REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

A proposito di un cavallo di battaglia del’anticomunismo proponiamo la traduzione di un saggio di John Puntis che smonta, prove storiche alla mano, la menzogna della carestia intenzionalmente provocata che colpì l’Ucraina nel 1932.

THE UKRAINIAN FAMINE-GENOCIDE MYTH

di John Puntis

Luglio 2002

FONTE

N.B. A corredo dell’articolo sono state postate foto atroci dei massacri perpetrati dai nazionalisti ucraini. Questo non per una sorta di compiacimento pornografico, ma per far risaltare chi sono i “testimoni” del mito della carestia/genocidio in Ucraina. E’ bene che si sappiano questi fatti. Si deve conoscere con chi si accompagnano “storici” come Robert Conquest e i politici nostrani “de sinistra”.

Nel 1922 l’Unione Sovietica, in alcune aree patì una grave condizione di carestia a causa della intervento militare con cui le potenze imperialiste cercarono di schiacciare il nuovo stato sovietico. Le condizioni di carestia ricorsero di nuovo nel 1933, in particolare, ma non esclusivamente, in Ucraina. Ci sono due versioni radicalmente diverse di questa seconda carestia. Un’analisi oggettiva indica che la carestia fu il risultato di una combinazione di cattive condizioni climatiche e di sabotaggio da parte dei contadini ricchi o kulaki di fronte alla collettivizzazione dell’agricoltura. I nazionalisti ucraini tuttavia sostengono che la carestia fu deliberatamente creata da Stalin, al fine di spezzare lo spirito del popolo ucraino, causando attraverso milioni di morti inutili, morte e distruzione su una scala che in realtà supera di gran lunga l’Olocausto nazista. Prove documentali a sostegno di questa affermazione sono spesso portate da studiosi come Robert Conquest o James Mace della Harvard University.

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Pretesa vittima della carestia a Kharkhiv, Ucraina

Tali prove documentali sono estremamente traballanti in quanto si si basano spesso sui racconti screditati della stampa filofascista del 1930 in America o anche su documenti nazisti. Nonostante quanto detto, questo continua a riemergere, in particolare negli anni ‘80 come parte di un tentativo dei nazionalisti ucraini per commemorare il 50° anniversario della carestia, e al tempo stesso per alimentare la retorica da guerra fredda dell’era Reagan. Le stesse vecchie, sgranate immagini fotografiche che appaiono di volta in volta, pretendendo di mostrare le vittime della carestia dell’Ucraina, sono quasi sempre prive di fonti, oppure risalendo indietro nel tempo, in realtà provengono da documenti concernenti la lotta contro la fame nella carestia del 1922 o anche da documenti precedenti. Queste immagini raccolte insieme nel film “Harvest of Despair” , sono state mostrate in televisione nel Regno Unito, pur essendo stata respinte da alcune reti del servizio pubblico negli Stati Uniti a causa di una palese mancanza di obiettività. Le organizzazioni nazionaliste ucraine in Canada e altrove continuano a propagare la nozione di carestia uguale a genocidio deliberato, mentre con cura dissimulano le proprie origini antisemite, filonaziste e collaborazioniste. Una ricerca sul web con i termini “genocidio carestia ucraina” ha prodotto 845 riferimenti a quest’ “uomo ha fatto” la fame, come al solito illustrato crudamente con immagini di un’epoca precedente. In questa conferenza io esplorerò la maggior parte dei retroscena di queste affermazioni e rivendicazioni, riferendomi all’eccellente libro sul tema di Douglas Tottle (Fraud, famin and fascism. The Ukrainan genocide myth from Hitler to Harvard. Progress book, Toronto, 1987. ISBN 0-919396-51-8).

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Altre “vittime”, in realtà si tratta di bambini denutriti al tempo della Guerra Civile

Frode giornalistica nel 1930

Nell’autunno del 1934, un americano di nome di Thomas Walker entrò nell’Unione Sovietica. Dopo meno di una settimana trascorsa a Mosca, il resto del suo soggiorno ammontò a 13 giorni di transito alla volta del confine della Manciuria, punto in cui lasciò l’URSS per non farvi più ritorno. Quattro mesi più tardi, una serie di articoli cominciò a comparire sulle testate di Hearst in America, a firma Thomas Walker, “noto giornalista, viaggiatore e studioso di questione russe, il quale ha trascorso parecchi anni viaggiando in Unione Sovietica”. Gli articoli che descrivevano una carestia in Ucraina, che aveva mietuto sei milioni di vite, erano illustrati da fotografie di cadaveri e di bambini affamati. Si diceva che Walker avesse trafugato queste immagini in una macchina fotografica in “circostanze estremamente difficili e pericolose”.

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Menzogne sui giornali di W. R. Hearst

Louis Fischer, uno scrittore americano che, a quel tempo viveva a Mosca, divenne sospettoso. Perché le testate giornalistiche di Hearst avevano soprasseduto per circa dieci mesi, su queste storie sensazionali prima di pubblicarle? Egli stabilì che la breve visita di Walker in Unione Sovietica non gli avrebbe potuto permettere di visitare le zone descritte e fotografate. Egli sottolineò anche che la prove fotografiche di Walker erano decisamente strane: non solo erano le suggestive immagini di una decina di anni prima (Fischer pensava probabilmente che si trattasse della carestia del 1921 nella zona del Volga), ma conteneva un mix di scene riprese sia in estate che in inverno. Fischer inoltre osservò come nel 1933, il raccolto in Ucraina fosse stato buono. (NDR: qui il testo della lettera con cui Louis Fischer smaschera questa frode)

Alcune delle immagini sono state successivamente identificate come mostranti scene austro-ungariche della I guerra mondiale; inoltre si sapeva che i giornali di Hearst scovavano vecchie foto e le ritoccassero per usarle come propaganda. A volte queste immagini apparvero etichettate come provenienti dalla Russia, altre volte le stesse immagini vennero trasferite in Ucraina ovviamente per motivi politici. Non solo le fotografie erano una frode e il viaggio in Ucraina era una frode, ma lo stesso Thomas Walker era una frode: venne rivelato che era un evaso di nome Robert Green imprigionato per falso. Al processo successivo al suo secondo arresto ammise che la serie di immagini utilizzate negli articoli dei giornali di Hearst erano false e non erano state riprese, come indicato, in Ucraina. Nonostante questi fatti, le stesse foto sono ancora quelle usate in manifesti commemorativi, sui siti web e nel film “Harvest of Despair”.

La stampa di Hearst 

La stampa di Hearst, è inutile dirlo, continuò con la sua campagna della carestia/genocidio, nonostante il fiasco “Walker”. Questo non è sorprendente se si considera che Hearst era noto a milioni di americani come “il numero uno fascista in America”. (Una delle principali fonti di Mussolini di reddito personale durante i primi anni ’30, proveniva da pagamenti per essere un corrispondente delle testate di Hearst).

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W. R. Hearst con nazisti

Louis Fischer, uno scrittore americano che, a quel tempo viveva a Mosca, divenne sospettoso. Perché le testate giornalistiche di Hearst avevano soprasseduto per circa dieci mesi, su queste storie sensazionali prima di pubblicarle? Egli stabilì che la breve visita di Walker in Unione Sovietica non gli avrebbe potuto permettere di visitare le zone descritte e fotografate. Egli sottolineò anche che la prove fotografiche di Walker erano decisamente strane: non solo erano le suggestive immagini di una decina di anni prima (Fischer pensava probabilmente che si trattasse della carestia del 1921 nella zona del Volga), ma conteneva un mix di scene riprese sia in estate che in inverno. Fischer inoltre osservò come nel 1933, il raccolto in Ucraina fosse stato buono. (NDR: qui il testo della lettera con cui Louis Fischer smaschera questa frode)

Alcune delle immagini sono state successivamente identificate come mostranti scene austro-ungariche della I guerra mondiale; inoltre si sapeva che i giornali di Hearst scovavano vecchie foto e le ritoccassero per usarle come propaganda. A volte queste immagini apparvero etichettate come provenienti dalla Russia, altre volte le stesse immagini vennero trasferite in Ucraina ovviamente per motivi politici. Non solo le fotografie erano una frode e il viaggio in Ucraina era una frode, ma lo stesso Thomas Walker era una frode: venne rivelato che era un evaso di nome Robert Green imprigionato per falso. Al processo successivo al suo secondo arresto ammise che la serie di immagini utilizzate negli articoli dei giornali di Hearst erano falsa e non erano state riprese, come indicato, in Ucraina. Nonostante questi fatti, le stesse foto sono ancora quelle usate in manifesti commemorativi, sui siti web e nel film “Harvest of Despair”.

La stampa di Hearst 

La stampa di Hearst, è inutile dirlo, continuò con la sua campagna della carestia/genocidio, nonostante il fiasco “Walker”. Questo non è sorprendente se si considera che Hearst era noto a milioni di americani come “il numero uno fascista in America”. (Una delle principali fonti di Mussolini di reddito personale durante i primi anni ’30, proveniva da pagamenti per essere un corrispondente delle testate di Hearst).

Nel 1934 Hearst visitò la Germania nazista e incontrò Hitler. A seguito di questa visita i giornali di Hearst iniziarono a promuovere articoli sulla carestia/genocidio in Ucraina. Il Premier francese Edouard Herriot, che era da poco tornato da un viaggio in Ucraina, rese pubblico il fatto di non aver visto alcuna prova di carestia. A seguito degli articoli di Walker, Hearst continuò a cercare di convincere gli americani che l’Unione Sovietica era una terra di fame totale, di genocidio e di cannibalismo. A quel tempo fu spesso riconosciuto come sensazionalismo di matrice politica, ma con il passare degli anni queste invenzioni si trasformarono in “prove primarie”.

Notando le caratteristiche della campagna degli anni ‘30 e le memorie selettive di coloro che hanno contribuito con i giornali di Hearst alla diffusione della tesi sulla carestia/genocidio, luce può essere fatta sulle caratteristiche dell’odierna campagna sulla carestia/genocidio.

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Falsità continuamente ripetute diventano verità come ci insegna il Dr. Goebbels

 

Contemporaneamente al lancio delle esternazioni di Hearst del 1935, la stampa nazista in Germania e i giornali simpatizzanti nel resto d’Europa, cominciarono a pubblicare storie analoghe. Proprio allora venne pubblicato un libro del dottor Ewald Ammende dal titolo “Human Life in Russia“. Il libro ebbe un’influenza duratura su coloro che diffusero il mito della carestia/genocidio mito e fu ripubblicato nel 1984. Questo libro fa mostra di poca pretesa di oggettività accreditando i corrispondenti di Hearst, i resoconti dalla Germania nazista e dall’Italia fascista, riportando accuse di “viaggiatori” e di “esperti” innominati.

La maggior parte delle prove fotografiche dei teorici della carestia/genocidio può essere fatta risalire sia a ad Ammende che a Thomas Walker. Le origini delle fotografie non sono documentate, anche se va notato che Ammende venne coinvolto nell’operazione di soccorso nella carestia degli anni 1921-1922. Si dice che le immagini siano state riprese per le strade e le piazze di Kharkov, nell’estate del 1933, anche se solo 10 su 26 sembrano mostrare scene urbane. Non ci sono indizi o riferimenti di interesse geografico per aiutare a inserirle in un qualche contesto. “The Human Life in Russia” contiene altre immagini che non appaiono nella edizione tedesca. Si è affermato che queste immagini siano state riprese dal dottor Ditloff, direttore della concessione governativa tedesca per l’agricoltura nel Caucaso del nord. Ci si potrebbe chiedere come potesse un funzionario nazista vagabondare liberamente per l’Ucraina scattando fotografie, ma in ogni caso in pubblicazioni successive le stesse fotografie sono a volte assegnate o attribuite ad una fonte completamente diversa. In realtà, alcune immagini sono stati identificate come provenienti dalla carestia del 1922 e alcune scene appaiono essere riprese in inverno nonostante dovessero essere riprese d’estate. Altre pubblicazioni utilizzano le stesse immagini senza specificarne la fonte o accreditandole a Thomas Walker, nonostante il fatto che esse sono state utilizzate per rappresentare eventi del 1932/1933 e Walker abbia affermato di averle scattate nella primavera del 1934.

E’ chiaro che le prove fotografiche sono false e sono state usate principalmente come parte di una campagna per danneggiare e screditare l’Unione Sovietica. Nonostante ciò continuano ad essere utilizzate.

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Pretesi “cannibali” ucraini, in realtà si tratta della Guerra Civile

La Guerra Fredda

La campagna incentrata sul genocidio/carestia degli anni ‘30 si appoggiò pesantemente a dubbie fonti di destra e non fu accettata dagli storici tradizionali dell’epoca, facendo sì che alcuni nazionalisti ucraini parlassero dell’esistenza di uno schieramento filosovietico e addirittura di una cospirazione ebraica per sopprimere la verità. Nel 1950 i nazionalisti pubblicarono libri come “The Black Deeds of the Kremlin” per diffondere la loro interpretazione della storia. Una sezione è dedicata alle accuse nazionaliste di esecuzioni di massa sovietiche, nel corso del 1930 in Vynnitsa. Realmente durante l’occupazione nazista nel 1943, le fosse sono state esaminate da una commissione nazista e utilizzate in film di propaganda. Tuttavia, nel dopoguerra, testimonianze di soldati tedeschi rivelarono, che si trattava di un inganno della propaganda nazista: i corpi sono quelli di ebrei giustiziati dalle SS e dalla milizia ucraina.

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Il massacro di Vynnitsa ad opera degli “eroi” di Bandera e dell’Einsatzgruppe D

Le accuse raccapriccianti di cannibalismo nel secondo volume di “The Black Deed of Kremlin” fecero sì che venisse definito come “libro di cucina ucraina nazionalista”!

 Il gioco dei numeri 

I teorici del genocidio/carestia sono ansiosi di stabilire che milioni di persone sono morte in Ucraina. La loro metodologia, come al solito, è molto sospetta. Uno “studio fondamentale” di Dana Dalrymple pubblicato in “Soviet studies”, nel 1964 si presenta con una cifra di 5,5 milioni sulla base di una media delle congetture di 20 giornalisti occidentali. Uno di questi è il nostro immaginario amico Thomas Walker. Dalrymple afferma che Walker fece la sua indagine eludendo una visita guidata e che aveva già trascorso diversi anni viaggiando in Russia. Una figura simile citata è quella dell’arcivescovo di Canterbury, sostenitore entusiasta di Hitler che aveva tentato di sollevare la questione carestia nella Camera dei Lord nel 1934, quando in realtà il ministero degli Esteri dichiarò che non vi era alcuna prova a sostegno delle accuse contro il governo sovietico. Inutile dire che la testimonianza di Sir John Maynard, un esperto di fame e carestie che visitò l’Ucraina nell’estate del 1933 e respinse i racconti di carestia/genocidio non è accettata dai nazionalisti.

La campagna da “guerra fredda” riemerse nel 1980 con una notevole pubblicità e il sostegno scientifico del Research Institute ucraino della Harvard University, a lungo un centro di ricerca anticomunista. Nel 1983, il libro “The Ninth Circle”, pubblicato la prima volta dai nazionalisti ucraini nel 1953 è stato ripubblicato, curato e introdotto dal dottor James Mace di Harvard. Una revisione critica di questo libro lo ha descritto come “una polemica, priva di tutta la documentazione, e privo di qualsiasi studio accademico”. L’autore, è stato sottolineato, non fornisce alcun dettaglio sulla sua attività durante l’occupazione nazista dell’Ucraina, e non esprime un singolo commento critico sui nazisti. Ancora una volta i falsi di Thomas Walker vengono utilizzate come illustrazioni, nonostante l’autore affermi di essere stato testimone oculare della carestia. L’ “accademico” Mace scrivendo a proposito dei materiali di Walker, affermò: “Un giornalista americano come Thomas Walker ha scritto resoconti schietti e fornito documentazione grafica della carestia in base a ciò che aveva visto in Ucraina nel 1933”. Si noti la retrodatazione conveniente del viaggio di Walker dal 1934 al 1933.

Un altro contributo alla letteratura sul genocidio/carestia è il libro di Walter Dushnyk “50 years ago: the Famine Holocaust in Ukraine”. La prefazione di questo libro è redatta niente meno che da Dalrymple. Le radici di Dushnyk possono essere rintracciate nell’Europa di prima della guerra, quando era attivo nel movimento dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini. Anche in questo caso un recensore critico commenta questo libro: “…piuttosto che essere una analisi scientifica, il materiale è costituito da una polemica al vetriolo di grande carica emotiva. Infatti che ha poco a che fare con uno studio scientifico e senza dubbio manca di obiettività”. Ancora una volta le stesse false fotografie vengono utilizzate come illustrazioni. Dushnyk calcola il numero di morti per carestia, proiettando una crescita prevista della popolazione, in base al censimento del 1926, sul censimento della popolazione elencato per l’Ucraina nel 1939. La differenza è di 7,5 milioni di persone e questo diventa quindi il numero di vittime della carestia. L’assurdità di questa metodologia può essere dimostrata con la sua trasposizione nel Canada degli anni ’30, e dimostrando che il 25% della popolazione del Saskatchewan scomparve durante la grande depressione. Infatti, la popolazione dell’Ucraina è aumentato in termini reali dal 1926 al 1939 di quasi 3,4 milioni. Sebbene non sia possibile fornire una cifra esatta per il numero di vittime della carestia, le rivendicazioni di persone come Dalrymple, Mace e Dushnyk hanno dimostrato che questi ultimi, per rafforzare le loro accuse politiche di genocidio, hanno fabbricato esagerazioni estreme.

Il raccolto dell’inganno

La campagna della carestia/genocidio campagna raggiunse il culmine nel 1986 con la pubblicazione del libro “Harvest of Sorrow” di Robert Conquest e con il film prodotto dalla commissione di ricerca sulla carestia dell’Istituto San Vladimir, “Harvest of Despair”. Il film è pieno di vecchie foto senza documentazione e fa leva su interviste sia di ex nazisti e collaborazionisti ucraini, che di transfughi dall’Unione Sovietica; anche Malcolm Muggeridge si presta per una breve apparizione. I produttori del film a quanto pare, visionarono più di un milione di metri di pellicole, prima di sceglierne solo 720 metri. Invece di prove documentali della carestia viene presentato, un montaggio di fotogrammi privi di documentazione tra cui le immagini Walker/Ditloff della carestia del 1921/1922 ed altre da pubblicazioni della propaganda nazista. Con disprezzo mozzafiato per la verità, alcune scene sono prese in prestito da film sulla guerra civile e da film sovietici del 1920. In sostanza, sembra che i produttori del film abbiano frugato negli archivi alla ricerca di vecchi spezzoni di effetto “guerra-e-fame”, spezzoni che sono stati poi assemblati in parallelo nel film con un grande effetto subliminale, legati da una narrazione e intervallati da interviste di parte. Questo è stato addirittura ammesso da alcuni dei soggetti coinvolti, ma il film è stato ampiamente diffuso e lodato, anche sulla televisione britannica. Gli autori  ricevettero anche sussidi e supporto logistico dal National Film Board of Canada e da un altro ente di finanziamento pubblico, il Multiculturalism Canada. “Harvest of Despair” è stato chiaramente non un documentario oggettivo come si pretendeva, ma piuttosto un grezzo, freddo esercizio di propaganda di guerra.

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R. Conquest, pseudostorisco, propagandista a libro paga MI 5 e CIA

Il libro di Conquest “Harvest of Sorrow: Soviet Collectivisation and the Terror famine” è emerso come il miglior tentativo di legittimazione della carestia/genocido. L’affiliazione di destra di Conquest e le sue smentite circa l’Olocausto sono ormai ben noti. Un tempo fu impiegato nel progetto di disinformazione del servizio segreto britannico, il Dipartimento di Ricerca Informazione, i cui obiettivi chiave erano “terzo mondo” e “Russia”. Nel precedente lavoro, “Il Grande Terrore”, Conquest aveva affermato che solo 5-6 milioni di persone morirono nel periodo 1932/3 e solo la metà di loro in Ucraina. Nel 1983 Conquest, tuttavia alzava le sue stime a 14 milioni estendendo le condizioni di carestia al 1937! Tali revisioni coincisero comodamente con le commemorazioni del 50° anniversario della carestia.

Conquest presenta le varie cricche nazionaliste che hanno controllato parti dell’Ucraina durante la guerra civile russa e l’intervento straniero come governi in buona fede. Il massacro di massa degli ebrei ucraini svolto nell’ambito dell’ “indipendenza” nazionalista nel 1918-19 è respinto in 3 parole. L’occupazione nazista

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Al centro il pervertito leader nazionalista ucraino Stepan Bandera

dell’Ucraina è presentata implicitamente come una interruzione fra i periodi di “terrore” sovietico e la liberazione dai nazisti come una “rioccupazione” sovietica. Ci sono molti esempi nel libro di mancanza di ricerca scientifica. Un esempio lo si ha nella citazione dei resoconti di un corrispondente straniero che si rivela essere nientemeno che Thomas Walker, l’uomo che non fu mai. Nella sua nota di riferimento per la citazione sposta anche la data di questo articolo della stampa di Hearst dal 1935 al febbraio 1933. Vale la pena di ripetere le osservazioni dello storico americano J. Arch Getty sulla qualità di questo tipo di ricerca storica:

Grossolane generalizzazioni analitiche sono provenute da brandelli di testimonianze di seconda mano, da pettegolezzi di corridoio. Storie da campo di prigionia del tipo (” il mio amico ha incontrato la moglie di Bucharin in un campo e lei gli ha detto … “) sono diventate fonti primarie sul modo in cui il potere politico sovietico prendeva le decisioni… la necessità di generalizzare a partire da particolari isolati e non verificati ha trasformato le voci in fonti e ha equiparato la ripetizione di storie alla conferma.

Considerando che gli storici seri non accettano dicerie e voci come fatto storico, Conquest in contrasto con questa posizione afferma che “La verità non può filtrare che in forma di sentito dire” e che “su questioni politiche fondamentalmente la migliore fonte, benché non infallibile , è il si dice”.

La carestia 

Venendo ora alla carestia stessa e alle sue cause, la maggior parte degli storici di destra ha generalmente prestato poca attenzione ai fattori di siccità e di sabotaggio durante il processo di collettivizzazione. È interessante notare che, in “A History of Ucraina” di Mikhail Hrushevsky -descritto dagli stessi nazionalisti come “storico leader dell’Ucraina”- si legge che: “Ancora un anno di siccità ha coinciso con le caotiche condizioni agricole, e durante l’inverno del 1932-1933 una grande carestia, come quello del 1921-1922 spazzò tutta l’Ucraina Sovietica”. Da nessuna parte questa storia suggerisce che la carestia fosse provocata e diretta contro gli ucraini e in effetti più spazio è dedicato alla carestia del 1921-1922. Ci sono molti riferimenti a condizioni di siccità in Ucraina nel 1931 e nel 1932. Anche Ewald Ammende nella sua “The Human Life in Russia” si riferisce a cause climatiche e naturali della carestia.

Mentre la siccità fu un fattore che contribuì, la causa principale della carestia e fu la lotta contro la collettivizzazione delle campagne in quel periodo. Nel 1928 c’erano milioni di aziende contadine su piccola scala, i tre quarti del terreno erano seminati a mano, un terzo delle aree di raccolto venne mietuto con la falce, il 40% del raccolto fu trebbiato a mano con flagelli. Più di un quarto delle famiglie contadine non possedevano animali da tiro o attrezzi agricoli e il 47% aveva solo aratri. L’unità di collettivizzazione era una caratteristica fondamentale del primo piano quinquennale varato nel 1929. La piccola minoranza dei contadini ricchi, i kulak, si opposero alla socializzazione dell’agricoltura e combatterono contro la collettivizzazione con una campagna organizzata di distruzione su vasta scala. La lotta in alcuni settori, tra cui l’Ucraina assunse carattere di guerra civile. Osservatori stranieri, in visita in quel periodo testimoniarono che l’opposizione kulak macellava il proprio bestiame e i propri cavalli, piuttosto che vederlo collettivizzato. Dal 1928-1933 il numero di cavalli in Unione Sovietica diminuì da 30 a 15 milioni, i bovini da 70 a 38 milioni, gli ovini e i caprini da 147 a 50 milioni di. Alcuni kulaki bruciarono le proprietà dei collettivi e bruciarono anche la propria produzione di grano e di semi. Molti teorici della carestia/genocidio accantonano il sabotaggio dei kulaki, mentre altri ne offrono descrizioni entusiastiche celebrando l’opposizione alla pianificazione sovietica. Inoltre, la carestia fu aggravata dalle epidemie di tifo che ha indubbiamente causarono molte vittime. Nel 1933 ci fu un raccolto da record, essendo stati profusi enormi sforzi per migliorare ulteriormente le aziende agricole collettive e la fornitura di attrezzature meccanizzate.

I successivi enormi aumenti della produzione agricola e industriale in Ucraina fino alla seconda guerra mondiale, smentiscono le accuse di 7-15 milioni di morti di fame solo sette anni prima. Inoltre, la testimonianza di resistenza ucraina ai nazisti e ai loro ausiliari ucraini nazionalisti fu esemplare. Nella parte più grande dell’Ucraina orientale la lealtà ucraina fu travolgente e attiva. Ci furono oltre mezzo milione di partigiani sovietici organizzati, e quattro milioni e mezzo di ucraini etnici combatterono nell’esercito sovietico. Gli storici nazionalisti ucraini riconoscono questo e può solo meravigliare la capacità di un paese di mobilitare tali numeri di maschi in età militare alla luce delle rivendicazioni nazionaliste circa le vittime della carestia. La realtà è che per la maggior parte dei contadini ucraini, per i lavoratori e per i professionisti appena emersi da tali classi, il sistema sovietico aveva dimostrato schiaccianti vantaggi economici e culturali.

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Pogrom di Lviv

L’unico posto in cui i nazionalisti trovarono alcun qualche forma di appoggio, durante l’occupazione nazista, fu nella parte dell’Ucraina che era stata fino al 1939, la Galizia polacca; questo fu il luogo dove i nazisti effettuarono la loro maggior parte del reclutamento per la polizia fascista e per le SS. Un esame di ciò che è accadde durante l’occupazione nazista rivela non solo il sostegno popolare ai sovietici dimostrato dal popolo dell’Ucraina, ma anche il ruolo svolto dai nazionalisti ucraini.

Collaborazionismo e collusione 

Nel giugno 1941 l’esercito nazista entrò in Leopoli, capitale dell’Ucraina occidentale. Nella sua avanguardia arrivò anche in uniforme tedesca, il Battaglione Nachtigall dei nazionalisti ucraini. Durante i primi tre giorni di luglio, il Battaglione Nachtigall massacrò 7.000 ebrei nei pressi di Leopoli. Scrittori, intellettuali e professionisti, non

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Pogrom di Lviv

ebrei, noti per essere ostili al nazismo parimenti furono uccisi. Nei primi 8 mesi di occupazione nazista il 15% degli ebrei galiziani – 100.000 persone – furono massacrati dalle azioni congiunte dei tedeschi e nazionalisti ucraini. Molte migliaia di nazionalisti che fuggirono in Germania e altrove, sulla scia delle armate naziste in ritirata dovettero coprire la loro colpa personale e collettiva nell’Olocausto e il tradimento del loro paese. Temi antisemiti e fascisti sono radicati profondamente nella storia del movimento nazionalista ucraino. I leader dei nazionalisti ucraini erano sul libro paga del partito nazista prima che Hitler invadesse l’Unione Sovietica. Battaglioni ucraini nazionalisti furono addestrati in Germania prima della guerra e alcuni furono utilizzati durante l’invasione della Polonia. I distaccamenti volontari ucraini Nachtigall e Roland combatterono con l’esercito tedesco e alla fine del 194, riorganizzati in un battaglione di polizia furono impiegati in Bielorussia.

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Pogrom a Lviv ad opera degli “eroi” di Bandera

Nonostante che questo sia ben noto, i sostenitori del genocidio/carestia ritraggono i nazionalisti alla pari con la Resistenza francese per aver combattuto in qualche modo contro Hitler e Stalin. Nello stesso modo distorto viene rappresentato il ruolo del 14° Waffen SS Galizien Divisione (anche conosciuta come la Division Halychyna). Formatasi nel 1943, la sua funzione principale era la brutale lotta anti-partigiana. Anche dopo il ritiro tedesco dall’Ucraina, i nazionalisti rimasti continuarono a molestare le linee di rifornimento sovietiche. Truppe nazionaliste servirono Hitler in Ucraina, Polonia, Bielorussia, Cecoslovacchia, Ungheria e Jugoslavia. Collaborazionisti ucraini parteciparono all’omicidio di centinaia di migliaia di persone nei campi di sterminio come Treblinka, Sobibor, Yanowska e Trawniki. Queste furono le credenziali “anti-naziste” dei nazionalisti che oggi si presentano come “combattenti nazionali di liberazione”, “eroi del popolo ucraino” e “patrioti che hanno lottato per una libera Ucraina”.

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Pogrom e massacri compiuti dai nazionalisti ucraini

Dopo la guerra

Dopo la vittoria alleata sulla Germania nazista molti collaborazionisti cercarono di sfuggire alla giustizia e alla vendetta, alla ricerca di una nuova vita in America del Nord e altrove. Agenzie di intelligence occidentali prestarono il loro aiuto per “disinfettare” collaborazionisti nazisti, favorendone l’emigrazione in terre nuove in cambio di una

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Il massacro di Babi Yar

nuova collaborazione contro la Russia. L’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati e le US Person Displaced Commission inizialmente considerarono i nazisti ucraini non ammissibili per i visti. Questo impedì alle agenzie di intelligence americane di presentare i membri dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini come combattenti antinazisti.

 

Questa fu una totale invenzione, ma convinse le autorità preposte all’immigrazione a cambiare posizione. Collaborazionisti riciclati dell’Est europeo furono messi a lavorare presso Radio Free Europe, Radio Liberty, Voice of America e in istituti professionali per

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Massacro dei polacchi in Volinia ad opera dei nazionalisti ucraini

funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti specializzati in lingue dell’Europa dell’Est. Alcuni furono addestrati per operazioni di sabotaggio all’interno l’Unione Sovietica e altri vennero impiegati come testimoni viventi del “terrore comunista” per il condizionamento psicologico del popolo americano per la guerra contro l’URSS. Il tema ucraino della “carestia/genocidio” non era che uno dei molti temi. Alla fine divenne più importante per le autorità di immigrazione negli Stati Uniti e in Canada se uno poteva essere considerato comunista, piuttosto che un collaborazionista nazista.

Conclusione

Oltre 65 anni fa, la motivazione della falsità politica dell’editore filofascista  William Hearst venne esposta dal giornalista americano Louis Fischer. Nell’esaminare la documentazione della campagna di stampa sul genocidio/carestia, anche oggi ci si trova spinti alla conclusione di Fischer:

Il tentativo è troppo trasparente e le mani sono troppo sporche per avere successo

 

 

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Un pensiero su “Il mito della carestia provocata in Ucraina

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