REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI GROVER FURR

Professore della Montclair State University, Montclair, NJ 07043 Stati Uniti d’America. Quello che segue è una presentazione tenuta alla 7° Forum Mondiale del Socialismo, del Centro di Ricerche per il Socialismo Mondiale Research Center, presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS), il 22 ottobre 2016.

FONTE

TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS
La personalità e gli scritti di Leon Trotsky sono stati a lungo un punto di raccolta nel mondo per gli anticomunisti, ma durante gli anni ’30 Trotsky deliberatamente mentì nei suoi scritti a riguardo di Joseph Stalin e dell’Unione Sovietica. Nel mio nuovo libro, Trotsky’s Amalgams, discuto alcune delle menzogne di Trotsky che hanno ingannato la gente e demoralizzato i comunisti onesti per decadi.
Nel gennaio del 1980 l’Archivio Trotsky dell’Università di Harvard venne aperto ai ricercatori. Nel giro di pochi giorni Pierre Broué, il più importante storico trozkista del tempo, scoprì che Trozky aveva mentito. Trotsky aveva sempre negato che alcun “blocco degli oppositori”, includente anche i trozkisti, fosse mai esistito in Unione Sovietica. Trozky definiva questo un “amalgama”, volendo alludere che fosse una montatura da parte di Stalin. Questo “blocco” fu il principale soggetto del Primo e del Secondo Processo di Mosca del gennaio 1937 e del marzo 1938. Broué dimostrò, grazie alle lettere di Trotsky e del figlio Leon Sedov, conservate nell’Archivio Trotsky, che questo blocco in realtà esisteva.
Nel 1985 lo storico americano Arch Getty scoprì che l’Archivio Trtosky di Harvard era stato sì ripulito dai materiali compromettenti, ma in modo incompleto. Anche Getty trovò le prove che Trotsky invece era rimasto in contatto con alcuni dei suoi vecchi sostenitori all’interno dell’Unione Sovietica. Trosky negò sempre strenuamente questo, affermando di aver tagliato ogni tipo di legame con coloro che avevano “capitolato” dinanzi a Stalin e che avevano pubblicamente rinunciato alle idee trozkiste. Di nuovo Trosky stava mentendo. Nel 2010 il ricercatore svedese Sven-Eric Holmström, pubblicò un articolo sulla questione dell’ Hotel Bristol nel quadro del Primo Processo di Mosca dell’agosto 1936. In codesto articolo Holmström dimostra che Trotsky mentiva per l’ennesima volta.
Nel 2005 cominciai a studiare in modo sistematico tutte le accuse contro Stalin e Beria che Nikita Khruschev fece nel suo infame “Discorso segreto”. Scoprii che neanche una delle cosiddette “rivelazioni” di Khruschev poteva essere supportata da prove, ma durante gli anni ’30 Trotsky aveva rivolto lo stesso tipo di accuse a Stalin che in seguito furono ripetute da Khruschev. Il fatto che Khruschev non fece altro che mentire, suggeriva che anche Trotsky aveva mentito. Grazie a Broué e a Getty potei sapere che trotsky aveva mentito su punti molto importanti. Ogni investigatore, in ogni giallo, deve chiedersi:”Costui su che altro mente?”.
Stabilii di studiare i suoi scritti per determinare quali affermazioni di Trotsky potessero essere verificate. In questo modo avrei avuto delle prove indipendenti per controllare la veridicità di ogni accusa che Trotsky scagliò contro Stalin, trovai che Trotsky di nuovo aveva mentito. Oggi ho talmente tante prove che non basta un libro per racchiuderle tutte. Così ci saranno 2 altri volumi sulle menzogne di Trotzky. Il secondo volume sarà pubblicato all’inizio del 2017.
Tra il settembre 2010 e il gennaio del 2013, feci ricerche e scrissi un libro sull’assassinio di Sergei Mironovich Kirov del 1 dicembre 1934, il Primo segretario del Partito di Leningrado. Quel libro, The Murder of Sergei Kirov, fu pubblicato nel giugno 2013. L’assassinio di Kirov è la chiave dell’alta politica sovietica del resto degli anni ’30:

  • i tre Processi pubblici di Mosca, dell’agosto 1936, del del gennaio 1937 e del marzo 1938, talvolta definì “Processi farsa”;
  • la “Purga contro i militari” o la “Questione Tukhachevsky” del maggio e del giugno del 1937;
  • l’Ezhovshchina, dal luglio 1937 all’ottobre 1938, che gli accademici anticomunisti chiamano “Grande terrore” sulla scia del libro disonesto di Robert Conquest.

Trotsky scrisse anche sull’inchiesta sull’assassinio di Kirov. Egli identificò gli articoli che leggeva sulla stampa comunista francese e sovietica. Scoprii che Trotsky mentiva su quello che questi articoli raccontavano sull’inchiesta circa l’assassinio di Kirov. Trosky fabbricò una storia secondo cui Stalin e i suoi collaboratori erano responsabili della morte di Kirov. Ancora una volta Trotsky mentiva su quello che aveva letto sul giornale francese comunista L’Humanité e sulla stampa sovietica,a cui Trotsky accedeva nel giro di un solo paio di giorni dalla pubblicazione a Mosca.

Le menzogne di Trozky dovrebbero essere immediatamente evidenti a chiunque confronti gli articoli dei quotidiani russi e francesi, che egli leggeva e che affermava di analizzare e studiare accuratamente. Sembra che nessuno fino ad oggi l’abbia mai fatto. Il risultato fu che la versione falsificata da parte di Trosky dell’assassinio di Kirov, che Stalin e il NKVD avessero ucciso Kirov, fu ripresa non solo dai suoi seguaci ma anche da Nikita Khruscev.
Nel suo “Discorso Segreto”, completamente falso, Khruschev aggiunse ulteriore credibilità alla storia che “Stalin uccise Kirov”. Khruschev e i suoi scrittori di discorsi probabilmente attinsero direttamente da Trotsky. La favola di Trotsky secondo cui “Stalin aveva ucciso Kirov” fu trasmessa da Khruschev ai professionisti della propaganda anticomunista come Robert Conquest e parecchi altri. Alla fine degli anni ’80 gli uomini Mikhail Gorbachev cercarono fallendo, di trovare negli archivi sovietici prove a supporto di questa storia.
Aleksandr Iakovlev, ideologo di punta, lì rispedì a scartabellare gli archivi per cercare di nuovo. Ancora una volta gli uomini della squadra di ricerca del Politburo non trovarono alcuna prova che potesse suggerire l’uccisione di Kirov da parte di Stalin. La storia della montatura “Stalin uccise Kirov” è un buon esempio di un certo numero di balle vere e proprie inventate da Trotsky siano state recepite dagli anticomunisti sovietici come Khrushcev e Gorbachev e dagli anticomunisti filocapitalisti dell’Occidente. Nel mio nuovo libro Trotsky’s “Amalgams” rivelo e discuto una seria di altre deliberate bugie da parte di Trotsky su Stalin e l’Unione Sovietica. Tutte queste balle sono state adottate dagli anticomunisti e dai trozkisti. Nel secondo e nel terzo volume di questo libro tratterò degli intrighi di Trotsky con i sabotatori e con i fascisti all’interno dell’URSS, con i nazisti e con i militaristi giapponesi.
All’inizio del 1937, Trosky riuscì a persuadere John Dewey, il famoso pedagogo, e alcuni altri, a tenere udienze per determinare se le accuse rivolte a Trotsky, nei “Processi farsa” del’agosto 1936 e del gennaio 1937 a Mosca, fossero vere. La Commissione stabilì decisamente che Trotsky fosse innocente e che i Processi di Mosca fossero una mera macchinazione. Ho studiato con molta attenzione le 1.000 pagine dei materiali della Commissione Dewey. Ho scoperto che la Commissione fu fu disonesta dimostrando una disarmante incompetenza. Fece errori su errori nei ragionamenti logici. La cosa più interessante è che Trotsky mentì alla Commissione parecchie volte. Non sarebbe stato possible che la Coomissione abbia dichiarato Trotsky “non colpevole” se i membri fossero stati a conoscenza che Trotsky stava loro mentendo. Vorrei menzionare brevemente due sezioni del mio libro. Sono: il mio progetto di verifica, che è mirato a controllare le testimonianze del Processi di Mosca e la mia disamina degli errori che commette la maggior parte dei cultori della storia sovietica, errori che li rendono incapaci di comprendere il significato delle prove che ora abbiamo.
La testimonianza resa dagli accusati nei tre Processi di Mosca pubblici è universalmente dichiarata falsa. Estorta ad uomini innocenti dall’accusa, il NKVD. “Stalin”. Non c’è mai stato un brandello di prova a sostegno di questa nozione. Nondimeno è ostinatamente ripetuta da TUTTI gli specialisti in storia sovietica, come da tutti i trozkisti. Grazie agli anni passati ad identificare, cercare, collocare nello spazio gli eventi, ottenere e studiare fonti primarie, ho compreso che oggi ci sono abbastanza prove per controllare molte delle affermazioni fatte dagli imputati ai Processi di Mosca. Ho dedicato i primi 12 capitoli di Trotsky’s Amalgam ad una accurata verifica di molte dichiarazioni degli imputati dei Processi di Mosca, confrontandole con prove oggettive ora disponibili; viene fuori che gli imputati dei Processi di Mosca stavano dicendo la verità. Trostky, Khruschev e i suoi uomini, gli “esperti” sovietici della “guerra fredda”, Gorbachev e i suoi uomini e gli accademici di oggi specializzati in studi sovietici, tutti affermano che i Processi furono una montatura. Con le prove ho dimostrato che si sbagliano. Le dichiarazioni testimoniali (confessioni) rese ai Processi di Mosca sono quello che dicono di essere: dichiarazione che gli imputati hanno scelto di rendere. Ho sottoposto a verifica tutto questo con una una gran messe di riscontri probatori al di fuori degli stessi processi e e perfino al di fuori dell’Unione Sovietica. Questa è una conclusione importante. Questo risultato in se stesso invalida il “paradigma antistaliniano” della storia sovietica. E contribuisce anche ad invalidare la versione di Trosky della storia sovietica, versione cui il movimento trozkista oggigiorno continua a credere e a diffondere.
Quelli tra noi, ricercatori, attivisti e altri, che vogliono trovare la verità sulla storia sovietica del periodo di Stalin e che non vogliono attenersi meramente alle nostre idee preconcette, ora sono in possesso di una quantità di risultanze che rovesciano completamente la convenzione del paradigma antistaliniano della storia sovietica. I fatti inclusi sono i seguenti:
  • il fatto che Nikita Khruschev abbia mentito in ogni accusa contro Stalin (e Lavrenti Beria) nel suo sconvolgente “Discorso Segreto” al XX Congresso del CPSU del febbraio 1956. Questo vuol dire recisamente che i ricercatori di Khruschev non trovarono alcun vero “crimine” di Stalin o Beria e così furono costretti alla falsificazione.
  • il fatto che, nonostante una certosina ed estenuante ricerca negli archivi nel 1962-1964, la “Commissione Shvernik” di Khruschev non poté trovare alcuna prova che suggerisse che gli imputati del Processi di Mosca o quelli dell’ “Affare Tukhacewsky” fossero vittime di una “montatura” o che in qualche modo avessero mentito nelle loro confessioni.
  • il fatto che neppure i ricercatori di Gorbachev e di Eltsin o altri ricercatori anticomunisti, che fin da allora avevano avuto ampio accesso agli archivi ex sovietici, sono stati in grado di trovare alcuna prova che possa confutare le conclusioni nel caso dell’assassinio di Kirov, nei Processi di Mosca o nelle Purghe dei militari.
  • il fatto che le confessioni ai Processi di Mosca, sono autentiche.
  • il fatto che Ezhov e solo Ezhov, non Stalin e i suoi sostenitori all’interno della dirigenza sovietica, è responsabile per le esecuzioni di massa del periodo maggio 1938 – novembre 1939, conosciuto dagli accademici come “Ezhovshchina” e dai propagandisti anticomunisti come “Grande Terrore”.
  • il fatto che, nei suoi scritti sull’URSS dopo l’omicidio di Kirov, Trotsky mentì parecchie volte per coprire la sua complicità nei complotti.
  • il fatto che la maggior parte degli odierni accademici che si occupano del periodo di Stalin in URSS mentono per ingannare i loro lettori. Questo, tuttavia, può essere scoperto solo studiando approfonditamente e meticolosamente le loro fonti. La scuola trotzkista è fortemente ancorata in modo parassitico alla scuola anticomunista maggioritaria. Di seguito un esempio. In una recensione apparsa sul ferocemente antistaliniano World Socialist Web Site, (wsws.org) del libro Stalin dello storico Stephen Kotkin dell’Università di Princeton, il recensore trozkista si riferisce approvandole, le affermazioni antistaliniane di Oleg Khlevniuk, definendolo il rispettato storico russo Oleg Khlevniuk (link all’articolo). Khlevniuk è un fanatico anticomunista e anche un bugiardo patentato in tutte le sue opere. Khlevniuk è un antistalinista; WSWS.ORG è una pubblicazione trozkista naturalmente antistalinista; quindi i trozkisti concedono “fiducia” al più grande bugiardo anticomunista del mondo odierno! Del resto la scuola maggioritaria anticomunista fu plasmata dagli scritti dello stesso Trotsky per decenni. Trostky, naturalmente, sapeva di mentire:
  1. sul “blocco dei destri, trozkisti, degli zinoveviani e degli altri oppositori”;
  2. sul suo coinvolgimento nell’assassinio di Kirov del dicembre 1934;
  3. sul suo complottare con i congiurati militari dell’Affare Tukhachevsky per un golpe contro il governo di Stalin e per pugnalare alle spalle l’Armata Rossa duranti un’invasione ad opera della Germania o del Giappone;
  4. sul suo complottare con i nazisti e i militaristi giapponesi;
  5. sul suo cospirare con i fascisti e coni suoi seguaci all’interno dell’URSS per sabotare le industrie, i trasporti e le miniere;
  6. sulle accuse e sulle confessioni degli imputati ai Processi di Mosca, che Trotsky sapeva essere autentiche;

Trostky sapeva di aver mentito, più e più volte, nel suo Bollettino dell’Opposizione. Trotsky sapeva di ripetere le stesse menzogne alla Commissione Dewey.

La Guerra Civile Spagnola
E Trotsky sapeva di mentire ai suoi seguaci, inclusi quelli più stretti come Andreas Nin, Erwin Wolf e Kurt Landau. Nin era stato uno dei più stretti assistenti politici di Trotsky. Si supponeva che Nin avesse rotto con Trotsky nel 1931, ma nel 1930 Nin scriveva in un giornale trozkista che i seguaci di Trozky in URSS che avevano ritrattato la loro fede politica in Trotsky e promesso fedeltà alla linea del Partito, l’avevano fatto in malafede. L’avevano fatto per rimanere nel Partito per continuare a reclutare altri complici dei loro complotti segreti. Quindi, benché Nin avesse apertamente rotto con il movimento trozkista in senso organizzativo, le sue azioni i Spagna suggeriscono che si trattava di una copertura per mantenere un collegamento segreto con Trotsky.
Anche i comunisti spagnoli e il NKVD sovietico condividevano questo sospetto. Nin divenne uno dei capi del POUM, un partito antisovietico e antistalinista che era molto amichevole verso Trostky. Erwin Wolf andò in Spagna come rappresentante politico di Trotsky. Egli operava in questo modo per guidare una “rivoluzione” contro la Repubblica Spagnola, giusto nel mezzo della guerra con fascisti spagnoli aiutati da Hitler e Mussolini. Nin e Wolf corsero questi rischi poiché credevano che Trotsky fosse innocente dalle accuse che erano state fatte contro di lui nei Processi di Mosca. Ritenevano Trotsky e non Stalin, un vero comunista e un vero rivoluzionario. Di conseguenza pensavano di andare in Spagna per fare ciò che Lenin avrebbe voluto.
Nel maggio 1937 una rivolta scoppiò contro il governo della Spagna repubblicana a Barcellona. Il POUM e i trozkisti spagnoli aderirono entusiasticamente a questa rivolta. Wolf e landau pensarono di poter dare inizio a una rivoluzione di stile bolscevico, vedendo se stessi come come novelli Lenin, il POUM come i bolscevichi, il governo repubblicano come i capitalisti e i comunisti spagnoli e sovietici come falsi socialisti alla Kerensky! La “rivolta dei giorni di maggio di Barcellona”, fu una malefica pugnalata alla schiena alla Repubblica durante il tempo di guerra. Fu domata in meno di una settimana. Dopo di che la polizia spagnoloa e il NKVD sovietico diedero la caccia ai trozkisti e alla dirigenza del POUM. Andreas Nin fu certamente rapito, interrogato e quindi ucciso dalla polizie spagnola e sovietica. La stessa fine toccò probabilmente a Landau e a Wolf.
I sovietici sapevano ciò che noi oggi sappiamo: che Trotsky stava cospirando insieme ai tedeschi, ai giapponesi e ai militari implicati nell’ “Affare Tukhachevsky”, ma Nin e Wolf certamente non sapevano nulla di tutto questo. Essi credettero nella professione di innocenza di Trotsky. Se Andreas Nin, Erwin Wolf e Kurt landau, avessero saputo quello che Trotsky sapeva e che noi ora sappiamo, sarebbero andati in Spagna per compiere le istruzione di Trotsky? Impossibile! Quindi Trotsky inviò questi uomini in una situazione estremamente pericolosa mentendo loro sulle proprie azioni e scopi e su quello che Stalin stava facendo. E questo costò le loro vite. La stessa cosa è vero per tutti quei trotzkisti che furono fucilati nella stessa Unione Sovietica. Evidentemente, ce n’erano centinaia. Tutti loro sostenevano Trotsky perché credevano alla sua versione della storia sovietica ed erano stati convinti dagli scritti di Trotsky che Stalin stesse mentendo, che i Processi di Mosca fossero una montatura e che il regime di Stalin avesse abbandonato lo scopo della rivoluzione socialista mondiale. Quegli uomini e quelle donne non avrebbero seguito Trotsky se avessero saputo che stava loro mentendo.
Nel primo capitolo di Trotsky’s “Amalgams” esamino gli errori che molti studiosi di storia sovietica, inclusi gli accademici professionisti, quando si confrontano con prove provenienti da fonti primarie. La verità è che pochi, inclusi gli storici di professione, sanno come esaminare le prove storiche. Pochissimi marxisti hanno dimestichezza con un’esame materialistico delle prove o sono capaci di riconoscere o criticare un argomento idealistico quando se lo trovano di fronte. Questi errori non sono solo errori di “negazione” da parte di persone che non vogliono che siano demoliti i i loro preconcetti filo trotzisti o antistalinisti. La maggior parte o tutti gli stessi errori sono fatti anche dagli antirevisionisti filostalin. Le argomentazioni anticomuniste sono state così soverchianti, non solo nella forma filocapitalista durante la “Guerra Fredda”, ma anche fra gli apparentemente filocomunisti ma in realtà anticomunisti scritti delle ere di Khruscev e di Gorbachev; questo ha degradato il modo di pesare di tutti noi.
Le bugie di Trotsky che Pierre Broué e Arch Getty scoprirono 30 anni fa furono ignorate. Questo stesso fatto merita una spiegazione. Negli anni ’80 e ’90 Broué continuò a trovare e a scriverci sopra, altre menzogne di Trotsky, ma nonostante tutto egli continuò a negare l’importanza di queste menzogne. Broué ignorò anche le scoperte di Getty. Primo, l’Archivio Trotsky era stato “espurgato” del materiale compromettente; secondo, Trotsky era rimasto in contatto con gli oppositori come Radek con cui, spergiurava di aver rescisso ogni legame. Vadim Rogovin, prominente storico trozkista della storia sovietica dell’era di Stalin, si unì alla copertura di Broué ed introdusse anche alcune menzogne di suo. I trozkisti e i guerrafondai della “Guerra Fredda” continuano ad ignorare le scoperte di Broué o in alternativa ripetono l’affermazione di Broué che si tratta di bugie senza alcuna importanza. Noi possiamo capire perché facciano così.
Il fatto che Trotsky mentì, conduce a smantellare quello che io chiamo “paradigma antistalin”: le versioni della storia sovietica proprie dei trozkisti e degli anticomunisti della “Guerra Fredda”. Naturalmente Trotsky doveva mentire.
Egli stava dirigendo una grande congiura per rovesciare Stalin, insieme a molti complici all’interno dell’Unione Sovietica e in seno al Partito Bolscevico, essendo colluso con la Germania nazista, con il il Giappone militarista, con l’Inghilterra e con la Francia. Un complotto richiede segretezza e menzogne. Dopo tutto chi ingannava Trotsky? Non di certo Stalin e il governo sovietico. Essi sapevano che stava mentendo. La conclusione è inevitabile: Trotsky mentiva per ingannare i suoi seguaci! Essi erano i soli a credere a qualsiasi cosa che Trotsky scrivesse.
Credevano che Trotsky fosse il vero, originale leninista di principi che affermava di essere e che Stalin fosse un bugiardo. Questo costò la vita della maggior parte dei suoi sostenitori in Unione Sovietica, allorquando il trozkismo fu messo fuorilegge come alto tradimento dello stato sovietico a causa del complotto di Trotsky con la Germania e con il Giappone. Questo portò i seguaci di Trotsky all’estero a sprecare le loro vite in un culto devoto di un uomo che, in realtà, faceva proprio ciò di cui era imputato di fare dall’accusa e dagli imputati dei Processi di Mosca.
La figura di Leon Trotsky getta un’ombra gigantesca sulla storia dell’Unione Sovietica e quindi sulla storia mondiale del XX secolo. Trotsky fu la più prominente, realmente la sola in vista, figura dell’opposizione nelle dispute di fazione che scossero il Partito Bolscevico negli ani ’20. Fu appunto negli anni ’20 che Trotsky attrasse a sé il gruppo di persone che formarono l’Opposizione Unita e i cui complotti fecero così tanto, irreparabile danno al Partito, al Comintern e al movimento comunista mondiale.

Conclusioni

Cosa implicano le menzogne di Trotsky, di Khruscev e che siano state ignorate per così tanto tempo?

Cosa comporta per la principale questione che dobbiamo affrontare, noi e qualche miliardo di lavoratori nel mondo oggi? Io mi riferisco alla questione del perché il meraviglioso movimento comunista internazionale del 20° secolo sia crollato, il movimento che 70 anni fa, trionfante nella Seconda Guerra Mondiale , nella rivoluzione comunista cinese, nei movimenti anti-coloniali in tutto il mondo, sembrava di essere su punto di porre fine al capitalismo e portare alla vittoria del socialismo mondiale?
Come convincere i lavoratori, gli studenti e gli altri che conosciamo il motivo per cui il vecchio movimento comunista non è riuscito nei suoi scopi e che abbiamo imparato che dobbiamo fare in modo diverso per evitare di ripetere quei fallimenti in futuro? Dobbiamo studiare la questione. Abbiamo anche bisogno di discuterne, trattando e discutendo punti di vista diversi ma documentati.
Quindi dobbiamo difendere l’eredità del movimento comunista internazionale all’epoca di di Lenin e, in particolare, durante il tempo di Stalin. Allo stesso tempo, non dobbiamo avere alcun timore di criticare, in modo da scoprire quali errori abbiano fatto al fine di non ripetere nuovamente gli stessi errori. A mio giudizio, e spero che sia anche il vostro, scoprire le ragioni del crollo del magnifico movimento comunista internazionale del 20° secolo è la più importante questione storica e teorica per tutti gli sfruttati di oggi, vale a dire la stragrande maggioranza del genere umano. Per avere qualche speranza di riuscita, dobbiamo pensare con coraggio, di “andare dove nessuno è mai giunto prima”. Se noi facessimo finta di credere che “Marx ed Engels avevano tutte le risposte” o che “Lenin aveva tutte le risposte” (molti trozkisti, naturalmente, credono che “Trotsky aveva tutte le risposte”), allora avremmo la garanzia, al massimo, di ottenere ben di meno di quello che loro hanno conquistato. Marx ha detto che i grandi eventi storici si verificano due volte “la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa”.

La tragedia del movimento comunista internazionale del 20° secolo è stata, in ultima analisi, quella di non avere ottenuto la vittoria finale. A meno che non capiamo dove hanno sbagliato, siamo destinati alla “farsa.” Potrebbe essere un crimine politico, il nostro crimine. Quindi, dobbiamo guardare con occhio critico a tutta la nostra eredità. Il detto preferito di Marx era: “De omnibus dubitandum” – “Dubita di tutto”. Marx sarebbe stata l’ultima persona al mondo ad escludere se stesso da questo interrogatorio.

La storia non può insegnare direttamente le lezioni. E la storia non è teoria politica. Ma se facciamo le domande giuste, la storia può aiutarci a rispondere. Nel frattempo, tutti noi dovremmo diffondere in tutto il mondo e in ogni modo che, come Kruscev e Gorbaciov, Trotsky ha mentito, mentito dimostrabilmente e palesemente e, per di più, che mentono anche tutti gli “esperti” anticomunisti e antistalinisti ingrassati dalle università e dagli istituti di ricerca capitalisti.

Dobbiamo sottolineare che l’unica via da seguire è quella di costruire un nuovo movimento comunista per sbarazzarci del capitalismo. E che per fare questo, abbiamo bisogno di imparare dagli eroici successi e anche dai tragici errori, dei bolscevichi nel periodo in cui l’Unione Sovietica è stata guidata da Joseph Stalin. La mia speranza e il mio obiettivo è quello di contribuire, attraverso la mia ricerca, a questo progetto che è così vitale per il futuro delle persone che lavorano in tutto il mondo. Grazie.

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6 pensieri su “Le menzogne di Trotsky – Quali sono e cosa significano

  1. IL COMPAGNO TROTSKY POTRA’ PURE ESSERE STATO “UN TRADITORE” COME DITE VOI, RIPRENDENDO LE PIU’ BIECHE TRADIZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA FINE CHE HANNO FATTO LE “REPUBBLICHE SOCIALISTE” DELL’EST EUROPEO, MA STALIN E’ STATO UN ASSASSINO! E NON LO SI PUO’ GIUSTIFICARE PROPRIO IN NOME DEL COMUNISMO! IO VOGLIO UNA SOCIETA’ DI EGUALI E NON UNO STATO DI POLIZIA! SALUTI COMUNISTI, MARIO VIOLA

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  2. siete meravigliosi, vi ringrazio di cuore per tutta la storia di questo secolo che doviziosamente state cercando di riportare alla luce della verita’

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