Il volo di Pjatakov. Capitolo VII

Redazione noicomunisti

Vi presentiamo la VII parte dell’inchiesta realizzata dai compagni di MondoRosso, sull’incontro fra Trotskij e Pjatakov venuto alla luce nei Processi di Mosca. Per i compagni che vedessero casualmente questo post e fossero ignari della vicenda, diciamo che Trotskij non solo ha sempre negato l’esistenza di qualsivoglia cospirazione per rovesciare il potere sovietico ma ha sempre dichiarato di non aver più alcun contatto diretto con i suoi vecchi sostenitori che si trovavano ancora in URSS.
Trotskij mentiva spudoratamente.

Mondorosso

L’alibi tardivo di Trotskij

Giudici lettori: “in tutto ciò che affermate c’è qualche cosa che non quadra. Non si era detto in precedenza che Pjatakov arrivò a Berlino il 10 o l’11 dicembre per una missione diplomatica, e che anche Trotskij alla fine si trovò d’accordo sulla data del 10 dicembre?”

Esatto, alla fine successe così: alla fine, però, e molto malvolentieri da parte di Trotskij.

Giudici lettori: “e non è già emerso che, stando almeno alla narrazione di Pjatakov durante il processo di Mosca del 1937, il viaggio in Norvegia di quest’ultimo si verificò al massimo entro due giorni dal suo arrivo a Berlino?”

Esatto: come vedremo in seguito, anche l’amichevole – verso Trotskij – John Dewey constatò che, seguendo e stando al resoconto di Pjatakov, egli avrebbe attuato il suo volo verso la Norvegia entro e non oltre due giorni dal suo arrivo a Berlino, quindi entro e…

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