REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Autore: Victor OLEVICH (Russia)

FONTE

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ORIENTAL REVIEW pubblica un’interessante intervista interessante con i professori Edward Davis e Ronald Smelser, storici militari americani, autori del libro “Il Mito del fronte orientale: la guerra nazi-sovietica americana Cultura Popolare“, Cambridge University Press, 2007. Essi hanno accuratamente studiato perché la Wehrmacht fu generalmente romanticizzata nella cultura popolare americana fin dall’inizio della guerra fredda alla fine degli anni ’40 dello scorso secolo. Riteniamo  che lettura di questa intervista insieme ai capitoli della serie, “Gli Episodi” su ORIENTAL REVIEW sia utile per rivelare i contatti clandestini tra nazisti e gli establishement del Regno Unito  e degli Stati Uniti; sarebbe utile fare un po’ più di luce sulla questione perché così tanti criminali nazisti siano scappati negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’intervista è stata raccolta dal giornalista russa e analista politico Victor Olevich.

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Giovanissimi partigiani russi impiccati dalla Wehrmacht

Victor Olevich: Qual è la genesi del mito americano del Fronte Orientale? In cosa differisce dalla verità storica, l’interpretazione della guerra tra l’Unione Sovietica e la Germania nazista nella cultura popolare americana?

Edward Davies: In primo luogo vi è la nozione di una Wehrmacht pulita e che include le Waffen SS, che la guerra in Russia fu combattuta dall’esercito e  dalle Waffen SS per la difesa della Patria, che né le Waffen SS, né la Wehrmacht furono coinvolte in atrocità e che, di fatto, queste furono perpetrate dai nazisti, dalle SS vere e proprie. Quindi è stato scelto l’aspetto militare a causa di questo ethos nazionalistico, incentrato sulla difesa del paese, sulla battaglia contro i suoi nemici. In secondo luogo chi ha scritto sulla Wehrmacht ha sostenuto che essi erano politicamente neutrali, che nel servire la leadership politica, come fecero, non erano a conoscenza della politica della leadership e che erano completamente all’oscuro di ciò che fu scoperto in seguito: lo sterminio nei campi e per mano degli Einsatzgruppen, che  operarono sul Fronte Orientale come macchine mobili per uccidere. In questo modo la Wehrmacht ne viene fuori come una forza neutrale e, semmai, molto nazionalista che difese la Patria,  lottando per i suoi interessi, per la propria famiglia, per i propri  amici e per la cultura tedesca. Di conseguenza quando questo concetto viene trasferito negli Stati Uniti, fatto che avviene realmente circa nel 1945, quando i generali e gli ufficiali tedeschi si trovarono di fronte alle schiaccianti accuse di essere responsabili di quello che era successo sul Fronte Orientale, non solo per l’uccisione degli ebrei, ma anche per l’uccisione di tanti russi, a milioni e milioni. Così cerarono di prendere le distanze da questi fatti per rendersi più attraenti per gli americani. Cominciarono a promuovere proprio questa  idea di una Wehrmacht pulita che si abbinò agli interessi americani, poiché in quel momento, questi ultimi stavano cercando alleati nella emergente Guerra Fredda  contro la Russia. Quindi questa combinazione  permise agli americani di abbracciare questi generali tedeschi e come il mio collega ha scritto, essi cominciarono a scrivere volumi in Germania nel 1946 e nel 1947, su come combattere contro la Russia. I tedeschi che avevano appena trascorso anni a fare questo, pur perdendo, furono integrati nel nostro sistema militare, dalla nostra parte. In sostanza, quindi ciò che accadde a causa delle scelte di queste alte sfere, fu che questo concetto si spostò dalla Germania nei ranghi militari e politici degli Stati Uniti, per finire  nella cultura popolare; questi generali cominciarono a pubblicare le loro memorie, in cui fondamentalmente affermarono che essi non furono mai coinvolti nelle stragi, che non sapevano nulla e infatti se leggete attentamente queste memorie, essi sostengono che cercarono di aiutare i russi, che cercarono di liberarli dai comunisti brutali, che erano in missione per aiutare le persone,per liberarle, non per ucciderle. Queste nozioni si diffusero ampiamente nella cultura americana, nelle pubblicazioni popolari degli anni ’50 e ’60 e infine nei romanzi tascabili molto economici che costano $ 1,90; infine questa nozione fu abbracciata da gran parte del pubblico americano. Nel prosieguo questa versione diventa la narrazione della guerra in Oriente e per gli Stati Uniti non c’è alcuna narrazione da parte russa. Non c’è altro, nessun’altra posizione alternativa, fatto ben strano, perché durante la guerra, le battaglie e le atrocità erano coperte in ogni dettaglio. Le atrocità furono convenientemente dimenticate e apparve questa nuova visione in cui le atrocità vengono sì commesse, ma non dalla Wehrmacht e dalle Waffen SS, ma dai sovietici.

Ronald Smelser: Con l’inizio della Guerra Fredda, gli americani dovettero improvvisamente sottoporsi a un grosso adattamento psicologico per visualizzare i russi come potenziali nemici invece che come loro alleati,come era prima, quando i marescialli sovietici erano figure familiari negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale e un simile tipo di adattamento psicologico dovette essere fatto per considerare i tedeschi potenziali alleati invece che nemici. Come il mio collega ha sottolineato, gli ex generali tedeschi si inserirono in questo processo per portare acqua al loro mulino, che nella maggior parte dei casi consisteva in menzogne, inganni, esagerazioni e così via. L’ex generale tedesco Franz Halder  formò un gruppo di ufficiali tedeschi che scrisse più di duemila pubblicazioni per gli americani. Lui è un buon esempio di un generale tedesco che mentì sul suo passato. Disse di non aver mai sostenuto la guerra contro l’Unione Sovietica, ma la sostenne pienamente. Redasse con largo anticipo  piani in base agli ordini di Hitler per l’invasione dell’Unione Sovietica. Egli era ben consapevole del piano omicida di Hitler e  contribuì a gettare le basi per il genocidio, condividendo anche le ipotesi di Hitler su una rapida vittoria. Tutti questi generali dissero dopo la guerra che non volevano invadere l’Unione Sovietica e che Hitler fu stupido a farlo. In realtà erano ancora più ottimisti di Hitler di poter finire la guerra nel giro di settimane o di alcuni mesi.

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Civili russi trucidati dalla Wehrmacht

Victor Olevich: C’è stato un sostegno ufficiale o semi-ufficiale da parte del governo degli Stati Uniti alla distorsione della verità storica della Seconda Guerra Mondiale?

Davies: Assolutamente sì, per esempio durante la guerra e anche subito dopo la guerra, siamo stati molto consapevoli delle attività dell’esercito tedesco accanto agli Einsatzgruppen e alle SS. Imbastimmo il Processo di Norimberga, in cui due marescialli di campo tedeschi, Keitel e Jodl, furono processati e giustiziati. Abbiamo processato generali in diversi casi dopo Norimberga, nel caso di accusa n° 7 si trattava dell’uccisione di ostaggi e  nel caso n°12 si trattava proprio della stessa Wehrmacht. E ci furono pochissimi americani che si schierarono contro quei processi. Vorrei citare il senatore Robert Taft e  il senatore William Langer che proveniva da una zona densamente popolata da tedeschi nel Midwest. Quasi tutti gli altri erano per fare i processi. Fu solo quando la Guerra Fredda iniziò a prendere forma che gli americani formularono la politica del dire a se stessi “bene, possiamo andare in guerra con l’Unione Sovietica e se lo facciamo, potremmo avere bisogno del sostegno tedesco”. I tedeschi erano ben consapevoli di questo, è per questo che erano disposti a intervenire e in un certo senso gli americani li aiutarono a trovare un compromesso; dovevano ottenere il sostegno tedesco con l’eventuale creazione di un esercito tedesco occidentale, la Bundeswehr, oppure dovevano fare da soli. E decisero di fare quel compromesso, così gli americani bloccarono i processi, in particolare quelli degli ufficiali tedeschi, dei generali tedeschi, abbreviarono le pene previste dalle sentenze già emanate e i tedeschi in cambio acconsentirono di aiutarli. A quel punto, nel 1947-1948 fino ad arrivare nel 1950, le autorità americane  cambiarono la loro posizione scambiando la buona volontà russa con il sostegno tedesco.

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Bambini russi, rimasti orfani, davanti alle macerie della loro casa

Victor Olevich: I crimini di guerra tedeschi sono oggetto di pubblicazioni accademiche americane?

Smelser: In termini di ambienti accademici, gli storici della Germania occidentale, non tutti solo alcuni di loro, cercarono di dire la verità su ciò che è eraaccaduto sul Fronte Orientale, abbastanza presto, negli anni ’60 e ’70. Gli studiosi americani uscironoe negli anni ’70 e ’80 con  pubblicazioni storiche americane. Ma la maggior parte degli americani non legge quelle pubblicazioni, invece guarda altre cose, come romanzi, memorie, che sono scritte su un livello più popolare. Quindi sì, gli studiosi scrivevano della politica nazista in Russia, tra cui il coinvolgimento della Wehrmacht e gli studiosi leggono questi testi, ma niente di popolare è mai stato pubblicato in maniera tale da portare quel messaggio alla vasta maggioranza del popolo americano.

Davies: Vorrei aggiungere che il mio primo incontro con la guerra in Russia avvenne nel 1966, ero in una libreria alla ricerca di un libro da comprare e ho visto la copertina di una cosa chiamata “Hitler muove ad Oriente” di Paul Carell, questo è il nom de plume di Paul Karl Schmidt. Lavorò con von Ribbentrop e gli altri della gerarchia nazista, fu un autore molto prolifico e quel libro è per molti versi uno dei pezzi iconici sulla guerra vista dalla posizione tedesca. Io davvero non sapevo molto circa la partecipazione della Russia alla guerra e in un primo momento pensai che fosse un libro sulla Polonia, poi presi il libro e guardai la seconda di copertina, si trattava della Russia.Rimasi ipnotizzato, era uno scrittore molto elettrizzante, molto coinvolgente, lessi il libro di Carell per diversi giorni e poi  continuai a comprare più di 400 libri sul Fronte Orientale visto dalla posizione tedesca. E io abbracciai pienamente quel punto di vista per molti anni fino a quando cominciai a frequentare l’Università, iniziando a leggere fonti alternative, ma per lungo tempo questo tipo di letteratura proveniente da coloro che vi parteciparono, rimane  ancora oggi la lettura “pane e burro”  [NDT: espressione idiomatica, significa, quella basica, quella comune a tutti, la più diffusa] per moltissimi americani.

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Leningrado 1942: funerale di un bambino morto di fame

Cosa ci potete dire sulla mitologia di una causa perduta e perché molti americani simpatizzano ancora per lo sforzo della Wehrmach sul Fronte Orientale?

Smelser: Per prima cosa, gli americani subiscono il fascino delle cause perse e abbiamo sottolineato brevemente nel libro che ci sono molte somiglianze  conla Guerra Civile americana del 1860. Il Sud, naturalmente,  perse la guerra, ma riuscì a idealizzare il proprio coinvolgimento nella guerra, in particolare il suo valore a differenza del Nord industriale e fino ad oggi gli americani, tra cui anche i settentrionali simpatizzano per molti versi con la causa persa del Sud nella Guerra Civile. Parte di questo, naturalmente, è anche legato al razzismo, perché anche se Lincoln liberò gli schiavi, c’erano probabilmente razzisti nel Nord tanti quanti ce n’erano nel Sud. Così si sente simpatia per il Sud. Così gli americani assunsero l’abitudine di fare questo e questa situazione con il Fronte Orientale durante la Seconda Guerra Mondiale diede loro l’opportunità di rinnovare l’idea della “mitologia delle cause perse”, vale a dire che Hitler avrebbe pure potuto essere il male e la Germania di Hitler avrebbe sbagliato ad attaccare l’Unione Sovietica, ma i soldati erano colmi di valore e di prontezza al combattimento e ognuno di loro poteva affrontare 5 o 6 nemici. Quindi tutto  questo romanticume cominciò ancora una volta a prendere piede nel contesto della Guerra Fredda.

Davies: In aggiunta un’altra somiglianza è che dopo la Guerra Civile, a partire dagli anni ’80 e ’90 del 1800, la letteratura sulla Guerra Civile diventa diventa dominio dei Sudisti, in particolare degli ex ufficiali confederati e dei loro simpatizzanti. La loro letteratura sostituisce realmente quella degli afro-americani che cerca di sostenere che la guerra fu un evento liberatorio per sbarazzarsi della schiavitù. Alla metà del 20° secolo, la Guerra Civile fu una guerra senza afro-americani, si trattò di una guerra d’indipendenza, una guerra di nobili eserciti  che si combatterono l’un l’altro. Questo è quello che viene fuori poiché i Sudisti hanno dominato la letteratura su questo evento. Allo stesso modo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in particolare negli anni ’50 e ’60, come ho detto prima, la maggior parte della letteratura prodotta per la cultura popolare fu fatta da tedeschi e da quelli che erano in sintonia con la posizione tedesca. Di conseguenza la narrazione del “bene, benvenuti a casa” che elogia il soldato tedesco negli Stati Uniti, assomiglia in molti modi alla letteratura sulla Guerra Civile, ove si lodava l’eroico, valoroso Sudista in lotta per l’indipendenza della sua terra. Entrambe le narrazioni lasciano fuori fatti inquietanti. Nel caso del Sud, lasciano fuori il fatto che milioni di persone erano state schiave per decenni e secoli. Nel caso della Seconda Guerra Mondiale, lasciano fuori il fatto che la Wehrmacht e le Waffen SS furono implicate nell’uccisione di 25 a 30 milioni di russi. Quando si rimuovono questi fatti, si dispone di un programma molto diverso e di una narrazione molto diversa.

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La tattica della terra bruciata dei nazisti in URSS

Victor Olevich: Qual’era l’opinione generale degli ufficiali americani, del personale militare e dei generali che parteciparono alla Seconda Guerra Mondiale e che in seguito prestarono servizio durante la Guerra Fredda?

Smelser: L’evento drammatico che segnò alcuni fu il fatto che i soldati americani che  effettivamente combatterono negli ultimi anni della guerra e che si aprirono la strada in Germania dall’ovest, videro i campi di concentramento, contribuirono a liberare alcuni dei campi di concentramento e furono molto arrabbiati con i tedeschi per quello che avevano fatto, lo si comprende benissimo. Ma poi alcuni soldati più giovani che stavano arrivando con le autorità di occupazione, non avevano esperienza di guerra, non avevano visto quello che i nazisti avevano fatto, anche nella stessa Germania e si trovarono attratti dalla popolazione tedesca, si riferivano alle donne tedesche di mezza età come facevano con le loro madri. Comunque i tedeschi li lusingarono . Abbiamo un sacco di registrazioni archivistiche  di come i giovani soldati americani soggiornassero in modo molto più confortevole, per ironia della sorte, nella Germania occupata di quanto non fosse per quelli di stanza in Inghilterra o in Francia, che erano loro alleati. Anche gli ufficiali di alto grado cambiarono in un certo senso idea. Durante la guerra, Eisenhower diceva spesso quanto odiasse i tedeschi e come l’Alto comando tedesco dovesse essere fucilato o deportato su un’isola come Napoleone. Come cominciò a progredire la Guerra Fredda cambiarono idea. Cominciarono ad accettare la versione tedesca di quello che era successo in Oriente, in Russia. Oltre a tutto alcuni giovani ufficiali americani nel 1950 si riunirono agli ufficiali della Bundeswehr e svilupparono un buon schema  di contatti reciproci. Quindi ci fu un sacco di interazione amichevole tra la Bundeswehr e l’esercito americano. E’ un fatto ironico perché in principio, nel 1955,  quasi tutti gli ufficiali della Bundeswehr erano stati ufficiali dell’esercito tedesco nella Seconda Guerra Mondiale. Entrambe le parti trascurarono questo fatto.

Davies: Vorrei aggiungere che molti giovani americani del’esercito di occupazione finirono per sposare donne tedesche, creando ovviamente un legame molto simpatetico con la nazione tedesca e con il passato della Germania. Allo stesso tempo, l’emergente  Guerra Fredda creava eventi molto emotivi: il Blocco di Berlino, i “bombardieri caramella” [NDT: si tratta dei bombardieri alleati che furono impiegati per rifornire la città di Berlino durante il Blocco]; questi avvenimenti legarono la Germania e gli Stati Uniti in un modo nuovo che non era possibile prima della guerra. Poi i tedeschi cominciarono ad essere considerati da un punto di vista molto simpatetico sia dalla cultura popolare americana che dai giovani soldati e ufficiali americani. Erano tornati a casa con quelle donne, avevano avuto dei figli creando anche nuovi , profondi legami nella società. I russi vennero reinterpretati dalla politica nella cultura popolare in modo molto diverso. Un classico esempio di quello che è successo fu quando l’esercito  pubblicò una serie di libri, tra cui “The Rape of Berlin”, che furono scritti da autori americani per le forze di occupazione. “The Rape of Berlin” parlava dei modi in cui bolscevichi asiatici stavano violando le donne bianche in Germania. Usarono il termine bolscevichi asiatici perché non poterono usare quello di bolscevichi ebrei. Questo creò simpatia da parte degli americani per i tedeschi che erano teoricamente sotto la loro occupazione. Quindi grazie  alla fusione a tutti i livelli di interessi tedeschi e americani, alla fusione con emozioni popolaresche convergenti per creare un punto di vista che era nettamente filo-tedesco, la Germania allora venne reinterpretata come una società democratica emergente che combatteva contro le orde comuniste in Oriente. Diventa razziale ed anche ideologica.

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Dopo aver ripreso un villaggio nel settore di Leningrado, i sovietici scoprono i cadaveri di 38 commilitoni torturati a morte (1942)

Victor Olevich:  Come viene trattata la guerra sul Fronte Orientale nei libri di scuola americani? Quali impressioni della guerra ne ricava oggi  lo studente americano medio al momento del diploma?

Davies: La mia esperienza è che nelle scuole ci hanno insegnato molto poco sulla partecipazione della Russia alla guerra. Per questo si spiega il mio stupore quando presi in mano il libro di Carell, ed era di circa 600 pagine e aprii il libro  sapendo praticamente nulla di quello di cui trattava. Non è cambiato molto dagli anni ’50 e ’60 in questo senso. Solo negli ultimi 10-15 anni cominciarono a comparire libri affermanti che l’esercito tedesco non fu particolarmente nobile sul Fronte Orientale, al contrario si comportò in modo orribile. Ma la mia sensazione è che ci sia ancora un forte sentimento nei confronti di tale punto di vista e probabilmente rimarrà lì per un bel po’ di tempo.

Smelser: Vorrei solo aggiungere  questo. Ho una certa esperienza nell’andare in scuole pubbliche, a parlare con gli studenti e la mia esperienza è stata che in particolare tra gli insegnanti maschi vi è la stessa romanticizzazione dell’esercito tedesco. In una occasione, stavano avendo la Seconda Guerra Mondiale come tema in una classe di storia della scuola superiore e quando gli studenti sono entrati, c’era appesa a un muro una grande bandiera con una svastica, che l’insegnante aveva ricevuto dal padre o dal nonno durante la guerra. L’insegnante pensava che avrebbe reso la discussione più colorita, ma in realtà rappresentava l’invio di un messaggio sbagliato in assoluto. Quindi vi è molto poca conoscenza della guerra sul Fronte Orientale tra gli americani, compresi i giovani americani. Un’indicazione di questo è che ogni anno celebriamo il D-Day, lo sbarco anglo-americano in Normandia nel 1944. Cerimonie si svolgono per commemorare questo evento e veterani si mettono in viaggio per parteciparvi in Francia. Ma non c’è mai stato uno che abbia detto che mentre eravamo sulla spiaggie in Normandia, l’esercito sovietico aveva scatenato una grande offensiva in Oriente che alla fine inghiottì  47 divisioni tedesche [si tratta dell’Operazione Bagration]. Divisioni che altrimenti sarebbero state gettate contro gli inglesi e gli americani al largo delle spiagge in Francia. Mai citato in copertura di notizie e documentari. I giovani e la popolazione in generale qui non hanno mai semplicemente parlato di questi eventi drammatici, anche se ebbero un forte impatto su di noi.

Davies: Ci sono voluti anni affinché l’Olocausto come idea penetrasse nella cultura popolare americana e si cristallizzasse come un evento terribile. Tuttavia, a questo punto, non vi è ancora alcun riconoscimento dei milioni e milioni di russi morti per mano dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio nessun riconoscimento. Mentre certamente sappiamo, come dovremmo, sui vari campi come Auschwitz, vi è molta poca discussione sull’ordine di fucilare 50 ostaggi russi per ogni tedesco trovato morto, nessuna discussione circa gli ordini di affamare il popolo russo, niente di tutto questo appare mai. Semplicemente questo non è conosciuto molto ampiamente dalla cultura americana odierna.

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Stalingrado

Victor Olevich: Un certo numero di poliziotti di etnia non tedesca e unità delle Waffen-SS parteciparono alla guerra sul Fronte Orientale,  partecipando a crimini di guerra. Tra questi, lettoni, estoni, lituani e altre etnie. Come sono viste e come il loro destino viene visualizzato dagli americani?

Smelser: Gli americani sanno ancora meno di questo fatto  rispetto agli altri fatti di cui parlavamo. L’unico cenno che gli americani possono ottenere sul coinvolgimento di queste unità nei crimini di guerra sono i processi civili, in giro per gli Stati Uniti, a ex guardie dei campi di concentramento, che essendo entrati illegalmente negli USA, affrontano la perdita della cittadinanza e l’espulsione. John Demjanjuk era uno di loro. Lo abbiamo deportato in Germania dove sta sotto processo per accuse penali. Questo è l’unico modo in cui a tutti gli americani è giunta l’idea che  persone provenienti dai paesi baltici o dall’Ucraina siano state coinvolti con i tedeschi in questi crimini di guerra.

Davies: Dal punto di vista americano, coloro che fanno parte della comunità degli scrittori di romanzi, affrontano la questione delle minoranze etniche come i lettoni, lituani e in particolare le popolazioni dell’Europa sud-orientale, dal punto di vista di persone che combatterono per l’indipendenza, che lottarono per l’autonomia e lottarono contro il governo sovietico imposto dai comunisti, che nella loro mente appaiono come  orribili visitatori del male proveniente dall’Oriente. Troviamo queste idee in bella mostra nella rivista Siegrunen, pubblicata da Richard Landwehr e altri, che in realtà non discute di quale fu la dinamica, per cui queste persone si unirono o fossero in sintonia con il punto di vista tedesco, ma si discute dal punto di vista dell’anti-comunismo, del tentativo di raggiungere l’indipendenza, l’autonomia, si parla del loro essere vittime dei sovietici e del tentativo di rimediare a questa situazione, vedendo la guerra come una possibilità di liberarsi dal dominio sovietico. Questo è il modo in cui questo argomento è intessuto nella cultura popolare americana, anche se non posso dire che questi gruppi ottengano una grande attenzione al di fuori di coloro che hanno un interesse specifico nella guerra e nelle attività di questi popoli.

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Pogrom a Kaunas ad opera di collaborazionisti lituani

Victor Olevich: Qual è il ruolo di internet e delle rievocazioni da wargame nell’interpretazione popolare o reinterpretazione dei risultati della Seconda Guerra Mondiale?

Davies: La cultura wargame inizia negli Stati Uniti alla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60 del 1950  e uno degli obiettivi primari dei wargamers, che coprono un sacco di diverse campagne e guerre, uno dei principali focus fu la guerra in Oriente. Uno dei primi successi di vendite di wargames, pubblicato da Avalon Hill, fu chiamato PanzerBlitz e d è incentrato da un punto di vista tedesco su azioni di piccole unità sul Fronte Orientale. Un gioco molto, molto popolare, che ricordo di aver acquistato. Tale interesse davvero scatenò i game designer che cominciarono a concentrarsi sulla produzione di giochi sul Fronte Orientale. Pochi anni dopo, una società denominata Simulations Publications editò quello che fu definito un gioco mostro, che copre l’intero Fronte Orientale con una mappa enorme con migliaia di pezzi, ancora una volta da una posizione filo-tedesca. Questo scatenò una raffica di giochi e un immenso interesse per gli uomini che  guidavano l’esercito tedesco, per coloro che hanno combattuto nell’esercito, per le armi e le uniformi. Questo avvenne all’incirca nello stesso tempo in cui romanzetti popolari tedeschi venivano stampati da Ballantine e da altri editori in formati accessibili e molto a buon mercato.Così questa moda culturale ha sollevato l’interesse in un piccolo gruppo di americani, in gran parte giovani, che poi sono rimasti ipnotizzati dal’esercito tedesco, dalle Waffen-SS, dalle unità Panzer. Ero certamente uno di loro. Ho posseduto 500 o 600 giochi di guerra e continuavo a comprare quei libri e tutto ciò si rafforzava a vcenda.

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Donne e bambini massacrati dai nazisti a Krasnogvardeisk, 1944

In un particolare gioco  sulla campagna di Stalingrado, le unità tedesche avevano nomi specifici, i leader tedeschi avevano nomi, ma i russi non avevano nomi. Non sembrava essere molto importante e alla luce della Guerra Fredda questo ha rafforzato l’immagine pro-tedesca. Più tardi, si trasferirono in Internet, che ha cambiato radicalmente il modo in cui viene promosso questa posizione filo-tedesca. Internet permette di muoversi attraverso il tempo e lo spazio, per promuovere qualsiasi informazione in qualsiasi momento ad un pubblico illimitato. Come risultato, abbiamo cominciato a avere centinaia di siti web che descrivono l’esercito tedesco in grande dettaglio. Un sito internet, AchtungPanzer, avrebbe poi scritto anche dei quiz sul Fronte Orientale. E uno dovrebbe conoscere i dettagli della guerra sul Fronte Orientale per partecipare a questi quiz. Ci sono concorsi, forum, discussioni costanti sul Fronte Orientale. Tutto questo è venuto come un diluvio negli anni ’90 e nei primi anni del 2000. Elementi che hanno rafforzato il punto di vista pro-tedesco.

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Civili russi impiccati dai nazisti

Per quanto riguarda i gruppi di ricostruzione storica, cominciarono a diventare popolari con gruppi dedicati alla Guerra Civile,  in particolare durante il centenario del 1961. Per quanto riguarda il Fronte Orientale, si inizia a metà degli anni ’70 nel Midwest, quando un appassionato inizia a cucire uniformi tedesche e fare proseliti, costituendo quella che viene chiamata la SS Panzer Division Leibstandarte. Che cresce da un pugno di uomini a diverse centinaia. Ha un sito importante. Poi si cominciano a vedere le SS, le Waffen-SS e le unità della Wehrmacht appaiono in California e poi in altre parti del paese. Poi associazioni regionali cominciarono a crescere. Queste unità in California servono anche come seconda scelta di comparse nei film in cui hanno bisogno di soldati tedeschi. Questo fenomeno raccoglie slancio negli anni ’90 e 2000.1990-2000 di. Allo stesso tempo, perché non vi è una vera e propria enfasi sul tentativo di catturare l’autenticità di quel periodo, si comincia ad avere una produzione da parte di alcune aziende di uniformi, distintivi, insegne che  vengono  venduti a questa crescente legione di seguaci, che mettono in scena eventi in installazioni militari USA,in centri di soggiorno di scout e in vari parchi. Così questa combinazione risulta  una forza davvero importante nella cultura popolare e coinvolge persone che sono ora collegate elettronicamente a grande distanza.

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I “nobili guerrieri” tedeschi all’opera…
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