URSS, agosto 1991. Il golpe di Eltsin e quello degli altri.

URSS, agosto 1991. Il golpe di Eltsin e quello degli altri.

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI

La storiografia, in questo correttamente, fissa nei giorni 19 – 21 agosto del 1991 le date della fine dell’Unione Sovietica, anteponendola, cronologicamente, all’ammainamento della rossa bandiera dell’Urss sul pennone del Cremlino, alle ore 19,45 del 21 dicembre successivo. Il famoso “colpo di Stato“ estivo, dunque, rappresentò la fine di un’esperienza storica gloriosa durata 70 anni, fondata e sulla costruzione del socialismo in un solo Paese e sulla spinta internazionalista volta a liberare l’umanità dalle catene dello  sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’imperialismo, della rapina colonialista e neocolonialista. I prodromi di quella vicenda, vanno però rintracciati negli anni ’80 della controrivoluzione anticomunista mascherata sotto il nome di “perestrojka“: lo smantellamento progressivo della pianificazione centralizzata, l’allentamento della disciplina nei settori della produzione, della distribuzione e del commercio al dettaglio, lo spazio sempre maggiore concesso all’iniziativa privata, con arricchimenti scandalosi di soggetti legati a cooperative e imprese individuali autorizzate, il venir meno, lento ma inesorabile, del ruolo del Partito come soggetto cardine politico – educativo, l’interiorizzazione dei miti consumistici dell’occidente, sapientemente veicolati dalla nuova borghesia oligarchica emergente, in un ampio settore del popolo, furono tutte crepe che, pian piano, portarono all’erosione delle fondamenta, un tempo solide, del socialismo sovietico.

URSS, agosto 1991. Il golpe di Eltsin e quello degli altri.

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Il fronte del grano

Il fronte del grano

I 5 MAESTRI

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Circa un anno fa, proprio su queste pagine, il compagno Baldelli pubblicava un sunto,(reperibile a questo link), dello studio Climate Dependence and Food Problems in Russia 1900-1990 di Nikolai M. Dronin e di Edward G. Bellinger, accademici di provata fede anticomunista, che quasi obtorto collo evidenziava gli straordinari successi raggiunti nella produzione agricola dai Piani Quinquennali elaborati dal “feroce dittatore georgiano” (naturalmente le virgolette sono d’obbligo, trattandosi di ironia).

Per avere un quadro generale completo consiglio la lettura di questo scritto del compagno Stalin intitolato Sul fronte del grano contenuto in Questioni del Leninismo, Edizioni in lingue estere, Mosca, 1946 (questo volume sarà ripubblicato nella primavera ventura dalle Edizioni Rapporti Sociali).

Impressionante è il livello di approfondimento su una questione tecnica, l’incremento della produzione cerealicola dello scritto del compagno Stalin, soprattutto se paragonato al livello delle discussioni non solo degli esponenti politici della borghesia, ma anche alla quasi totalità degli attuali leaderini e intellettuali che si definiscono comunisti; veri e propri minus habentes non solo in riferimento alla padronanza della scienza marxista, ma anche per quello che attiene all’intellettualità e alla cultura.

La disinformazione sull’alcolismo in URSS ed in Russia. Tecniche di manipolazione tra pubblicistica e statistica.

La disinformazione sull’alcolismo in URSS ed in Russia. Tecniche di manipolazione tra pubblicistica e statistica.

I 5 MAESTRI

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Presentiamo un approfondito articolo del compagno Luca Baldelli su uno dei temi ricorrenti del folklore anticomunista e russofobo occidentale: la pretesa enorme diffusione dell’alcolismo nell’ex Unione Sovietica.

LA DISINFORMAZIONE SULL’ALCOOLISMO IN URSS ED IN RUSSIA. TECNICHE DI MANIPOLAZIONE TRA PUBBLICISTICA E STATISTICA.

 

Documenti declassificati rivelano la larga assistenza sovietica alla Polonia durante la II Guerra Mondiale.

Documenti declassificati rivelano la larga assistenza sovietica alla Polonia durante la II Guerra Mondiale.

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE

Poiché la Polonia si accinge a cancellare le tracce dell’Unione Sovietica dalla sua storia, il ministero della Difesa russo ha declassificato dei documenti che registrano il largo aiuto che i sovietici fornirono ai polacchi negli anni finali della II Guerra Mondiale.

I documenti provenienti dall’Archivio centrale del ministero della Difesa russo, “fino ad ora mai pubblicati su fonti disponibili al pubblico” descrivono in dettaglio l’aiuto che la Polonia ricevette dall’Unione Sovietica durante la sua liberazione dai nazisti nel 1944-45. Secondo la documentazione, l’URSS fornì alla popolazione polacca delle aree liberate “cibo, forniture medicali, veicoli, carburante e materie prime per le imprese industriali”. Questi aiuti furono prelevati dalle riserve dell’Armata Rossa sovietica e dai Commissariati dell’URSS, ha affermato il ministero della Difesa nella sua nota.

Nel solo periodo fra il marzo e il novembre del 1945, più di 1,5 miliardi di rubli  in cibo (circa 283 milioni di dollari) ai prezzi del 1945 furono assegnati  per il bene  della popolazione polacca  e per la campagna di semina nel paese”, ha detto il ministero.

Il governo provvisorio della Polonia  fu rifornito di oltre 130.000 tonnellate di cibo, 20.000 tonnellate di cotone, 100.000 tonnellate di pellami e di oltre 2.000 autocarri nella nel secondo e terzo quadrimestre del 1945″, rivela il documento

I documenti dettagliano il rifornimento alla Polonia di 8.000 tonnellate di carne, di semi e attrezzature agricole per la semina. Questi furono accompagnati da ricevute firmate dai riceventi polacchi. Anche l’Armata Rossa fu coinvolta nella ricostruzione delle ferrovie e dei ponti fatti saltare in aria dalle forze naziste in ritirata dalla Polonia.

Il ministro della Difesa ha anche pubblicato un accordo fra il comando militare sovietico e il governo provvisorio della Polonia riguardante il destino delle strutture industriali e delle altre proprietà germaniche abbandonate dai nazisti nel territorio polacco. Il ministro afferma: “Venne annotato che tutti gli impianti e gli equipaggiamenti (tedeschi), senza alcuna eccezione, dovevano essere trasferiti ai polacchi. Il loro smantellamento e trasferimento furono espressamente proibiti”.

Nello scorso giugno, al parlamento polacco è passato un pacchetto di emendamenti legislativi che estendevano il divieto di propaganda comunista o di qualsiasi altro regime totalitario ai nomi di edifici o di siti architettonici. proprio all’inizio di questa settimana, le autorità locali della città di Szcecin [NDT: Stettino] hanno cominciato a smantellare un monumento ai soldati sovietici in accordo alla legge, che pone molti monumenti simili nel paese in stato di pericolo.

L’ambasciatore russo in Polonia, Sergey Andreyev, ha stigmatizzato la “legge per la decomunistizzazione” in un ‘intervista per RT, dicendo: “Quale connessione vi può essere fra questi memoriali e la propaganda comunista? Sono stati eretti in memoria dei 600.000 soldati e ufficiali sovietici che morirono per liberare la Polonia nel 1944-45. Questi sono monumenti a gente che ha salvato la Polonia, perché se non fosse stato per loro, non ci sarebbe stata alcuna Polonia, né comunista, né capitalista. E non ci sarebbe stato alcun polacco.”.

Il ministero russo della Difesa sta pubblicando il documento storico sul suo sito web come parte del progetto digitale  “Memoria contro l’oblio”, mirante alla preservazione dell’esattezza storica e al contrasto dei tentativi di falsificazione della storia.

 

 

 

 

 

Le condizioni di vita dei coloni speciali in Siberia: un documento rivelatore

Le condizioni di vita dei coloni speciali in Siberia: un documento rivelatore

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI

Stalin=Hitler, gulag=lager. Quante volte sentiamo ripetere questa mostruosità e non solo da anticomunisti, ma anche da sedicenti comunisti. Abbiamo pubblicato molti articoli su questo tema e continueremo a farlo.
Questo articolo del compagno Luca Baldelli si inserisce in questo filone storiografico: esso smantella la menzogna dei “poveri” kulaki mandati a morire nelle lande desolate della Siberia dall’uomo più malvagio della storia…

Non leggetelo, mi raccomando, fermatevi solo al titolo.

LINK AL PDF DELL’ARTICOLO

Il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale (1939-1945)

Il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale (1939-1945)

REDAZIONE NOICOMUNISTI

A cura di Guido Fontana Ros

Abbiamo tradotto in italiano un breve scritto (12 pagine) della professoressa di storia contemporanea, Annie Lacroix-Riz, docente all’Università Paris VII – Denis Diderot. Questo testo denso di riferimenti storiografici (l’autrice è una storica, non un gazzettiere dedito alla menzogna e alla propaganda) fa giustizia sommaria delle balle che oggi, anche da chi si dichiara comunista, vengono ripetute e diffuse da legioni di ignoranti e stolti quando non in malafede.

LINK AL PDF DELLA TRADUZIONE