REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Iann Greenhalgh

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE

daesh

Per coloro che sono consapevoli della reale natura dell’ISIS, questo rapporto non rappresenta una sorpresa. Rivela che che le forze dell’ISIS sono costituite da un mucchio di mercenari stranieri importati in Siria da agenti dell’Arabia Saudita, della Turchia del Qatar e dei loro alleati occidentali, specialmente Gran Bretagna e USA. La rivelazione che il 60% di questi mercenari stranieri sono americani ed europea, è abbastanza scioccante; noi sappiamo che questi uomini da quei paesi sono in un numero perfino maggiore di quanto sospettavamo. Un argomento che il rapporto non sfiora è su quanto sia grande la porzione delle forze dell’ISIS che combattono nel nord della Siria intorno ad Aleppo, da ascrivere a soldati dell’esercito turco senza divisa che pretendono di farsi passare da marmaglia vestita di nero di tagliatori di teste.
FARS
Circa 360.000 stranieri hanno combattuto contro il governo siriano fin dall’inizio dello scoppio della crisi nel paese arabo dal marzo 2011, rivela un rapporto di un centro di ricerche della Germania.
Oltre 95.000 terroristi sono stati uccisi, per cui circa altri 90.000 ora stanno prendendo parte attiva ai combattimenti contro il governo di Damasco, afferma il centro tedesco di ricerche, Vril.
Si afferma che su 360.000 terroristi combattenti il governo siriano, provenienti da 93 paesi, 215.000 siano americani ed europei.

Il rapporto afferma che i sauditi hanno avuto il più alto numero di perdite in Siria, 5.990 su 24.500 terroristi sauditi sono stati uccisi dal marzo 2011.

In un rilevante sviluppo in maggio, nuovi documenti di organizzazioni che si occupano di diritti umani, hanno rivelato che un uomo di origini miste, siriano -saudite sia stato il burattinaio dell’infiltrazione di oltre 6.000 terroristi da paesi europei in Siria.

I documenti della ricerca affermano che: “Tarrad Mohammad al-Jarba, siriano di origine che in seguito ha ottenuto la cittadinanza saudita è stato il comandante dell’ISIS incaricato del reclutamento di forze fresche dai paesi europei e del loro trasferimento nei campi di battaglia siriani. 

I documenti continuano dicendoci che Tarrad è stato ospite della patrie galere dell’Arabia saudita per almeno quattro anni. In seguito è riuscito a scappare dalla prigione e ad congiungersi all’ISIS.

Il giornale AL-Watan, nello stesso tempo, ha affermato che al-Jarba non è il vero cognome di Tarrad.  Tarrad è parente di Hareth al.Zari, l’ex segretario generale dell’Ulema iracheno che è stato ucciso in Giordania lo scorso anno.

Il Daily Telegraph ha anche scoperto prima che il vero cognome usato dal trentaseienne al-Jarba, che ha anche usato il cognome al-Haraki, era Abu Mohammad al-Shamali.

Il Telgraph ha aggiunto che al -Shamali era responsabile del trasferimento di 6.000 terroristi, un terzo dei terroristi non siriani, in sirio nel giro di di due anni, dal 2013 al 2015.

Il Telegraph continua dicendo che i cognomi di al-Jarba e di al-Haraki possono essere riscontrati in cima ai moduli di reclutamento di forze fresche condotte sui campi di battaglia siriani.

Il ministro siriano delle Informazioni, Omran al-Zoubi all’inizio di questo mese, ha comunicato che migliaia di terroristi hanno attraversato i confini, entrando nel suo paese, all’inizio di maggio o negli ultimi giorni di aprile.

Circa 6.000 terroristi hanno oltrepassato il confine e sono entrati in territorio siriano negli scorsi giorni, ha detto al-Zoubi.

Alla fine di aprile, il primo ministro siriano Wael Nader al-Halqi ha ammonito che 5.000 militanti freschi hanno attraversato il confine nelle province nordoccidentali di Aleppo ed Idlib dalla Turchia, facendo notare che l’accordo di cessate il fuoco è stato violato da certune parti.

Al-Halqui ha detto: “Alla fine noi vediamo come Arabia Saudita, Turchia e Qatar, nonché i loro alleati occidentali come Gran Bretagna e Francia, non aver alcun vero desiderio di portare avanti il processo di una composizione politica in Siria”.

Il primo ministro ha anche insistito che “fanno proprio l’opposto, aiutando l’incremento dell’attività terroristica e armando i terroristi. La scorsa settimana, più di 5.000 miliziani hanno oltrepassato il confine con la Turchia, entrando nelle province di Aleppo e di Idlib.

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