REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

State godendovi le immagini di caos in Pakistan? Dovreste, lo state pagando con i soldi delle vostre tasse.

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Questa mattina un attentato dinamitardo attribuito a “fanatici estremisti” ha ucciso più di cinquanta persone all’ospedale di Quetta, Pakistan.

Benché bersaglio paiono essere stati i musulmani sciti e i legali loro difensori, il gruppo estremista dietro l’attentato non è sunnita, né wahabita, né tafkiro.

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Questo attentato, come altri massacri in Pakistan, è con tutta probalità, un lavoro di estremisti neoconservatori,  seguaci del culto ultra machiavellico del filosofo politico Leo Strauss. Queste sono le persone che hanno creato “lo socntro di civltà” usando il terrorismo False Flag e che stanno cercando di destabilizzare e distruggere la nazione del pakistan in generale e in particolare la regione del Belucistan.

Le autorità pakistane lo sanno e ne parlano apertamente. Perfino il New York Times  non può sopprimere del tutto la verità:

Il generale (Asim Saleem) Bajwa, in un messaggio postato su Twitter, ha affermato che l’attacco è stato “un tentativo di minare l’aumentata sicurezza” in Belucistan, avendo a bersaglio nello specifico il Corridoio Economico Cino-pakistano, un accordo multimilardario  fra i due paesi che include una rete di infrastrutture e progetti nel campo dell’energia.

Ovviamente “gli estremisti sunniti/wahabiti/tafkiri” non hanno alcun interesse a distruggere il Corridoio Economico Cina-Pakistan. Chi ha interesse?

La stessa gente che ha interesse a ridurre il pakistan in uno stato fallito in modo da eliminare la sua capacità nucleare militare.

Questa gente potrebbe essere l’Asse del Male sionista/indù/neocon. E non si dimentichi che questa gente talvolta opera sotto i colori della CIA, dell’apparato militare USA e delle forze speciali e dei loro affiliati privati… e anche dei strettamente collegati servizi indiani (RAW) e israeliani (Mossad).

Nel mio libro pubblicato  ANOTHER French False Flag, il prominente analista pakistano della Difesa, Zaid Hamid spiega:

“Il revival dell’Islam come forza politica potrebbe porre una seria sfida ai poteri occidentali; e fatto ancora più importante potrebbe significare la fine del sogno sionista della creazione del “Grande Israele” nel cuore del mondo musulmano”. 

Nello scenario del post 9/11, la nuova strategia della guerra di 4 generazione e le tattiche impiegate per dividere ulteriormente le terre musulmane sono così complesse che pochissimi analisti sono in grado comprendere l’intera portata. La “guerra globale al terrorismo” americana (GWOT), ha ingoiato l’intera Asia occidentale, il Medio Oriente e il Nord dell’Africa. Le fondamenta di questi stati nazione in queste regioni sono stati scosse e un fenomeno violento di militanza religiosa e il terrorismo sono emersi.

Un caso di studio: il Pakistan

La posizione geografica strategica, la capacità nucleare e fatto ancora più importante la sua ideologia islamica, ne fanno un guardiano naturale, protettore e fratello dell’intere Umma musulmana e un nemico per tutte le ostili forze antislamiche dell’est e dell’ovest. Il Pakista, nonostante tutti i suoi problemi interni, è in grado di schierare il 5 esercito più grande del mondo includendo anche un arsenale nucleare. Le forze armate del Pakistan sono le sole nel mondo musulmano, ad aver combattuto contro India, Israele e l’ex URSS ed aver abbattuto caccia di tutti i 3 stati nemici. [NDT: il buon Zamid Hamid, preso da un accesso combinato di patriottismo, anticomunismo e antisemitismo la sta facendo fuori dal vasino: ad esempio l’aviazione indiana nell’ultimo confronto ha selvaggiamente sculacciato l’aviazione pakistana…]. Insieme all’ISIS, l’organizzazione più brutale e priva di scrupoli del mondo e il bene più apprezzato dalle forze sioniste, è il TTP, i cosiddetti “talebani pakistani”. Emersi nel 2005 con la’aiuto diretto della CIA e del RAW indiano, il TTP ha agito come organizzazione ombrello dei gruppi di militanti Deobandi che combattono contro lo stato pakistano, sotto l’ideologia del tafkiro. Il TTP è guidato da militanti deobandi manovrati dall’India ma annovera nelle sue fila, pakistani, arabi, uzbeki e afghani.
Seguendo la loro strategia kharidita (ideologia ultra fanatica e antimusulmana), il TTP ha dichiarato l’intera nazione pakistana, infedele e ha lanciato una spietata e brutale guerra allo stato del Pakista. Per ottenere una legittimazione religiosa, il TTP ha adottato i proclami della Jihad contro l’occupazione USA dell’Afghanistan per aumentare il reclutamento nell’area tribale pakistana per intensificare ed espandere la guerra contro il Pakistan. negli ultimi nove anni di operazioni, il TTP non ha mai sparato un colpo contro le forze USA in Afghanistan e la sua intera guerra si è svolta contro i musulmani del pakistan, con una focalizzazione particolare sull’esercito pakistano sui servizi segreti. Quasi 100.000 pakistani sono morti in questa brutale campagna terroristica che sta minacciando le vere e proprie fondamenta dello stato.

Ringraziamo Zaid Amid e gli altri acuti analisti pakistani che dicono la verità, il governo pakistano, specialmente i militari che cominciano a comprendere chi devono combattere. Questo accade in quanto ufficiali di alto rango come il gen. Baiwa immediatamente hanno messo in luce l’evidente False Flag di Quetta. Loro sanno che l’Asse del Male a conduzione sionista/Usa/indù vuole uccidere il Corridoio Economico Cino-pakistano… non importa quanta gente debbano ammazzare per farlo.

Dal punto di vista degli organizzatori, questi eventi terroristici dovuti al “fanatismo” hanno aggiunto il bonus della diffusione del caos (fitna [NDT: la parola araba fitna non vuol dire caos ma discordia] e del sospetto di fanatismo nella comunità musulmana. Proprio come è successo con i soldati inglesi che, travestiti da arabi, hanno realizzato il falso attentato sunnita contro gli sciti a Basra, il governo britannico ha fatto saltare le mura della prigione di Basra con dei carri armati per liberare i loro terroristi false Flag e con l’agente americano della CIA, Raymond Davis che orchestrava il terrorismo in Pakistan dei “talebani pakistani”.

Come scriveva qualche anno fa a VT, Jonathan Azaziah:

Il 27 gennaio un uomo affermante essere un diplomatico USA, con lo pesudonimo “Raymond Allen Davis sparava a 2 giovani pakistani disarmati di fronte all’ambasciata americana di Lahore. “Davis” affermava che gli uomini fossero armati e che avessero tentato di derubarlo. Niente di più lontano dal vero. Chiunque sia veramente “Raymond Davis”, non appartiene neppure alla stessa galassia dei diplomatici. Davis non solo è legato alla infame  società di cacciatori/assassini mercenari Blackwater (Xe), è un ex ufficiale delle forze speciali che agiva come capo della CIA in Pakistan dopo l’espulsione da parte del popolo pakistano del capo stazione CIA, “Jonathan Banks”.

Gli innocenti pakistani non stati uccisi perché tentassero di derubare Davis. Sono stati uccisi perché avrebbero visto Davis e un altro gruppo di mercenari caricare le loro auto di mitragliatori ed esplosivi e li sentirono parlare del loro viaggio in un area di Lahore conosciuta come luogo di “attentati terroristici”. Mentre Davis veniva arrestato, l’altra auto, piena di mercenari, corse via investendo un altro pakistano innocente. Il telefono trovato nell’auto di Davis, rivelava numerose chiamate fatte dall’assassino CIA/Xe a un’organizzazione chiamata “Tehrik-I-Taliban”, gruppo collegato a centinaia di attentati dinamitardi commessi in Pakistan negli ultimi dieci anni. La polizia pakistano ha scoperto anche fotografie nell’apparecchio fotgrafico di Davis, di installazioni sensibili della Difesa, inclusi il Forte Balahisar, quartier generale del corpo paramilitare delle Guardie di Frontiera nell’importante città strategica di Peshawr e parecchi bunker al confine indiano. La polizia pakistana vuole accusare Davis di spionaggio.

Le connessioni di Davis con la Blackwater (XE) e la sua occupazione come operativo della CIA, insieme all’uccisione a sangue freddo di due innocenti sono  sufficienti al suo arresto e incriminazioni per diversi crimini, ma i dettagli sottostanti il duplice omicidio, connettono Davis a una cospirazione più grande e più sinistra. Le conversazioni con “Therik-I-Taliban”, le sue fotografie di installazioni militari che servono da da punti d’appoggio verso i scaglioni superiori del sistema della Difesa pachistana, e la sua squadra di mercenari in viaggio verso una destinazione “letto caldo” con armi automatiche ed esplosivi, collegano Davis all’operazione terroristica False Flag, in corso da molto tempo, conosciuta come “la politica del dragone”, gestita dall’entità sionista e dai suoi alleati al’interno del RAW, della CIA e della Blackwater.

 

 

Così mentre il governo USA imbroglia e minaccia i pakistani affinché Raymond Davis sia rimandato a casa in America, ci sono sicuramente centinaia se non migliaia di americani, israeliani, indiani e vari affiliati alla “Raymond Davis” che ancora girano per il Pakistan assassinando innocenti. Siate sicuri, come solo lo è il generale Bajwa, che è questa gente e non “fanatici radicali musulmani” che sono dietro l’ultima tornata di massacro a Quetta.

 

L’ultima uscita sui False Flag  ORLANDO FALSE FLAG  che tratta anche degli attentati di Nizza e di Monaco.

Fate click qui per ulteriori informazioni

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