresto dopo l’altra. La coalizione di Litvinov  diventò la Grande Alleanza che non Ci Fu Mai.

Come fu possibile? Tra le altre ragioni, fu perché le élite conservatrici di Gran Bretagna e Francia e anche dell’Europa in generale, temevano il bolscevismo più del nazismo. Ci furono importanti eccezioni, naturalmente, a questa regola generale; i diplomatici sovietici li chiamavano <<corvi bianchi>>. I nazisti erano ammirati per la loro virilità e mascolinità. L’odore del cuoio e del sudore fascista era un potente afrodisiaco per le insicure, estenuate, élite europee che videro la Germania nazista come un baluardo contro il bolscevismo.

Il Primo ministro britannico Neville Chamberlain temeva la vittoria alleata insieme all’Unione Sovietica più d quanto temesse la sconfitta per mano della Germania nazista. Una vittoria dell’Armata Rossa, con il bolscevismo al seguito, avrebbe potuto avanzare nel cuore dell’Europa. <<Ho incontrato Hitler><, Chamberlain dichiarava nel settembre 1938 dopo una delle sue tre visite in Germania, <<e credo in lui>>. Ma gli accordi di Monaco di Baviera, che sacrificarono la Cecoslovacchia, servirono solo da incoraggiamento alle ulteriori aggressioni naziste.

Ci fu un’ultima possibilità nel 1939 di concludere un’alleanza contro la Germania nazista. Anche in questo caso, la parte sovietica prese l’iniziativa. E ancora gli inglesi, seguiti a malincuore dai francesi, strascicarono i loro piedi (la tirarono per le lunghe). In realtà, se leggete i giornali diplomatici sovietici dalla metà alla fine degli anni ‘30, è difficile evitare la conclusione che la Gran Bretagna fosse a capo dei sabotatori della sicurezza collettiva sovietica. Stalin licenziò l’apparentemente donchisciottesco commissario Litvinov all’inizio del maggio 1939 e lo ha sostituì con il più duro Vyacheslav Molotov. Forse i negoziatori francesi e britannici avrebbero preso più sul serio Molotov. Non è successo. Ancora la tirarono per le lunghe, con il risultato che, gli ultimi negoziati tenuti a Mosca nell’agosto 1939, fallirono. Non è grave, concluse Stalin  e così fece un accordo con Hitler per evitare la guerra a fianco di alleati inaffidabili.

Il capitolo finale di questa abissale storia si è verificò durante l’autunno del 1939 e l’inverno del 1940, quando la parte britannica decise di pubblicare una raccolta di telegrammi e dispacci, un cosiddetto Libro Bianco, sui negoziati del 1939. Il loro obiettivo era quello di dimostrare che la colpa del fallimento dei negoziati ricadeva sulla parte sovietica, non su quella inglese o francese. Il Libro Bianco fu abbozzato nel mese di gennaio 1940 e il Foreign Office britannico era impaziente di pubblicare.

L’intera operazione si rivelò un fiasco perché il Quai d’Orsay, il ministero degli Esteri francese, aveva avuto <<alcuni dubbi>> circa la pubblicazione e pose il veto. I diplomatici francesi erano maestri di eufemismo. A Parigi pensarono che il Libro Bianco avrebbe potuto essere interpretato per dimostrare che la parte sovietica era seriamente intenzionato a concludere un’alleanza antinazista mentre loro, i francesi e inglesi, non lo erano. Il Libro Bianco provocò  un’irritazione supplementare a Parigi, perché ometteva di dimostrare che la Francia era stata più determinata di Londra per un accordo con  per l’accordo con Mosca. Il Quai d’Orsay minacciò di pubblicare un proprio Livre Jaune per salvare la credibilità della Francia, anche se c’era ben poco da salvare.

Anche il governo polacco in esilio non era troppo ansioso per la pubblicazione da quando la Polonia aveva cercato di ostacolare i colloqui del 1939. Questo cominciava a sembrare un diverbio tra malfattori. Per aggiungere imbarazzo, un alto funzionario del Foreign Office era preoccupato che il Libro bianco fosse <<tendenzioso>>. Un altro funzionario era preoccupato dalla reazione degli Stati Uniti. Gli americani avrebbero creduto alla versione inglese <<dato che la nostra reputazione [negli Stati Uniti] di dire la verità, non è troppo brillante>>? Poi c’era la preoccupazione aggiuntiva che l’URSS potesse pubblicare il proprio resoconto. Cosa sarebbe successo se l’opinione pubblica avesse ritenuto veritiera la versione russa e non quella inglese? Alla fine, il governo britannico saggiamente decise di non pubblicare il Libro bianco. Venne rapidamente dimenticato durante le catastrofi militari che sommersero la Gran Bretagna e Francia nella primavera del 1940.

Ecco il contesto reale del patto di non aggressione nazi-sovietico di cui non si sentirà mai parlare nei media mainstream occidentali. Gli storici occidentali hanno cercato con forza di spiegare la pacificazione e di salvare la reputazione di Chamberlain. Ma anche i diplomatici britannici e francesi sentirono allora il bisogno di nascondere la loro condotta, per paura che fosse addossata lor la colpa del fallimento dell’alleanza nel 1939. <<Abbiamo tagliato fuori una figura piuttosto spiacevole>> disse un funzionario del Foreign Office. E fecero anche di più. Fu la simpatia per il fascismo, che confuse l’ovest riguardo a Hitler.

Che commedia. E quanti scrupoli a Londra. In questi giorni i governi occidentali e i da loro <<ispirati>> giornalisti, se li si può chiamare giornalisti, non si preoccupano di quanto <<tendenzioso>> possa essere un argomento quando si tratta di infangare la Federazione Russa. Tutto è permesso. Dovremmo lasciarli equiparare i ruoli dell’URSS e della Germania nazista per l’avvio della Seconda Guerra Mondiale? Certamente no. Fu Hitler a volere la guerra e i britannici e i francesi, in particolare i britannici, che più volte gli tennero bordone, rifiutarono le proposte sovietiche per la sicurezza collettiva e fecero pressioni la Francia per fare lo stesso. Allora e solo allora Stalin cercò di placare Hitler attraverso il patto di non aggressione. Come poi sì scoprì, l’appeasement sovietico non funzionò meglio per l’URSS di quanto non l’avesse  fatto per la Francia e la Gran Bretagna. Infatti, nel giugno 1941 si rivelò una catastrofe.

Se i fatti indiscutibili e la storia reale avessero una qualche importanza, il media mainstream avrebbero meno armi nella loro cassetta degli attrezzi della propaganda volgare con cui attaccare il Presidente Putin e la Russia. Purtroppo, i propagandisti occidentali non prestano molta attenzione a ciò che è realmente accaduto in passato che tanto assomiglia a ciò che sta accadendo nel presente. Proprio perché c’è un pericolo questi spacciatori di falsità devono essere contrastati pubblicamente.

Questo articolo può anche essere letto qui

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...