REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI PAVEL KRASNOV

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros

Quando si parla di repressioni di massa che avvennero durante gli anni di Stalin, la propaganda antisovietica afferma i seguenti punti:
  • 20 milioni di sovietici furono uccisi duranti la II GM e altri 20 dal governo nel corso della guerra contro il proprio popolo;
  • 10 milioni furono giustiziati;
  • 40, 50, 120 (!) milioni furono spedite nei campi di concentramento e di lavoro;
  • la stragrande maggioranza dei detenuti in questi campi era innocente, in quanto è ovvio che difficilmente 40 milioni di persone siano tutte dei criminali;
  • quasi tutti i prigionieri furono costretti a costruire canali o furono mandati a disboscare la Siberia dove la maggior parte trovò la morte;
  • perfino i “gulagisti” più famoso sostengono che le repressioni di massa non cominciarono che nel 1933-1935. Questo comporta che tutti questi eventi avvennero in un arco temporale di 15-20 anni che comprende gli anni della guerra;
Quando si chiede: “Perché la gente non si è ribellata mentre veniva sterminata?”, loro rispondono:”La gente non sapeva”. Il fatto che la gente non conoscesse la scala della repressione non solo è confermato da tutti coloro che hanno vissuto in quell’epoca, ma anche da numerosi documenti e testimonianze scritte.
Per quanto perentorie possano apparire queste affermazioni, invero sollevano parecchie domande a cui semplicemente non si può dar risposta.
Da dove proviene un numero così grande di detenuti? All’epoca 40 milioni di persone corrispondevano alla popolazione dell’Ucraina e della Bielorussia prese insieme, o alla popolazione della Francia, o ancora alla popolazione urbana dell’intera Russia dell’epoca. L’arresto e la deportazione di migliaia di ingusci e di ceceni nel 1944 fu notata dalla gente come un grande evento. Quindi perché l’arresto e il trasporto di parecchi milioni di persone avvenne senza che nessun testimone oculare dell’epoca se ne accorgesse? Durate la famosa “evacuazione all’est” delle industrie del 1941-1942, 10 milioni di persone si spostarono dietro gli Urali lontano dalla linea del fronte. Gli evacuati furono collocati in scuole, in rifugi di fortuna scavati nel terreno, presso altre famiglie, insomma dovunque fosse possibile. Questo evento è ricordato da tutta la generazione più anziana. Se lo spostamento di 10 milioni di persone ha provocato un’enorme risonanza pubblica del genere, che cosa sarebbe successo con il trasferimento di 45, 50, 60 milioni di persone? Anche se lo spostamento fosse avvenuto poco per volta per 10-15 anni, avrebbe comunque richiesto l’arresto e la deportazione di almeno 2-3 milioni di persone all’anno inclusi gli anni della guerra.
La stragrande maggioranza dei testimoni oculari del’epoca hanno notato gli spostamenti delle masse dei prigionieri di guerra tedeschi dopo la II GM verso i posti di lavoro, come i siti di costruzione. Per esempio ancora oggi la gente ricorda che “questa strada fu costruita dai tedeschi”. C’erano 3 milioni di tedeschi prigionieri di guerra in URSS e il risultato del loro lavoro non passò inosservato. Cosa sarebbe successo nel caso di un numero di prigionieri maggiore di 10, 20 volte? Solo il fatto dei loro spostamenti da e verso i luoghi di lavoro avrebbe colpito profondamente l’intera popolazione dell’URSS e se ne sarebbe parlato per le decadi a venire. E’ mai successo questo? No.
Com’è possibile trasferire un numero così grande di persone attraverso località selvagge (taiga) e quale tipo di mezzi di trasporto disponibili a quell’epoca furono usati? La costruzione diffusa di strade in Siberia cominciò solamente alla fine degli anni ’30 e fu quasi interamente arrestata durante la guerra. La movimentazione di milioni di persone nella taiga senza strade a disposizione non è proprio possibile, non vi è alcun modo di rifornirli durante il lungo viaggio.
Dove furono alloggiati i detenuti. Si è detto che i prigionieri vivessero in baracche, ma anche la più grande baracca non può ospitare più persone di un edificio a cinque piani. L’alloggiamento di 40 milioni di persone richiederebbe la costruzione di dieci città della grandezza di Mosca. Dove sono le tracce di questi insediamenti? Tutte le prove puntano verso la non esistenza di questo fatto.
Se un tale numero di detenuti fosse stato distribuito in molti piccoli campi dislocati nelle terre selvagge, sarebbe stato impossibile rifornirli e trasportarvi i prigionieri senza strade. Per di più questi campi non potevano essere collocati troppo vicini a strade o città poiché risultava impossibile nasconderli e tutti avrebbero saputo della loro esistenza.
Il famoso canale Belomor fu costruito da 150.000 prigionieri, l’opera portuale e idraulica di Kirovsk da 90.000. L’intero paese sapeva che erano stati costruiti da prigionieri. Questi numeri sono un nulla se paragonati alle decine di milioni di schiavi che avrebbero lasciato dietro di loro queste strutture veramente gigantesche. Dove sono queste strutture e qual’è il loro nome? Ci sono molte altre domande che non hanno risposta.
In quale modo un numero così grande di persone poteva essere nutrito? Anche se presumiamo che fossero nutriti con le razioni della Leningrado assediata (250 grammi di pane al giorno per ogni adulto in grado di lavorare), nondimeno sarebbero stati necessari almeno 5.000 tonnellate di pane al giorno, senza considerare le necessità delle guardie dei campi.
Molti hanno visto immagini della celebre “strada della vita”, una strada che attraverso il lago Ladoga ghiacciato giungeva a Leningrado assediata, strada usata durante la guerra. In quelle immagini si possono vedere file infinite di autocarri da 1,5 e 3 tonnellate, praticamente i soli mezzi trasporto oltre la ferrovia. La popolazione della Leningrado sotto assedio ammontava a 2 milioni. La lunghezza della “strada della vita” era solo di 60 km, ma il trasporto di rifornimenti anche su una distanza così breve rappresentava un problema estremamente serio. La più grande difficoltà non era rappresentata dai bombardamenti tedeschi che neanche per un giorno interruppero la linea dei rifornimenti, ma dalla scarsa capacità logistica di una strada di campagna (com’era in realtà la “strada della vita”). Come possono i sostenitori dell’ipotesi delle repressioni di massa raffigurarsi il quadro dei rifornimenti di 10-20 città della grandezza di Leningrado, collocate a centinaia o migliaia di chilometri dalle strade più vicine? Com’era possibile trasportare la produzione dei prigionieri utilizzando i mezzi di trasporto di allora? Non aspettatevi alcuna risposta a questa domanda, non ne avrete proprio.
Dove erano detenuti gli arrestati? Un detenuto in attesa di giudizio non viene detenuto insieme ai condannati che già scontano la pena. Allo stesso modo questi non erano detenuti in regolari prigioni, fatto che significa che dovevano essere rinchiusi in strutture di custodia preventiva e quindi in ogni città ci dovevano essere delle strutture in grado di contenere migliaia di persone. Ci dovrebbero essere state strutture veramente massicce come la famosa Butyrka, il più grande carcere della Russia adibito alla custodia preventiva che poteva ospitare un massimo di 7.000 detenuti. Anche se la costruzione di queste gigantesche prigioni fosse passata inosservata alla gente, queste prigioni sarebbero state impossibili da camuffare in modo da trarre in inganno. Queste particolari e gigantesche costruzioni sono forse sparite dopo l’epoca di Stalin? A proposito dopo il golpe di Pinochet in Cile, 30.000 arrestati furono rinchiusi negli stadi, fatto che fu notato immediatamente dal mondo intero. Quindi cosa possiamo dire al riguardo quando si parla di milioni di prigionieri?
Alla domanda: “Dove sono le fosse comune di milioni di innocenti assassinati?”, non avrete nessuna risposta udibile. Dopo l’isteria della perestrojka ci si aspettava delle scoperte di questi siti di sepoltura di massa insieme all’inaugurazione di monumenti ed obelischi proprio in questi luoghi, ma nessun sito del genere fu mai scoperto.  Il fatto delle esecuzioni di massa e delle conseguenti fosse di una scala così enorme è impossibile da nascondere. Ad esempio, le fosse di Babij Yar sono note al mondo intero e durante il 1941-1943, l’intera Ucraina era a conoscenza di questo centro nazista di esecuzioni di massa. In quegli anni si stima che da 70.000 a 200.000 persone siano state uccise e seppellite a Babij Yar. Se fu impossibile nascondere queste esecuzioni, cosa si può dire di esecuzioni 50-100 volte maggiori.
La questione della grandezza delle repressioni può trovare risposta con solo semplice esempio: si sa che circa 8 milioni di soldati sovietici morirono nella guerra e che 30 milioni di cittadini sovietici furono arruolati nell’esercito sovietico durante la guerra. In ogni famiglia sovietica, almeno uno (normalmente di più) fra i parenti stretti prestò servizio nell’esercito durante la guerra. Nella maggior parte di queste famiglie almeno un parente stretto morì al fronte. E’ successo qualcosa di simile nelle repressioni di massa, dal momento che i numeri supposti sono molto più grandi? Ci sono stati in ogni famiglia sovietica almeno uno o due “giustiziati” e numerosi “repressi”?
Ritengo che i fatti e le argomentazioni di cui supra sono più che sufficienti a provare che non ci furono repressioni di tale entità. Nessuno fino ad ora è stato in grado di controbattere. Anche se uno di questi fatti possa essere suscettibile di argomentazioni contrarie manipolando i dati, non possono essere confutati tutti nel loro insieme. Il completamento delle simulazioni di anche solo una parte di queste condizioni è impossibile.
Queste cifre colossali non sono state prese a caso dai falsificatori. Questi enormi numeri colpiscono profondamente le persone, creando forti emozioni e queste forti emozioni bloccano la capacità di analisi critica. Le vittime di tali manipolazioni non possono credere che qualcuno possa mentire a questo modo. Metodo largamente usata dalla propaganda nazista.
Ogni psicologo sa che per ogni individuo medio, qualsiasi cosa che ecceda in grandezza la cifra di circa centomila viene classificata in un vago “tantissimo”. Così, se per esempio si dice che cento milioni di persone sono morte, un individuo medio può facilmente crederci, in quanto non ha mai a che fare con numeri del genere nella sua vita quotidiana.

 

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2 pensieri su “Un’analisi logica della teoria delle “repressioni di massa”

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