REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Natale 1944, Adler Host, quartier generale di Hitler, sui Monti Taunus. Il generale Guderian, capo di stato maggiore della Wermacht, accorso da Berlino, in vista dell’imminente offensiva sovietica, chiede a Hitler, di arretrare il Fronte Orientale, di evacuare la Prussia Orientale, di fermare le ormai esaurite offensive delle Ardenne e di Budapest e di inviare subito  le forze così liberate a oriente.

Hitler risponde che quello dei russi è il “più grande bluff dopo Gengis Kahn”, supportato anche da Himmler che si era riscoperto geniale stratega…

Infatti nelle primissime ore del mattino del 12 gennaio, dal saliente di Baranow appena oltre la Vistola, 420 pezzi di artiglieria sovietici per miglio, scatenano l’apocalisse sui tedeschi. Lo sbarramento dura tre ore. Poi parte all’assalto la fanteria che affonda come una lama incandescente nel burro. A mezzogiorno gli ampi varchi aperti nel fronte tedesco vengono attraversati da oltre 1000 carri armati. 3 divisioni panzer del XXXXVIII Panzer Corps nel pomeriggio sono cancellate dalla faccia della terra. Le riserve tedesche? Stupidamente Hitler si era ostinato a tenerle vicinissime alla prima linea per cui vengono cancellate dall’inferno dello sbarramento di artiglieria russo.
I tedeschi hanno anche la fortuna che le condizioni meteo sono proibitive per l’aviazione russa, altrimenti il massacro sarebbe stato totale.

Nelle ore successive negli altri salienti, dai Carpazi a sud fino al Baltico a nord, si scatenano furiosi attacchi russi.

Comincia una cavalcata, al ritmo di 50 km al giorno, nonostante i disperati contrattacchi tedeschi, che porta i sovietici sull’Oder, il 3 febbraio, a 70 km da Berlino.

Centinaia di migliaia di profughi tedeschi intasano le strade in una disperata fuga verso occidente. I nazisti provano sulla loro pelle l’amara medicina che hanno propinato all’Europa.
La Germania ha perso.

Presentiamo la traduzione in 2 parti del XIX capitolo dell’opera Stalingrad to Berlin: The German Defeat in the East  di Earl F. Ziemke.
Abbiamo scelto quest’opera perché è abbastanza onesta e si basa su documenti dell’epoca sia di parte sovietica che di parte tedesca. L’autore certamente non è dei nostri, è uno storico militare USA con un passato nei marines ma non è nutrito dei pregiudizi antisovietici e sostanzialmente anticomunisti nella misura in cui lo sono gli storici italiani che si sono occupati del tema.

TRADUZIONE IN PDF PARTE I

TRADUZIONE IN PDF PARTE II

FONTE

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