REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros
 
Articolo di Wayne Madsen 

FONTE

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La proposta da parte del governo indonesiano di avviare un pubblico confronto e di condurre una seria inchiesta in merito alle circostanze del colpo di stato del 1965 che destituì il presidente Sukarno (in italiano anche qui e qui) e inaugurò gli anni del genocidio che si abbattè sui presunti o veri e propri membri del Partito Comunista Indonesiano (PKI) e sulla popolazione di etnia cinese, sta incontrando una forte resistenza nel paese da parte dei musulmani radicali. Questi estremisti lavorano fianco a fianco con ufficiali e veterani delle forze armate indonesiane.

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Oggi rimane illegale esporre simboli comunisti in Indonesia, residuo del colpo di stato della CIA e della successiva epurazione ed esecuzione dei comunisti. Inoltre sono anche vietate la vendita di libri sul comunismo e la proiezione pubblica di film simpatizzanti coi diritti dei lavoratori e il socialismo. Il defunto PKI rimane illegale in Indonesia. Pertanto sembra piuttosto incongruente che il governo del presidente Joko «Jokowi» Widodo stia sostenendo discussioni pubbliche degli eventi del 1965, che coinvolgono i sopravvissuti dei massacri del 1960, mentre si permette alla polizia e alle violente bande di islamici di molestare chiunque sia a favore di un confronto a livello nazionale sulle purghe anti-comuniste del passato.

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Al centro dell’opposizione di destra ad un dialogo pubblico sul colpo di stato del 1965 è il ministro della Difesa del governo Jokowi, Ryamizard Ryacudu, che ha segretamente lavorato con gruppi islamisti per ri-alimentare la fiamma dell’anti-comunismo. Sotto Ryacudu le forze armate indonesiane sono passate da una posizione di neutralità nella situazione di stallo militare USA – Cina nel territorio marittimo conteso del Mar Cinese Meridionale a una posizione di confronto militare fra i pescherecci cinesi e le motovedette della Guardia Costiera nelle acque rivendicate come zona economica esclusiva dell’Indonesia. Ci sono stati tre incidenti tra la marina indonesiana e navi cinesi dal marzo di quest’anno nelle acque circostanti le isole di Natuna dell’Indonesia.

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Nel mese di marzo, una nave della guardia costiera cinese ha cercato di evitare che la marina indonesiana rimorchiasse un peschereccio cinese. Nel mese di maggio la Marina indonesiana ha aperto il fuoco su un peschereccio cinese in fuga in quella zona. Il peschereccio è stato catturato e il suo equipaggio continua ad essere detenuto a Ranai, la capitale delle isole Natuna. Il 17 giugno, la Marina indonesiana ha aperto il fuoco su un altro peschereccio cinese, ferendo un membro dell’equipaggio.

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La posizione bellicosa di Ryacudu nei confronti della Cina, insieme a tutti i ricordi degli anni ’60, genocidio del PKI e dell’etnia cinese, è musica per le orecchie dei falchi del Pacific Command degli Stati Uniti alle Hawaii e della Casa Bianca di Obama.

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Barack Obama, in particolare, non vuole vedere un’inchiesta pubblica e il rimaneggiamento degli eventi d’Indonesia degli anni ’60 perché evidenzierebbero i ruoli che la madre, l’esperta giavanese Ann Dunham Soetoro, e il patrigno, Lolo Soetoro, giocarono in quei tempi orribili. Poiché Obama si prepara a lasciare l’ufficio, la sua eredità e quella della sua famiglia sono destinate a essere custodite per sempre dalla Biblioteca e Museo Obama di Chicago. Qualsiasi informazione che mettesse in dubbio l’effettivo ruolo della madre di Obama in Indonesia come spia della CIA mascherata da cooperatrice umanitaria dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e il periodo di servizio di suo padre come un brutale consigliere del genocidio di Suharto non solo sarà sgradito quando aprirà il museo ma sarà soppressa a ogni costo. Il costo che Obama e la sua corte sono disposti a pagare per nascondere per sempre il ruolo della famiglia Soetoro nel genocidio degli anni ’60 è quello di fare causa comune con i gruppi indonesiani di musulmani e con l’esercito indonesiano

Le proteste contro l’indagine sul colpo di stato del 1965, in Indonesia sono pubblicamente guidate da islamici sotto influenza saudita. I capi delle proteste sono il Fronte dei difensori dell’Islam (FPI) e il Forum Islamico popolare (FUI), entrambi gruppi finanziati dai finanzieri wahabiti basati in Arabia Saudita e che sono stati attivi nel prendere di mira i cristiani in Indonesia con azioni violente. In aggiunta i figli e le figlie dei golpisti ed esecutori, alcuni dei quali probabilmente cresciuti con Obama nel quartiere Menteng di Jakarta, che operano sotto la bandiera del Forum della Comunicazione dei Figli dei Veteransi Indonesiani (FKPPI), si sono uniti agli estremisti islamici rifiutando un’indagine sul colpo di stato e sulla sanguinosa epurazione.

E’più che certo che Obama abbia detto a Jokowi esattamente quello che pensava sui piani del presidente indonesiano di indagare gli eventi del 1965 in occasione della riunione al Vertice USA-ASEAN nel febbraio di quest’anno a Sunnylands, California.

Per favorire l’adesione degli Stati Uniti alla falange composta da Vietnam, Filippine, Malesia, Brunei e Taiwan che affronta la Cina nel Mar Cinese Meridionale, Obama è in grado di mobilitare la stazione della CIA presso l’ambasciata Usa a Jakarta per fornire sostegno agli estremisti mussulmani e ai militari nell’opporsi al pubblico desiderio di riesaminare il 1965. Questa linea dura da parte di Washington e dei suoi alleati militari indonesiani è uno schiaffa in faccia all’impegno spesso dichiarato dell’amministrazione Obama per i diritti umani in altre parti del mondo.

Washington che ha schierato forze speciali e unità militari nelle Filippine, Brunei, Singapore e nello stato malese di Sabah nel Borneo per aiutare quelle nazioni nel confronto con la Cina nel Mar Cinese Meridionale, ha fatto lo stesso con l’Indonesia.

Viene riferito che squadre USA di operazioni speciali sono schierate con le forze navali indonesiane nel pattugliamento delle acque del Mar Cinese Meridionale e forniscono assistenza alle motovedette della Guardia Costiera nell’interdizione dei pescherecci cinesi. Questo avviene nella scia della prima esercitazione sottomarina congiunta USA – Indonesia. Per molti anni, il personale della CIA ha lavorato con alcuni pescatori indonesiani, che integrano il loro reddito impegnandosi anche nella pirateria, nell’intercettamento e nell’abbordaggio di delle navi che interessavano a loro nei mari intorno alle isole Natuna. Un certo numero di navi mercantili battenti bandiera nordcoreana o bandiere di “comodo” sono state abbordate da gruppi misti di pescatori/pirati e di personale delle operazioni speciali. Le squadre dovevano individuare e impossessarsi di attrezzature militari dalla Corea del Nord, tra cui missili e componenti nucleari diretti in Corea del Nord, mentre i sedicenti pescatori indonesiani si impadronivano di tutti i televisori di fabbricazione cinese, dei computer portatili e di altri beni di consumo che potevano portare via. Alcuni di questi stessi pescatori sono stati ora arruolati per tenere d’occhio i presunti pescatori di frodo cinesi nelle acque contese al fine di chiamare in aiuto la marina indonesiana e i loro amici americani.

La stretta relazione tra Obama, che è stato dichiarato cittadino indonesiano dal patrigno e Jokowi, rende ogni seria indagine del genocidio indonesiano morta sul nascere. Nel 2015 Obama faceva penzolare la carota della Trans-Pacific Partnership di fronte a Jokowi nel corso di un vertice alla Casa Bianca. Jokowi rispondeva dicendo: «L’Indonesia intende aderire al TPP». Con questa affermazione Jokowi firmava l’ordine del giorno di Obama, che non permetterà alcun tipo di programma di «verità e riconciliazione» in Indonesia o, se Obama non fosse così ansioso e personalmente impegnato a proteggere l’eredità dei suoi genitori, una vero e proprio tribunale penale del tipo di quella condotto contro il regime dei Khmer Rossi in Cambogia.

Obama ha detto a Jokowi: «Ovviamente ho un interesse molto personale in Indonesia, in considerazione del fatto che ho trascorso un po’ di tempo lì quando ero bambino e ho parenti indonesiani». E’ vero che Obama ha un interesse personale in Indonesia. Tuttavia, il suo interesse è nel proteggere un regime installato e sostenuto dalla CIA che ha commesso uno dei peggiori genocidi mai avvenuti nella storia e una madre e un patrigno che fattivamente hanno sostenuto un diluvio di sangue e cadaveri nei canali di Giacarta e nei fiumi di tutto l’arcipelago indonesiano.

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Un pensiero su “Il ruolo della famiglia di Obama sotto la protezione degli estremisti islamici nel genocidio indonesiano

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