REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Shelley KASLI (India)

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE

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Un articolo pubblicato a marzo sul sito web della American Enterprise Institute intitolato Potrebbe esserci un colpo di stato in Turchia?, considerava la possibilità di un probabile colpo di stato militare in Turchia. Il suo autore, David Rubin, spiegava la situazione della Turchia:

La posizione in Turchia va sempre di male in peggio. Non è solo il deterioramento della sicurezza in mezzo a un’ondata di terrorismo. C’è ampio consenso, in deroga ai risultati delle elezioni, che il presidente Recep Tayyip Erdoğan sia fuori controllo. Egli sta imprigionando oppositori, sequestra giornali a destra e a sinistra e costruisce palazzi al ritmo di un sultano pazzo o di un aspirante califfo. Suo figlio Bilal è fuggito in Italia utilizzando un passaporto diplomatico falsificato dell’Arabia saudita e la polizia italiana gli sta alle calcagna per presunto scandalo di riciclaggio di denaro. I suoi exploit stanno facendo aggrottare le sopracciglia sia in Turchia che all’estero. Anche i membri del suo partito che sta al governo mormorano sulla sua paranoia crescente: si sente così a disagio da cercare di far installare missili anti-aerei nel suo palazzo per evitare di essere un bersaglio per uomini vestiti di nero in un’operazione snatch and grab.

L’apprensione del presidente Erdogan non era priva di fondamento. Proprio 4 mesi dopo, nella notte fra il 15 e il 16 luglio 2016, un fallito colpo di stato, tentato da una fazione delle forze armate turche, andava in scena contro il presidente dello stato turco e il suo governo. Il colpo fu sferrato quando il leader del paese, Erdogan, era in ‘vacanza’ lontano sia da Ankara che da Istanbul. Un’operazione snatch-and-grab di truppe aviotrasportate da elicotteri fu lanciata all’hotel Grand Yazici Club Turban, sulla riviera turca nel porto della città di Marmaris, sulla costa mediterranea, dove il presidente turco doveva trovarsi. Circa 25 soldati discesero mediante corde da degli elicotteri nell’albergo per catturarlo.

Secondo il turista britannico Richard Olanda, di 47 anni, che venne svegliato dal blitz di prima mattina: “Noi non avevamo colto alcun indizio della presenza nelle vicinanze del presidente. Abbiamo guardato dal balcone gli elicotteri che erano sul lungomare. C’erano neri Hawks senza luci. Venti minuti dopo è iniziata una sparatoria fuori dalla nostra camera, di  armi semi-automatiche e di piccolo calibro. Poi una granata è volata fuori dalla stanza sotto di noi. Noi non abbiamo avuto l’intenzione di fare capolino fuori dalla porta. Il personale ha fatto foto della caduta di un muro nella nostra camera. Il personale dell’hotel ci ha detto che dei razzi sono stati sparati contro l’elicottero, ma abbiamo visto che è stato mancato”.

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Soldati turchi alla ricerca di loro colleghi spariti in quanto sospettati di aver preso parte al golpe, Marmara, 18 luglio 2016

Questo si è rivelato un errore strategico perché  il presidente era stato portato via circa 20 minuti prima che i congiurati attaccassero in un altro albergo a un chilometro di distanza da Casa De Maris. Mentre volava via da Marmara su jet privato, due caccia F-16 inquadravano sui loro radar di tiro l’aereo del presidente, secondo la versione  prima riportata dalla Reuters e poi confermata dal Guardian. Un alto funzionario dell’antiterrorismo ha dichiarato al Guardian che i caccia non hanno fatto fuoco perché il pilota dell’aereo presidenziale ha comunicato via radio  ai piloti di jet da combattimento che si trattava di un volo della Turkish Airlines.

Resisi conto dello sbaglio,  gli attaccanti hanno volato sopra il mare alla volta della Grecia dove sono illegalmente atterrati ad Alexandroupolis, Grecia settentrionale, per richiedere asilo politico. Sono stati portati al cospetto di un pubblico ministero e accusati di ingresso illegale di in Grecia. Il Primo Ministro della Grecia Alexis Tsipras ha detto sabato sera in una telefonata con il presidente della Turchia che gli 8 golpisti fuggiti in Grecia saranno estradati. Gli otto, che inizialmente avevano rimosso appositamente le insegne dalle loro divise appositamente sono stati indentificati, si tratta di due colonnelli, quattro capitani e due sergenti.

Nel frattempo, ad Ankara e Istanbul intorno alle 3:30, cominciava il flusso di notizie sui social media delle principali operazioni militari. Il generale Mehmet Dişli, fratello di un deputato di lungo corso del partito AK al governo, ha dato presumibilmente l’ordine di via al golpe, inviando ufficiali delle forze speciali dell’esercito ad arrestare alti ufficiali. Ad Ankara, carri armati circolavano per le strade della città e aerei la sorvolavano mentre veicoli militari circondavano il Quartier Generale dell’esercito. I due principali ponti di Istanbul, il Bosforo e il Fatih Sultan Mehmet erano bloccati dai soldati. Intorno alle 16:00, il Primo Ministro Binali Yildirim andava in televisione per annunciare che si trattava di un tentativo di colpo di stato. “Un gruppo di militari è coinvolto si in una rivolta”, ha detto Yildirim. Verso le 16:30, circolava una dichiarazione secondo cui le “forze armate turche” avevano preso il controllo del governo. La dichiarazione suggeriva che la motivazione fosse quella di  proteggere la democrazia turca. Intorno alle 5:30, Erdogan diffondeva un appello alla nazione tramite Skype. Egli accusava del colpo di stato “una piccola fazione dell’esercito” e una “struttura parallela”. Erdogan esortava i turchi a scendere in piazza in segno di protesta, e in particolare ad occupare aeroporti e piazze. Anche il leader del principale partito di opposizione della Turchia condannava il golpe. Ad Ankara, il Parlamento turco e il Palazzo Presidenziale venivano bombardati. L’edificio dell’intelligence nazionale e la sede della polizia erano sotto attacchi aerei. Intorno alle 19:45, un portavoce dell’intelligence della Turchia annunciava che il colpo di stato era stato “respinto”. A tarda sera, Erdogan tornava a Istanbul. Alle 8 di sera, alcuni funzionari dicevano che il capo della polizia della città di Bursa avesse arrestati i comandanti locale dell’esercito, che erano in possesso di un elenco di 6 pagine con i nominativi dei giudici e degli ufficiali che dovevano essere nominati nella burocrazia dopo il colpo di stato. Altri militari golpisti stato avevano elenchi delle linee telefoniche sicure per la ricezione degli ordini.

Ad Ankara, il giorno del golpe, il ministro dell’Interno era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza, in quartier generale militare, riunione che avrebbe dovuto cominciare dopo le 5 del pomeriggio, chiaramente uno stratagemma per catturarlo. Il ministro non ci è è andato perché era troppo occupato.

L’alto funzionario dell’antiterrorismo,  responsabile della campagna della Turchia contro l’ ISIS/Daesh doveva andare a un “incontro” al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito è stato trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario.

La spaccatura USA/Turchia

All’indomani del colpo di stato nuove spaccature sono cominciate ad emergere tra la Turchia e gli USA perché i leader turchi ritengono Washington parzialmente responsabile del golpe. Sabato scorso, la Turchia chiudeva tutte le operazioni degli Stati Uniti e della NATO alla base aerea di Incirlik , sede di circa 1.500 militari USA e perno vitale nella guerra aerea condotta dagli Stati Uniti contreo l’ISIS/Daesh. E’ stata anche interrotta l’energia elettrica alla base, lasciando le forze americane nella necessità di utilizzare ciò che il Dipartimento della Difesa ha descritto come “fonti di energia interne”. I funzionari turchi hanno giustificato la chiusura dicendo che i golpisti avevano operato dalla base di Incirlik e avevano usato aerei cisterna per rifornire gli F-16 utilizzati nel golpe.

Il presidente Erdogan accusava i soldati di essere collegati al movimento di Gülen, che il governo ha designato come un’organizzazione terroristica sotto il nome di FETO, nell’organizzazione del tentativo di colpo di stato. Tra i congiurati c’erano gruppi provenienti da tre diverse armate turche: dalla 1° Armata, dalla 2° Armata e dalla 3° Armata.Il complotto si estendeva anche ad alcune unità dell’Aviazione turca. Molti dei leader golpisti hanno legami con il movimento, fra cui l’ex capo dell’Aviazione,  Akin Ozturk, il colonnello Muharrem Kose e il figliastro di Ozturk, Halkan Karakus, pilota di elicottero. Funzionari del governo turco hanno detto sabato che la Turchia potrebbe considerare nemici gli Stati Uniti se l’amministrazione Obama non consegna Fethullah Gülen. Il Primo Ministro Binali Yildirim ha detto dal suo ufficio ad Ankara: “Ogni paese che sta dietro a questo non è un amico della Turchia ed è impegnato in una guerra seria con la Turchia”. Nel marzo del 2014, nel corso di un’intervista, Erdogan ha detto all’emittente privata ATV: “Ho detto a Obama che la persona responsabile dei disordini in Turchia vive nel suo paese, in Pennsylvania. Gli ho detto ‘Mi aspetto che si faccia il necessario’. Si devono prendere le misure necessarie se qualcuno minaccia la sicurezza del mio paese”. Egli ha inserito, nel mese di ottobre, Gulen, nella lista dei terroristi più ricercati.

Fethullah Gülen di rimando ribalta le accuse del suo rivale politico, suggerendo che il partito al governo, l’AKP di Erdogan, abbia organizzato il golpe.

Chi è Fethullah Gülen?

Nel marzo 1999 il predicatore turco Fethullah Gülen ha effettuato una visita a sorpresa negli Stati Uniti. Poco tempo dopo, un canale televisivo turco ha trasmesso un discorso di Gülen che era stato filmato ovviamente di nascosto. Nella registrazione, Gülen chiamava i  suoi sostenitori a “lavorare con pazienza per insinuarsi silenziosamente nelle istituzioni, al fine di prendere il potere“.

Il pubblico ministero di Istanbul, prontamente, richiedeva la condanna a dieci anni per Gülen per aver “fondato una organizzazione che ha cercato di distruggere l’apparato laico dello Stato in vista dell’instaurazione di uno stato teocratico”. Gulen rimane in esilio in Pennsylvania, “per motivi di salute”, per sua stessa ammissione.

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Fetullah Gullen

In meno di un decennio, dalla sua base in Pennsylvania, Stati Uniti, Gulen ha istituito più di 100 scuole private finanziate con fondi pubblici in 25 stati. Ciò che in questo fenomeno fa aggrottare le sopracciglia, è il fatto molto preoccupante che, nonostante i documenti ufficiali e i dati disponibili, la rapida e segreta espansione dell’impero delle Charter School [ndt: scuole private a finanziamento pubblico] di Fethullah Gülen è passata abbastanza inosservata e non riconosciuta negli USA.

Nel 2008, il governo olandese indagava le attività del movimento nei Paesi Bassi. Al termine dell’inchiesta, il governo olandese, concludeva che le scuole di Gülen effettivamente promuovevno “comportamenti anti-integrativi,” e pertanto riduceva il finanziamento pubblico. È interessante notare che, i servizi segreti olandesi (AIVD) sono riusciti a ribaltare questa decisione e a far ripristinare il finanziamento nel 2010.

Il governo russo ha sorvegliato molto da vicino il movimento di Gulen per oltre 10 anni e ha vietato le scuole di Gülen e tutte le sue attività in Russia. Nelle regioni russe della Cecenia e del Daghestan, le scuole Gulen un tempo sostenute, sono state vietate da Putin. Più di 20 seguaci turchi di Gulen sono stati espulsi dalla Russia nel 2002 – 2004.

Nel 1999 l’Uzbekistan ha chiuso tutte le madrase di Gulen e poco dopo ha arrestato otto giornalisti che si erano laureati nelle scuole di Gulen con l’accusa della creazione di un gruppo religioso illegale e di coinvolgimento in un’organizzazione estremista. In Turkmenistan, le autorità governative hanno messo le scuole di Gulen sotto stretto controllo e hanno ordinato di elimanre la loro versione della storia della religione dal curriculum di studi. Anche il Pakistan le sta monitorando molto da vicino ed Erdogan ha invitato l’amministrazione provinciale del Punjab pachistano a chiudere le scuole legate al movimento di Gülen.

Ora dopo il colpo di stato, il governo della Somalia ha ordinato “la chiusura totale di tutte le attività” di un’organizzazione nel Paese del Corno d’Africa collegata al predicatore turco Fethullah Gulen, secondo un comunicato dell’ufficio del primo ministro Omar Abdirashid Sharmarke. Tutto il personale affiliato con il gruppo, ha avuto  sette giorni di tempo per lasciare la Somalia, misura in vigore dal 17 luglio.

Abraham R. Wagner, professore associato al Center for Advanced Studies on Terrorism, spiega questo fenomeno del movimento di Gülen  sull’Huffington Post:

Con l’obiettivo di minare l’ordine costituzionale in Turchia, Gülen ha speso ingenti somme di questa fortuna, stimate a 25 miliardi di dollari per infiltrare il governo, i media, le scuole, le imprese, le forze dell’ordine e il sistema giudiziario con i suoi discepoli. Allo stesso tempo egli ha preso di mira i funzionari che non sono riusciti a seguire la sua linea religiosa rigorosa ed esso stesso si è inserito nel sistema educativo della Turchia istituendo centinaia di scuole e 17 università con l’intento di radicalizzarne gli allievi. Le ambizioni di Gülen, tuttavia, vanno oltre la sua terra. Ora controlla una rete di scuole in oltre 100 paesi, tra cui la più grande rete di scuole private a finanziamento pubblico negli Stati Uniti, che si basa sugli introiti derivanti da frodi fiscali e da illeciti finanziari; il movimento Gülen e le sue scuole sono sotto inchiesta da parte di 22 Stati e dell’FBI. Un’indagine del Congresso sta cercando di portare alla luce i presunti contributi elettorali illegali di Gülen. Tale indagine si è estesa ai lussuosi viaggi in Turchia dei membri e del personale del Congresso finanziati illegalmente dal movimento di Gülen attraverso la sua rete di organizzazioni non-profit. Gli investigatori stanno indagando sui milioni di dollari a candidati al Congresso e alla Presidenza, comprese le  enormi donazioni alla Fondazione Clinton. Sembra che il manuale di Gullen sulla manipolazione e sulla corruzione di Gülen abbia attraversato l’Atlantico ed ora mini il sistema politico degli Stati Uniti.

Perfino settori del governo USA da tempo credono che Gülen “sia un ‘islamista radicale’ i cui messaggi moderati nascondono un ordine del giorno più sinistro e radicale”. In un messaggio coordinato con l’Ambasciata di Ankara, come riporta Wikileaks:

In un pranzo di addio per il console generale, il rabbino capo di Istanbul, Ishak Haleva ha detto che coloro che gli si sono avvicinati, gli hanno comunicato che Gulen presto cercherà di regolarizzare il suo status di immigrato negli Stati Uniti e ha bisogno di testimonianze per affrontare la convinzione di alcune parti del governo USA che egli sia un “islamista radicale” i cui messaggi moderati coprano un ordine del giorno più sinistro e radicale. A quanto pare questa preoccupazione deriva dai documenti del FBI, ottenuti dai sostenitori di Gulen in base a una richiesta mediante il FOIA degli USA…

Washington ha speso anni per coltivare la Turchia come alleato in quanto è posta al crocevia tra Europa e Medio Oriente. Ora i due paesi sono ad un bivio, tuttavia la ricaduta era cominciata molto tempo fa.

La ricaduta

La ricaduta è cominciata a venire alla luce nel 2013 quando l’allora primo ministro Erdogan ha affermato di aver scoperto  un complotto della CIA-Gulen contro di lui e la Turchia, che ha pubblicamente etichettato come un “complotto internazionale” giurando vendetta su Gulen e minacciando Francis Ricciardone, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia, di espulsione.
Al centro dello scandalo c’era un presunto affare “gas per oro” con l’Iran che coinvolgeva Aslan, che nascondeva 4,5 milioni di dollari in contanti dentro scatole di scarpe in casa sua e Zarrab, che era coinvolto in un traffico d’oro, nel 2012, per circa 9.6 miliardi di dollari. Entrambi sono stati arrestati per questo. L’affare truffa aveva cominciato a funzionare dopo la scoperta da parte di funzionari del governo turco di una scappatoia nelle sanzioni statunitensi contro l’Iran; questo ha permesso di importare il gas e il petrolio iraniani. I turchi hanno esportato oro  direttammente in Iran o attraverso gli Emirati Arabi Uniti, per una somma di 13 miliardi di dollari, tra marzo 2012 e luglio 2013. In cambio, i turchi hanno ricevuto gas e petrolio  dall’Iran. L’operazione è stata effettuata tramite la banca statale turca, Halkbank. Nel gennaio 2013, l’amministrazione Obama ha deciso di chiudere questa scappatoia, ma invece mettere sotto accusa l’Halkbank, il governo degli Stati Uniti ha permesso che la negoziazione di oro continuasse fino al luglio 2013, perché la Turchia era un importante alleato degli Stati Uniti nella politica degli Stati Uniti nella guerra civile siriana e Gli stati Uniti stavano lavorando per un accordo nucleare con l’Iran.

Diversi giornali hanno riferito che una nuova inchiesta era prevista il 26 dicembre, con il possibile coinvolgimento dell’allora primo ministro (ora Presidente della Turchia) e dei figli di Erdogan, Bilal Erdogan e Burak. A mezzanotte del 7 gennaio 2014, è stato pubblicato un decreto governativo circa la rimozione di 350 agenti di polizia dalle loro cariche, tutti tra i vertici delle unità che si occupavanono di reati finanziari, di contrabbando e di criminalità organizzata. Fethullah Gülen ha descritto il decreto come una purga dei dipendenti pubblici, mentre l’allora primo ministro Erdoğan (ora presidente della Turchia) ha descritto l’indagine sulla corruzione come un “colpo di stato giudiziario” da aprte di chi è geloso dei suoi successi, vale a dire il movimento clandestino di Gullen sostenuto da forze straniere.

E’ stata questa ricaduta a spingere la Turchia nelle accoglienti braccia russe.

La svolta russa

Russia e Turchia erano ai ferri corti dal 24 novembre, 2015, quando un aereo da caccia turco abbatteva un aereo militare russo per motivi di violazione dello spazio aereo al confine con la Siria. In giugno, tuttavia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov dichiarava che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avesse chiesto scusa per l’incidente aereo con una lettera al presidente russo Vladimir Putin. In questo modo Ankara soddisfaceva le condizioni di Mosca per il ripristino del partenariato a lungo termine tra i due paesi. Nella lettera veniva anche detto che un procedimento giudiziario era stato perto contro il cittadino turco sospettato di essere coinvolto nella morte del pilota dell’aereo abbattuto, fatto che era un’altra precondizione. Secondo un recente rapporto, anche i due piloti che hanno abbattuto dei due piloti che  hanno abbattuto il SU-24 russo sono stati arrestati. Proprio questa svolta russa è una delle principali preoccupazioni degli alleati NATO.
Fiona Hill, direttore presso il Centro sugli Stati Uniti e l’Europa spiega questa preoccupazione in un suo intervento alla Brookings Institution:

Putin vede la Turchia come una preziosa carta da giocare nel confronto, ora in fase di stallo, in Ucraina contro i due principali avversari: la NATO e la UE. Nel caso della NATO, il valore della Turchia è evidente. La Turchia è un membro a pieno titolo della NATO. Putin ha un “amico” all’interno dello schieramento nemico. Il collegamento con la UE rappresenta un caso diverso.Nonostante anni di attesa dietro la porta la Turchia non è ancora stata accettata nell’UE e la sua frustrazione cresce sempre di più per la mancanza di qualche progresso. La Turchia attualmente è un mal di testa per l’UE. La mossa del paese verso Russia non migliora di certo la situazione. Per questo, Putin non può che esserne deliziato in quanto è un maestro nell’aproffitare del malcontento altrui per offrire delle alternative.

Secondo la versione del ministro degli esteri della Serbia, il tentativo di golpe  in Turchia è stato ideato per cercare di bloccare il ripristino di buone relazioni tra Turchia e Russia.

Infatti Ivica Dacic ha dichiarato allemittente B92:

“Sono sicuro che il golpe [in Turchia] sia stato pesantemente influenzato dall’esterno… E’ ormai chiaro che l’aereo russo è stato abbattuto da un pilota appartenenente ai golpisti e ora che la Turchia ha rinnovato i legami con la Russia, è evidente che non poteva fare altrimenti”

L’importanza strategica della Turchia – La porta verso l’India

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Istanbul o Costantinopoli o la Neapolis di Costantino è considerata la “Porta all’India”. E’ il collegamento terrestre strategico tra Europa e Asia.

Si dice che chiunque controlli Istanbul sia il Re del Mondo. Napoleone ebbe un sogno per tutta la vita: cacciare a calci gli inglesi fuori dall’India e quindi conquistarla. Il percorso di invasione tracciato da Napoleone era sia attraverso l’Egitto che via terra attraverso la Turchia e l’Afghanistan attraverso la provincia della North West Frontier dell’India britannica. Il 19 maggio 1798 una flotta di trasporti di truppe francesi prendeva il largo in segreto dai porti di Tolone e Marsiglia. Non appena Napoleone prende il sopravvento in Egitto nella battaglia delle Piramidi combattuta il 21 luglio 1798, l’intelligence britannica ottiene la comprensione del piano napoleonico nella sua interezza, per cui delle flotte vengono inviate dal Golfo del Bengala per tagliare le linee di rifornimento di Napoleone, incastrandolo e bloccando il suo ingresso in Turchia.

Dopo la fallimentare campagna di Napoleone, lo Zar Alessandro propone un piano simile d’invasione dell’India che migliora notevolmente la versione del piano proposto dal suo padre Paolo 6 anni prima a Napoleone. Questa alleanza franco-russa prende forma in gran segreto in un padiglione, situato su una zattera in mezzo al fiume Neman in quella che è conosciuta come la Pace di Tilsit. Il piano prevede che la Francia abbia l’Occidente e la Russia l’Oriente inclusa l’India. Quando Alessandro rivendica per sé Costantinopoli, il punto di incontro tra Oriente e Occidente, si dice che Napoleone ribatta: “Mai! Diventerete l’imperatore del mondo”.

Purtroppo non si è mai parlato dell’importanza di questi eventi nei media tradizionali indiani e nell’ambiente degli storici, se non per minimizzarli; inoltre gli eventi che si svolgono nella Turchia, oggi non hanno conseguenze di vasta portata per l’India. Dopo che l’abbattimento di un aereo russo da parte di un F-16 turco il 24 Novembre, abbia sollevato lo spettro di una vera e propria Guerra Fredda, la Russia con una mossa senza precedenti ha offerto alle società indiane la possibilità di sostituire la Turchia nel mercato russo.

Nel settembre 2011, la NATO invitava l’India ad essere partner nel settore del suo sistema di difesa missilistica. VK Saraswat, l’architetto del programma di difesa indiana dei missili balistici, in seguito dichiarava alla stampa: “Stiamo analizzando il rapporto. E’ allo studio”. Nello stesso periodo emergevano piani per cooptare l’India all’interno della NATO.

Sembra che l’India sia sempre più coinvolta in questo grande gioco delle potenze imperiali. Negli ultimi dieci anni, sotto i governi dell’UPA e del NDA governi, la politica estera indiana e la politica economica interna stanno virando pericolosamente vicino agli interessi economici anglo-americana-israeliani, fatto visto dagli altri giocatori geo-politici come uno sconfinamento. L’impatto diretto di questo si è visto sotto la forma dell’attentato di Munbai del 26/11/2008, uno strascico dell’attentato al treno del 2004 in Spagna e i conseguenti omicidi di numerosi funzionari, di investigatori, di attivisti, di avvocati, di commercianti ecc.

L’area dello spionaggio, del controspionaggio e della protezione delle risorse economiche nazionali non è un gioco per tutti. L’India si sta appena svegliando a questo gioco, mentre l’Occidente e gli altri giocatori geo-politici sono veterani. Si tratta di una partita giocata secondo le regole di questi giocatori veterani, regole che non possiamo stabilire ma dobbiamo comprendere come giocare con esse.

Dobbiamo analizzare e ri-orientare le nostre agenzie di sicurezza da questo punto di vista e le nostre agenzie di intelligence necessariamente dovrebbero incorporare questo nuovo punto di vista, se vogliono davvero mantenere la loro base di credibilità nella difesa della nazione e nel loro motto di servire e proteggere il popolo.

Shelley Kasli è il redattore di GreatGameIndia, unica rivista trimestrale in India di Geopolitica e Relazioni Internazionali. Per commenti e repliche può essere raggiunto direttamente presso:

shelley.kasli@greatgameindia.com

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