L’insurrezione antifascista rumena del 1944, Re Michele ed i comunisti. Una storia complessa, sotto l’insegna dell’eroismo.

L’insurrezione antifascista rumena del 1944, Re Michele ed i comunisti. Una storia complessa, sotto l’insegna dell’eroismo.

I 5 MAESTRI

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI

Recentemente, la morte di Re Michele di Romania ha rappresentato l’occasione, per vari commentatori, analisti, gente comune presente nella tribù dei social, per trarre un bilancio sulla storia della monarchia rumena, sul suo ruolo in quel tormentato, passionale, tragico secolo che è stato il ‘900. Si sono lette e sentite dichiarazioni di un manicheismo allucinante, tanto da una parte quanto dall’altra, accanto a considerazioni di buonsenso, equilibrate, argomentate e storicamente fondate. I tentativi di rappresentare il ruolo della Casata reale rumena con tinte tutte fosche o tutte rosee, hanno soltanto coperto di ridicolo chi discetta di storia e, a malapena, riesce a star dietro alla cronaca e chi, pur avendo qualche competenza e conoscenza, le mette al servizio non dell’obiettività dell’analisi, ma di uno spirito di fazione assolutamente settario, dogmatico, chiuso come una monade ad ogni apporto esterno, incapace di comprendere i salti dialettici presenti nel tessuto della storia. Non è una sorpresa notare che, in tutto questo florilegio di tifoserie, rumene e non, con poche, lodevolissime eccezioni, non si è sentita nemmeno mezza riflessione sul ruolo dei comunisti nella storia della Romania e, in particolare, nella sollevazione antifascista del 1944, epopea rispetto alla quale Re Michele e la Casata reale non furono certamente spettatori occasionali e disattenti. E’ su questo avvenimento che vogliamo incentrare dunque l’attenzione, per comprendere fino in fondo le dinamiche che interessarono il governo, la società, la monarchia nel dispiegarsi della lotta per il riscatto nazionale.

ARTICOLO IN PDF

Annunci

La disinformazione sull’alcolismo in URSS ed in Russia. Tecniche di manipolazione tra pubblicistica e statistica.

La disinformazione sull’alcolismo in URSS ed in Russia. Tecniche di manipolazione tra pubblicistica e statistica.

I 5 MAESTRI

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Presentiamo un approfondito articolo del compagno Luca Baldelli su uno dei temi ricorrenti del folklore anticomunista e russofobo occidentale: la pretesa enorme diffusione dell’alcolismo nell’ex Unione Sovietica.

LA DISINFORMAZIONE SULL’ALCOOLISMO IN URSS ED IN RUSSIA. TECNICHE DI MANIPOLAZIONE TRA PUBBLICISTICA E STATISTICA.

 

Documenti declassificati rivelano la larga assistenza sovietica alla Polonia durante la II Guerra Mondiale.

Documenti declassificati rivelano la larga assistenza sovietica alla Polonia durante la II Guerra Mondiale.

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE

Poiché la Polonia si accinge a cancellare le tracce dell’Unione Sovietica dalla sua storia, il ministero della Difesa russo ha declassificato dei documenti che registrano il largo aiuto che i sovietici fornirono ai polacchi negli anni finali della II Guerra Mondiale.

I documenti provenienti dall’Archivio centrale del ministero della Difesa russo, “fino ad ora mai pubblicati su fonti disponibili al pubblico” descrivono in dettaglio l’aiuto che la Polonia ricevette dall’Unione Sovietica durante la sua liberazione dai nazisti nel 1944-45. Secondo la documentazione, l’URSS fornì alla popolazione polacca delle aree liberate “cibo, forniture medicali, veicoli, carburante e materie prime per le imprese industriali”. Questi aiuti furono prelevati dalle riserve dell’Armata Rossa sovietica e dai Commissariati dell’URSS, ha affermato il ministero della Difesa nella sua nota.

Nel solo periodo fra il marzo e il novembre del 1945, più di 1,5 miliardi di rubli  in cibo (circa 283 milioni di dollari) ai prezzi del 1945 furono assegnati  per il bene  della popolazione polacca  e per la campagna di semina nel paese”, ha detto il ministero.

Il governo provvisorio della Polonia  fu rifornito di oltre 130.000 tonnellate di cibo, 20.000 tonnellate di cotone, 100.000 tonnellate di pellami e di oltre 2.000 autocarri nella nel secondo e terzo quadrimestre del 1945″, rivela il documento

I documenti dettagliano il rifornimento alla Polonia di 8.000 tonnellate di carne, di semi e attrezzature agricole per la semina. Questi furono accompagnati da ricevute firmate dai riceventi polacchi. Anche l’Armata Rossa fu coinvolta nella ricostruzione delle ferrovie e dei ponti fatti saltare in aria dalle forze naziste in ritirata dalla Polonia.

Il ministro della Difesa ha anche pubblicato un accordo fra il comando militare sovietico e il governo provvisorio della Polonia riguardante il destino delle strutture industriali e delle altre proprietà germaniche abbandonate dai nazisti nel territorio polacco. Il ministro afferma: “Venne annotato che tutti gli impianti e gli equipaggiamenti (tedeschi), senza alcuna eccezione, dovevano essere trasferiti ai polacchi. Il loro smantellamento e trasferimento furono espressamente proibiti”.

Nello scorso giugno, al parlamento polacco è passato un pacchetto di emendamenti legislativi che estendevano il divieto di propaganda comunista o di qualsiasi altro regime totalitario ai nomi di edifici o di siti architettonici. proprio all’inizio di questa settimana, le autorità locali della città di Szcecin [NDT: Stettino] hanno cominciato a smantellare un monumento ai soldati sovietici in accordo alla legge, che pone molti monumenti simili nel paese in stato di pericolo.

L’ambasciatore russo in Polonia, Sergey Andreyev, ha stigmatizzato la “legge per la decomunistizzazione” in un ‘intervista per RT, dicendo: “Quale connessione vi può essere fra questi memoriali e la propaganda comunista? Sono stati eretti in memoria dei 600.000 soldati e ufficiali sovietici che morirono per liberare la Polonia nel 1944-45. Questi sono monumenti a gente che ha salvato la Polonia, perché se non fosse stato per loro, non ci sarebbe stata alcuna Polonia, né comunista, né capitalista. E non ci sarebbe stato alcun polacco.”.

Il ministero russo della Difesa sta pubblicando il documento storico sul suo sito web come parte del progetto digitale  “Memoria contro l’oblio”, mirante alla preservazione dell’esattezza storica e al contrasto dei tentativi di falsificazione della storia.

 

 

 

 

 

Scuole ed asili per i coloni speciali: la sollecitudine dei bolscevichi per l’istruzione e la cultura anche fra i deportati

Scuole ed asili per i coloni speciali: la sollecitudine dei bolscevichi per l’istruzione e la cultura anche fra i deportati

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI

Per iniziare queste poche righe di presentazione dell’ultimo articolo del compagno Luca Baldelli, occorre spendere alcune parole sull’immagine del titolo. No, non si tratta di cittadini sovietici. Si tratta di cittadini statunitensi ritratti nello stesso periodo, metà degli anni ’30 dello scorso secolo, contemporanei dei coloni speciali o deportati in Siberia che dir si voglia. Teniamo presente che i coloni speciali erano persone che si erano macchiate di reati contro il potere sovietico e pertanto erano state trasferite in zone molto lontane dalle loro residenze. Se si paragonano le fotografie contenute in questo articolo con questa del titolo si ha l’impressione che le condizioni di vita, compatibilmente con l’asprezza del clima della Siberia, erano incomparabilmente migliori di quelle di liberi cittadini USA che avevano la sfortuna di non essere benestanti o ricchi. La maggior parte di coloro che incontreranno questo articolo si fermeranno a questo punto: invitiamo invece a proseguire nella lettura di questo articolo e del precedente. Taluni potranno avere delle sorprese…
Anche questo è il risultato della Rivoluzione d’Ottobre di cui quest’anno ricorre il centenario.

LINK ALL’ARTICOLO IN PDF

 

Le condizioni di vita dei coloni speciali in Siberia: un documento rivelatore

Le condizioni di vita dei coloni speciali in Siberia: un documento rivelatore

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI

Stalin=Hitler, gulag=lager. Quante volte sentiamo ripetere questa mostruosità e non solo da anticomunisti, ma anche da sedicenti comunisti. Abbiamo pubblicato molti articoli su questo tema e continueremo a farlo.
Questo articolo del compagno Luca Baldelli si inserisce in questo filone storiografico: esso smantella la menzogna dei “poveri” kulaki mandati a morire nelle lande desolate della Siberia dall’uomo più malvagio della storia…

Non leggetelo, mi raccomando, fermatevi solo al titolo.

LINK AL PDF DELL’ARTICOLO

Il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale (1939-1945)

Il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale (1939-1945)

REDAZIONE NOICOMUNISTI

A cura di Guido Fontana Ros

Abbiamo tradotto in italiano un breve scritto (12 pagine) della professoressa di storia contemporanea, Annie Lacroix-Riz, docente all’Università Paris VII – Denis Diderot. Questo testo denso di riferimenti storiografici (l’autrice è una storica, non un gazzettiere dedito alla menzogna e alla propaganda) fa giustizia sommaria delle balle che oggi, anche da chi si dichiara comunista, vengono ripetute e diffuse da legioni di ignoranti e stolti quando non in malafede.

LINK AL PDF DELLA TRADUZIONE