REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di YURIY RUBTSOV

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros

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Avrete sentito sui media occidentali, questa settimana, accusare la Russia di stare violando il Trattato di non proliferazione atomica, non distruggendo la quota prestabilita di plutonio pronto all’uso bellico.

E’ vero?

C’è qualcosa che spinge la Russia a questa decisione?

Sì, c’è qualcosa ed è molto grave.

Parlando alla Minot Air Force Base (North Dakota), lunedì, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti,  Ashton Carter ha accusato la Russia di “far tintinnare le sciabole nucleari” e ha sostenuto che, anche se la Guerra Fredda è finita da un pezzo, l’esercito degli Stati Uniti ha ancora bisogno di armi nucleari per dissuadere la Russia e altri potenziali aggressori dal pensare di potersela cavare con un attacco nucleare.

Tuttavia, sapendo che sarebbe stato difficile vendere l’immagine dei “russi aggressori” come suicidi, (tutti bruceranno in una guerra nucleare globale, compresi quelli che l’hanno iniziata), il capo del Pentagono si è affrettato a dire che la gente non dovrebbe probabilmente aspettarsi un conflitto globale. “Oggi, ha affermato, “un fatto che fa riflettere è che l’uso più probabile delle armi nucleari non è il massiccio scambio nucleare del classico tipo della Guerra Fredda, ma piuttosto il ricorso dissennato a più piccoli ma comunque terribili attacchi improvvisi da parte, per esempio, della Russia o della Corea del Nord“.

Il modo con cui Ashton Carter spaventato il pubblico potrebbe essere considerato un tentativo banale di ottenere ancora più soldi per modernizzare le armi nucleari americane e i loro vettori. Sembra che i citati 108 miliardi di dollari, che verranno utilizzati per questo scopo nel corso dei prossimi cinque anni, non siano sufficienti per il Pentagono.

Il discorso di Carter nel Nord Dakota non si è limitato a questo. Il capo del Pentagono ha anche espresso posizioni di natura legale politico-militare e internazionale.

Vorrei chiedere: che cosa esattamente  ha fatto la Russia, per giustificare l’accusa del Segretario della Difesa degli Stati Uniti che Mosca stia preparando “improvvisi terribili attacchi” coinvolgenti l’uso di armi nucleari? Ha forse proferito minacce che hanno reso il mondo più instabile? O ha abbandonato i suoi obblighi internazionali? O sta seguendo l’esempio dell’America, schierando armi nucleari al di fuori dei suoi confini?

Possiamo supporre che le risposte negative a tutte queste nostre domande non si trovino presso il signor Carter, ma c’è un esperto che può rispondere nella stessa scia da cui  Carter non può prescindere così facilmente e questo è uno dei suoi predecessori presso il Dipartimento degli Stati Uniti della Difesa, l’ex Segretario alla Difesa americano William Perry. Quandogli fu chiesto dai giornalisti quanto il mondo fosse diventato più instabile negli ultimi anni, Perry rispose: “Fondamentalmente nulla è cambiato … Il numero di armi è sufficiente a distruggere, a cancellare tutta la civiltà … Non ce ne vogliono molte di più. Abbiamo ancora più di 1.000 armi nucleari in allerta, pronte a partire“.

In altre parole né la posizione né della Russia come potenza nucleare, né lo stato delle capacità nucleari americane dà motivo ai guerrafondai per una rapida modernizzazione delle forze nucleari strategiche (deterrenti nucleari). A questo proposito William Perry ha involontariamente disarmato il suo successore.

E’ impossibile ignorare il fatto che Carter classifica la Russia a fianco della Corea del Nord tra i “potenziali aggressori” intenti a preparare “terribili attacchi improvvisi”. Egli è disposto ad ammettere che la Russia e la Repubblica Popolare Democratica di Corea sono paesi molto diversi, ma apparentemente li accomuna per il fatto che entrambi sono pronti a ricorrere ad un attacco “nucleare per cercare di costringere un avversario convenzionalmente superiore a fare marcia indietro o abbandonare un alleato durante una crisi”.

E’ significativo che, all’unisono con Carter, anche Theresa May abbia ricordato la Russia e la Corea del Nord come potenziali minacce nel suo primo discorso parlamentare, da Primo Ministro del Regno Unito, quando ha giustificato la necessità di modernizzare l’arsenale nucleare del Regno Unito.

Se Pyongyang aspira a diventare un membro a pieno titolo del club nucleare in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite, ad effettuare i test di armi nucleari e dichiara la sua volontà di lanciare un attacco nucleare contro gli Stati Uniti e le forze armate della Corea del Sud in caso di provocazione nella regione dell’Asia-Pacifico, allora come è che nulla di tutto questo c’è nelle azioni della Russia? Non c’è. Eppure il capo del Pentagono ha portato ad esempio di minaccia nucleare la Russia e la Corea del Nord  e ha senza dubbio dato un senso a questo. Si deve supporre che Mosca trarrà le sue conclusioni.

Tuttavia c’è un altro aspetto nella definizione di Ashton Carter di Russia e Corea del Nord come le principali minacce nucleari. Mentre la Russia, la Cina, la Corea del Nord e l’Iran sono stati identificati nella strategia militare nazionale degli Stati Uniti, aggiornata lo scorso anno, come «Stati revisionisti» che devono essere neutralizzati, l’Iran e la Cina ora sono (prendete nota!) scomparsi dal gruppo tradizionale dei “cattivi globali”. Il perché dell’Iran – a seguito della chiusura del dossier nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni internazionali – è comprensibile. Ma la Cina? Oppure sullo sfondo del “pericolo russo”, gli Stati Uniti non considerano le armi nucleari della Cina come una minaccia?

Difficile. E’semplicemente che con una tale curiosa selezione di obiettivi, Carter mira a dividere Pechino e Mosca, che detengono simili e in alcuni casi identiche posizioni su una serie di questioni chiave della stabilità strategica e del rafforzamento del regime deterrente nucleare.

Si deve  prendere in considerazione solo l’iniziativa congiunta di Russia e Cina per evitare il posizionamento delle armi nello spazio, che è stata annunciata nel corso della 70° Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’anno scorso e che per inciso è stata respinta dagli Stati Uniti. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che ha parlato alla 71° Sessione in corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, “l’avvio di negoziati sostanziali sul … progetto di Trattato russo-cinese di non dispiegamento di armi nello spazio potrebbe porre fine alla situazione di stallo di componenti chiave del meccanismo di disarmo multilaterale, la Conferenza per il Disarmo“.

Il lungo discorso di Ashton Carter presso la base militare in Nord Dakota non conteneva un singolo fatto concreto che avrebbe implicato la Russia nel tentativo di minare la stabilità strategica, ma sono gli Stati Uniti che stanno intraprendendo tentativi del genere. Basti pensare ai piani americani di distribuire armi nucleari ammodernate supplementari, le bombe  “general-purpose”  B61-12 bombe, in Europa. Ci saranno parecchie di queste bombe americane nel Vecchio Mondo, le stime variano da 250 a 400 bombe. E il fatto che queste nuove bombe sono “più etiche”, come il Pentagono ammette, cioè hanno un rendimento più piccolo, aggrava solo la situazione. Una resa più piccola, ma maggiore precisione. Ciò potrebbe suggerire che esse stiano per essere usate contro obiettivi militari, anche in aree densamente popolate.

Infine gli Stati Uniti stanno progettando di dare il diritto di controllo sull’uso di questi sistemi d’arma nucleari ai loro alleati europei e stano già addestrando i piloti militari della Polonia e degli Stati baltici su come utilizzare le armi nucleari. Questa è una diretta violazione del trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, come recentemente sottolineato dal Vice Ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov.

Accusando la Russia senza prove, di aver intenzione di discostarsi dalle “regole di lunga data circa l’utilizzo delle armi nucleari”  (per citare ancora una volta il discorso di Carter), gli Stati Uniti stanno usando questa affermazione come copertura per le proprie azioni, poiché stanno minando il regime di non-proliferazione nucleare.

Yuriy RUBTSOV YURIY RUBTSOV è  Dottore in Storia, all’Università Militare del Ministero della Difesa della Federazione Russa

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