REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

In questi giorni infuria il dibattito sul reale significato di questa apertura nelle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli USA. Si va da un’ingenua “Straordinaria e magnifica vittoria rivoluzionaria del glorioso popolo cubano” a un pessimistico “Voltafaccia e tradimento della Rivoluzione e del fronte multipolare contro l’imperialismo anglosionista”. Si registra anche relativo gongolamento di sparuti trotskisti a base di “Ve l’avevamo detto noi che a Cuba non c’era il socialismo”.
In realtà la situazione è molto preoccupante in quanto da notizie che arrivano da Washington, proprio subito dopo l’annuncio dello storico accordo, gli USA si appresterebbero a varare sanzioni economiche contro il Venezuela. Quindi si delinea molto chiaramente il tentativo di rompere l’alleanza dell’ALBA e il fronte antimperialista.
Propongo di lasciar perdere per alcuni minuti, gli avana, le magliette con il Che Guevara e la solita retorica per analizzare cosa stia succedendo realmente. A est non è che abbiano preso la cosa benissimo, in quanto quest’estate Putin aveva proposto di abbuonare il grande debito che la Russia vantava nei confronti di Cuba…
Proponiamo l’analisi estremamente pessimistica di un analista politico russo. Questo non vuol dire che la condividiamo totalmente, è una base di discussione in quanto contiene spunti geopolitici degni di essere analizzati.

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