REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI MARIO SOUSA

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros

Eccoci alla II parte del saggio del compagno Mario Sousa. In questa parte si entra un po’ più in dettaglio nell’operato dei due più grandi falsificatori della storia dell’URSS: senza dubbio le star della propaganda anticomunista e russofobica sono Robert Conquest e  Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn.
I loro milioni e milioni di morti, la Russia dovrebbe essere disabitata a quest’ora, cominciano ad assumere l’aspetto loro confacente, una maleodorante enorme frode.
“Si aprano gli archivi segreti del Cremlino!”, starnazzavano i corifei della leggenda nera del compagno Stalin…
Ops, meglio di no!

Le bugie concernenti l’Unione Sovietica – II parte

di Mario Sousa

Con Robert Conquest al cuore del mito
A questo punto dobbiamo riservare una particolare attenzione a quest’uomo, che viene così spesso citato dalla stampa borghese, a questo vero e proprio oracolo della borghesia. Robert Conquest è uno degli autori che più si è dilungato circa i milioni di morti dell’Unione Sovietica. Lui è il vero creatore dei miti e delle bugie sull’Unione Sovietica che furono diffuse a partire dalla Seconda Guerra Mondiale- Conquest, per prima cosa, è conosciuto per i suoi libri “The Great Terror” (1969) e “Harvest of Sorrow” (1986). Conquest scrive di milioni morenti di fame e stenti in Ucraina, nei gulag o campi di lavoro, dei morti durante i processi del 1936 -1938, usando come fonti le informazioni degli ucraini in esilio, residenti negli USA e appartenenti a partiti di destra, gente che aveva collaborato con i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti degli “eroi” di Conquest sono noti per essere dei criminali di guerra che hanno diretto e partecipato al genocidio degli ebrei ucraini nel 1942.

Uno di questi personaggi era Mykola Lebed perseguito come criminale di guerra dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lebed era stato il capo della polizia a Lvov [Leopoli], durante l’occupazione nazista e aveva diretto la terribile persecuzione degli ebrei del 1943. Nel 1949 la CIA condusse Lebed negli USA dove lavorò come fonte di disinformazione.

Lo stile dei libri di Conquest è permeato di un virulento e fanatico anticomunismo. Nel suo libro del 1969, Conquest ci dice che i morti per la carestia nell’Unione Sovietica del 1932 – 1933, ammontarono a una cifra tra 5 milioni e i 6 milioni, la metà dei quali in Ucraina, ma nel 1983, al tempo della crociata anticomunista di Reagan, Conquest aveva esteso gli anni della carestia fino al 1937 e aumentato il numero delle vittime a 14 milioni! Affermazioni del genere furono ben ricompensate: nel 1986 egli fu cooptato da Reagan per la redazione di materiale per la sua campagna elettorale alla presidenza, mirata a preparare il popolo americano ad un’invasione sovietica. Il testo in questione fu intitolato “What to do when the Russians come: a survivalists handbook” [Cosa fare nel caso dell’arrivo dei russi: un manuale di sopravvivenza]! Strane parole per un professore di storia! Il fatto è che non c’è nulla di strano in tutto questo, proviene da un uomo che ha speso tutta la sua vita in bugie e invenzioni sull’Unione Sovietica e su Stalin, prima come agente segreto e poi come scrittore e professore alla Stamford University della California. Il passato di Conquest è stato rivelato dal Guardian del 27 gennaio 1978, in un articolo che lo identificava come ex agente addetto alla disinformazione di un dipartimento del servizio segreto britannico, l’Information Research Department (IRD). L’IRD era una sezione costituita nel 1947 (in origine era chiamata Communist Information Bureau [Ufficio dell’informazione comunista]), il cui compito principale era contrastare l’influenza comunista nel mondo per mezzo della diffusione di storie fra i politici, i giornalisti e altre persone in posizioni atte ad influenzare l’opinione pubblica. Le attività del IRD furono ad ampio raggio fin quando la Gran Bretagna fu influente. Quando l’IRD venne formalmente sciolto nel 1977, a causa del suo coinvolgimento con l’estrema destra, fu scoperto che solo in Gran Bretagna, più di 100 noti giornalisti avevano intessuto rapporti regolari contatti con l’IRD, in quanto quest’ultimo forniva loro regolarmente materiale per gli articoli. Questo era la norma in molti dei maggiori giornali inglesi, come Financial Times, The Times, Economist, Daily Mail, Daily Mirror, The Express, The Guardian e molti altri. I fatti rivelati dal The Guardian comunque ci forniscono l’indicazione di come i servizi segreti abbiano manipolato le notizie destinate al grande pubblico.

Robert Conquest lavorò per l’IRD da fu fondato fino al 1956. Il “lavoro” di Conquest si basava sul contribuire alla cosiddetta “storia nera” dell’Unione Sovietica, storie fasulle presentate come fatti e distribuite ai giornalisti ed altri in grado di influenzare l’opinione pubblica. Dopo che ebbe dato formali dimissioni dall’IRD, Conquest continuò a scrivere libri suggeritigli dall’IRD, con l’aiuto del servizio segreto. Il suo libro “The Great Terror” un testo base della destra sul soggetto della lotta per il potere che avvenne in Unione Sovietica nel 1937, era in fatti una compilazione di testi che egli aveva scritto quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu terminato e pubblicato con l’aiuto dell’IRD. Un terzo delle copie stampate furono acquistate dalla Praeger Press, normalmente associata a pubblicazioni originate da fonti CIA.

Il libro di Conquest era congegnato per essere presentato da “utili idioti”, come professori universitari, gente della stampa, della radio e della TV, per far s che le bugie di Conquest e dell’estrema destra continuassero a diffondersi a larghi strati della popolazione. Conquest tutt’ora rimane per gli storici di destra una delle fonti più importanti di materiali sull’Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn
Un’altra persona che è sempre associata a libri e articoli sui presunti milioni di persone che hanno perso la loro vita o la libertà in Unione Sovietica, è l’autore russo Alexander Solzhenitsyn. Solzhenitsyn è diventato famoso in tutto il mondo capitalista verso la fine del 1960 con il suo libro, Arcipelago Gulag.

Egli stesso era stato condannato nel 1946 a 8 anni di campo di lavoro per attività controrivoluzionaria esplicata attraverso la distribuzione di propaganda antisovietica. Secondo Solzhenitsyn la lotta contro la Germania durante la Seconda Guerra Mondiale si sarebbe potuto evitare se il governo sovietico avesse raggiunto un compromesso con Hitler. Solzhenitsyn ha anche accusato il governo sovietico e Stalin di essere ancora peggio di Hitler, secondo lui, a giudicare dagli effetti terribili della guerra sul popolo dell’Unione Sovietica. Solzhenitsyn non ha mai nascosto le sue simpatie naziste. Fu condannato come traditore.

Solzhenitsyn ha cominciato nel 1962 a pubblicare libri in Unione Sovietica con il consenso e l’aiuto di Nikita Krusciov. Il primo libro che ha pubblicato è stato “Un giorno nella vita di Ivan Denisovic“, che riguardava la vita di un prigioniero. Krusciov ha utilizzato i testi di Solzhenitsyn per combattere l’eredità socialista di Stalin. Nel 1970 Solzhenitsyn ha vinto il premio Nobel per la letteratura con il suo libro Arcipelago Gulag. In seguito i suoi libri hanno cominciato ad essere pubblicati in grandi tirature nei paesi capitalisti; il loro autore divenne uno dei più preziosi strumenti dell’imperialismo nella lotta contro il socialismo dell’Unione Sovietica. I suoi testi sui campi di lavoro si aggiunsero alla propaganda sui milioni di persone che sarebbero morti in Unione Sovietica e furono presentati presentati dai mass media capitalisti come se fossero veri. Nel 1974 Solzhenitsyn rinunciava alla cittadinanza sovietica ed emigrava prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. A quel tempo era considerato dalla stampa capitalista come il più grande combattente per la libertà e la democrazia. Le sue simpatie naziste furono sepolte in modo da non interferire con la guerra della propaganda contro il socialismo.

Negli Stati Uniti, Solzhenitsyn era spesso invitato a parlare in importanti importanti. Fu, per esempio, il relatore principale al congresso dell’Unione AFL-CIO nel 1975 e il 15 luglio 1975 fu invitato a tenere una conferenza sulla situazione mondiale al Senato degli Stati Uniti! Le sue lezioni attenevano a una violenta agitazione provocatoria, sostenendo e propagandando le posizioni più reazionarie. Tra le altre cose faceva propaganda per una nuova aggressione al Vietnam dopo la vittoria sugli Stati Uniti. E ancora: dopo 40 anni di fascismo in Portogallo, quando gli ufficiali di sinistra ufficiali esercito presero il potere nella rivoluzione popolare del 1974 , Solzhenitsyn cominciò un’azione di propaganda per un intervento militare degli Stati Uniti in Portogallo che, secondo lui, si sarebbe unito al
Patto di Varsavia se gli Stati Uniti non fossero intervenuti! Nelle sue lezioni, Solzhenitsyn si lamentava sempre della liberazione delle colonie africane del Portogallo, ma è chiaro che lo spunto principale dei discorsi di Solzhenitsyn era sempre la guerra sporca contro il socialismo, spaziando dalla presunta esecuzione di diversi milioni di persone in Unione Sovietica alle decine di migliaia di americani presumibilmente imprigionati e ridotti in schiavitù, secondo Solzhenitsyn, nel Vietnam del Nord! Questa idea di Solzhenitsyn di americani utilizzati come schiavi nel Vietnam del Nord ha dato origine ai film di Rambo sulla guerra del Vietnam. I giornalisti americani che osavano scrivere in favore della pace tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica venivano accusati da Solzenicyn nei suoi discorsi, di essere potenziali traditori. Solzhenitsyn faceva anche propaganda a favore di un incremento del potenziale militare USA contro l’Unione Sovietica, che sosteneva essere più forte degli USA nei carri armati e aeroplani, con rapporto da cinque a sette volte, a sfavore degli USA’ così come nelle armi atomiche che egli “in breve” asseriva che la dotazione sovietica fosse da “due, tre o perfino cinque” volte più potente di quella USA. Le lezioni di Solzhenitsyn sull’Unione Sovietica rappresentavano la voce dell’estrema destra, ma egli andò ancora più a destra nel suo sostegno pubblico del fascismo.

Il sostegno al fascismo di Franco
Dopo la morte di Franco nel 1975, il regime fascista spagnolo cominciò a perdere il controllo della situazione politica e all’inizio del 1976, una serie di eventi in Spagna catturarono l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Ci furono scioperi e dimostrazioni per chiedere democrazia e libertà e l’erede di Franco, il re Juan Carlos fu costretto ad introdurre con estrema cautela qualche liberalizzazione per calmare lo scontro sociale.

In quel momento, proprio quello più importante nella storia politica spagnola, Alexander Solzhenitsyn comparve a Madrid e concesse un’intervista nella notte di sabato 20 marzo 1976 al programma “Directisimo” che raggiunse il picco di audience (vedi i giornali spagnoli, ABC e Ya del 21 marzo 1976). Solzhenitsyn, che era a conoscenza in anticipo delle domande, colse l’occasione per sciorinare tutto il suo repertorio di dichiarazioni reazionarie. La sua intenzione non era sostenere le cosiddette misure di liberalizzazione del re. Al contrario Solzhenitsyn mise in guardia contro la riforma democratica. Nella sua intervista televisiva dichiarò che 110 milioni di russi erano morti come vittime del Socialismo e paragonò la “schiavitù cui era stato sottoposto il popolo sovietico alla libertà che si gode in Spagna“. Solzhenitsyn accusò anche i “circoli progressisti” di “utopismo” pensare che la Spagna fosse una dittatura. Con “progressisti” intendeva chiunque si schierasse nell’opposizione democratica, fosse liberale, socialdemocratico o comunista.
“Lo scorso autunno,” dichiarò Solzhenitsyn, “l’opinione pubbblica mondiale era preoccupata per la sorte dei terroristi spagnoli [cioè gli antifascisti spagnoli condannati a morte dal regime di Franco]. Per tutto il tempo l’opinione pubblica progressista richiedeva una riforma politica democratica, sostenendo gli atti di terrorismo“. “Coloro che cercano una rapida riforma democratica, si rendono conto che cosa accadrà domani o dopodomani? Domani in Spagna ci può essere la democrazia, ma dopodomani le Nazioni Unite saranno in grado di evitare che dalla democrazia che si cada nel totalitarismo?“.

Alle prudenti domande dei giornalisti se siffatte affermazioni non fossero un sostegno ai regimi di paesi dove non vi era alcuna libertà, Solzhenitsyn rispose: “Conosco solo un paese dove non c’è libertà ed è la Russia!” Le dichiarazioni di Solzhenitsyn alla televisione spagnola furono un chiaro appoggio al fascismo spagnolo, un’ideologia che quel giorno egli sostenne. Questo fu uno dei motivi per cui Solzhenitsyn da quel momento cominciò a scomparire alla vista del pubblico nei suoi 18 anni di esilio negli Stati Uniti e una delle ragioni per cominciò a ricevere sempre meno sostegno da parte dei governi capitalisti. Per i capitalisti fu un dono del cielo in quanto poterono utilizzare un uomo come Solzhenitsyn nella loro guerra sporca contro il socialismo, ma tutto ha un limite. Nella nuova Russia capitalista, ciò che determina il sostegno dell’occidente ai vari raggruppamenti politici, è puramente e semplicemente la possibilità di fare buoni affari con alti profitti sotto l’ala di questi raggruppamenti. Il fascismo come regime politico alternativo in Russia, non è considerata cosa buona per gli affari. Per questo motivo, i progetti politici di Solzhenitsyn per la Russia sono come lettera morta per ottenere il sostegno occidentale. Ciò che Solzhenitsyn auspica nel futuro politico della Russia è un ritorno al regime autoritario degli zar mano nella mano con la tradizionale Chiesa Ortodossa Russa! Anche il più arrogante degli imperialisti non è interessato a sostenere una stupidaggine politica di questa portata. Per trovare qualcuno che, in occidente, sostenga Solzhenitsyn, si deve cercare tra i somari di estrema destra.

Nazisti, agenti segreti e fascisti
Quindi questi sono i migliori fornitori dei miti borghesi riguardanti i pretesi milioni di morti e imprigionati in Unione Sovietica: il nazista William Hearst, l’agente segreto Robert Conquest e il fascista Alexander Solzhenitsyn. Conquest ha svolto un ruolo di primo piano, dato che le sue informazioni sono state utilizzate dai mass media capitalistici di tutto il mondo ed ha anche costituito la base d’impostazione di intere scuole di storici perfino in ambienti universitari. Il lavoro di Conquest è senza dubbio un capolavoro di politica disnformativa. Nel 1970 Conquest ricevette un grande aiuto da Solzhenitsyn e da una serie di personaggi secondari come Andrei Sacharov e Roy Medvedev. Inoltre apparve per il mondo, un certo numero di persone che si dedicano a speculare circa il numero dei morti e dei reclusi, questi sono sempre pagati a peso d’oro dalla stampa borghese. Ma la verità della questione è stata finalmente rivelata e ha mostrato il vero volto di questi falsificatori della storia. L’ordini da parte di Gorbaciov di aprire gli archivi segreti del Partito all’indagine storica ebbe conseguenze che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Gli archivi dimostrano le bugie della propaganda
La speculazione circa i milioni di morti in Unione Sovietica è parte della sporca guerra di propaganda contro l’Unione Sovietica e per questo motivo le smentite e le spiegazioni fornite dall’Unione Sovietica non sono mai stati prese sul serio e mai hanno trovato spazio nella stampa capitalista. Erano, al contrario, ignorate, mentre agli “specialisti” comprati dal capitale fu dato spazio a volontà per diffondere le loro falsità. E che falsità! Quello che avevano in comune i milioni di morti e di imprigionati, come sostenuto da Conquest e dagli altri “critici”, era il risultato di un falso statistico dovuto ad approssimazione e a metodi di valutazione privi di qualsiasi base scientifica.

I metodi fraudolenti danno luogo a milioni di morti
Conquest, Solzenicyn, Medvedev e altri hanno usato statistiche pubblicate dall’Unione Sovietica, per esempio censimenti sulla popolazione nazionale, a cui hanno aggiunto un aumento della popolazione supposta senza tener conto della situazione nel paese. In questo modo hanno raggiunto le loro conclusioni su quante persone ci dovevano esserci nel paese in determinati anni. Affermarono che le persone mancanti erano morti o imprigionate a causa del socialismo. Il metodo è semplice, ma anche del tutto fraudolento. Questo tipo di “rivelazione” di questi importanti eventi politici non sarebbe mai stata accettata se la “rivelazione” in questione avesse riguardato il mondo occidentale. In tal caso è certo che i professori egli storici avrebbero protestato contro tali invenzioni. Ma dato che era l’Unione Sovietica ad essere l’oggetto delle invenzioni, queste erano accettabili. Uno dei motivi di questo è certamente il fatto che i professori e gli storici antepongono di molto la loro carriera professionale all’integrità professionale.
Per quanto attiene ai numeri, quali sono state le conclusioni finali dei “critici”? Secondo Robert Conquest (in una stima che ha fatto nel 1961) 6 milioni di persone sono morte di fame in Unione Sovietica nei primi anni del 1930. Questo numero è stato poi aumentato da Conquest a 14 milioni nel 1986. Per quanto riguarda i gulag o campi di lavoro, ci dice che vi furono detenuti 5 milioni di prigionieri nel 1937 prima che cominciassero le purghe nel Partito, nell’esercito e nell’apparato statale. Dopo l’inizio delle purghe, secondo Conquest, durante il 1937 – 38, ci sarebbero stati ulteriori 7 milioni di prigionieri, per giungere a un totale di 12 milioni di prigionieri nei campi di lavoro nel 1939! E questi 12 milioni di Conquest sarebbero stati solo i prigionieri politici! Nei campi di lavoro c’erano anche criminali comuni, che, secondo Conquest, sarebbero stati di gran lunga più numerosi dei prigionieri politici. Questo significa, secondo Conquest, che ci sarebbero stati 25 – 30 milioni di prigionieri nei campi di lavoro dell’Unione Sovietica.

Sempre secondo Conquest, un milione di prigionieri politici fu giustiziato tra il 1937 e il 1939, ed altri 2 milioni morirono di fame. Il conteggio finale risultante dalle purghe del 1937 – 39, poi, secondo Conquest, fu di 9 milioni, di cui 3 milioni sarebbero morti in carcere. Queste cifre furono immediatamente sottoposte ad un “aggiustamento statistico” da Conquest per permettergli di giungere alla conclusione che i bolscevichi avevano ucciso non meno di 12 milioni di prigionieri politici tra il 1930 e il 1953. Con l’aggiunta di queste cifre alle altre dei pretesi morti durante la carestia del 1930, Conquest arrivò a concludere che i bolscevichi uccisero 26 milioni di persone. In una delle sue ultime manipolazioni statistiche, Conquest ha affermato che, nel 1950, in Unione Sovietica, c’erano 12 milioni di prigionieri politici in Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn adoperò più o meno gli stessi metodi statistici di Conquest,  usando questi metodi pseudoscientifici sulla base di premesse diverse, arrivò a conclusioni ancora più estreme. Solzhenitsyn accettò la stima di Conquest dei 6 milioni di morti derivanti dalla carestia del 1932 – 33. Tuttavia, per quanto riguarda coloro che furono colpiti dalle purghe del 1936 – 39, credeva che almeno 1 milione di persone fosse morto ogni anno. Solzhenitsyn dichiarò che dalla collettivizzazione dell’agricoltura alla morte di Stalin nel 1953, i comunisti avessero ucciso 66 milioni di persone in Unione Sovietica. Soprattutto ritiene il governo sovietico responsabile della morte dei 44 milioni di russi che sostiene sono stati uccisi nella Seconda Guerra Mondiale. La conclusione di Solzhenitsyn è che ci furono “110 milioni di russi caduti vittime del socialismo”.

Per quanto riguarda i prigionieri, Solzhenitsyn ci dice che il numero di persone nei campi di lavoro nel 1953 fu di 25 milioni.

Gorbaciov apre gli archivi
La collezione di dati statistici di fantasia di cui sopra, composta da prodotti inventati estremamente ben pagati, apparve negli anni ‘60 sulla stampa borghese, naturalmente sempre presentata come frutto di fatti veri e accertati mediante l’applicazione del metodo scientifico.

Dietro queste mistificazioni si nascondevano i servizi segreti occidentali, soprattutto la CIA e MI5. L’impatto dei mass media sull’opinione pubblica è così grande che le cifre sono ancora oggi credete essere vere da grandi fasce della popolazione dei paesi occidentali.
Questa situazione vergognosa è peggiorata. Nella stessa Unione Sovietica, dove Solzenicyn e altri ben noti “critici” come Andrei Sacharov e Roy Medvedev non avrebbero dovuto trovare nessuno a sostenere le loro numerose fantasie, un cambiamento significativo ebbe luogo nel 1990. Nel nuovo corso della “stampa libera” aperta sotto Gorbaciov, tutto quello che si oppponeva al socialismo fu salutato come positivo, con risultati disastrosi. Un’inflazione speculativa senza precedenti sul numero dei morti e dei reclusi ai tempi del socialismo, cominciò a prendere piede e ora tutto viene rimescolato in un solo calderone di decine di milioni di “vittime” dei comunisti. L’isteria della nuova stampa “libera” di Gorbaciov portò alla ribalta le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn. Nello stesso tempo Gorbaciov aveva aperto gli archivi del Comitato Centrale alla ricerca storica, una richiesta della stampa libera. L’apertura degli archivi del Comitato Centrale del Partito Comunista è davvero la questione centrale in questa storia intricata per due ragioni: in parte perché negli archivi si possono trovare i fatti per far luce sulla verità, ma fatto ancora più importante è che quelli che speculavano senza freni sul numero di persone uccise e imprigionate in Unione Sovietica, da anni sostenevano che l’apertura degli archivi avrebbe confermato il loro dati statistici. Tutti gli speculatori sul numero dei morti e dei prigionieri la pensavano così: Conquest, Sakharov, Medvedev e compagnia cantante, ma quando gli archivi furono aperti e i rapporti delle ricerche basate sui documenti reali cominciarono ad essere pubblicati, accadde una cosa molto strana.

Improvvisamente sia la stampa “libera” di Gorbaciov che gli speculatori sui morti e sui prigionieri persero ogni interesse per gli archivi.

I risultati delle ricerche effettuate su archivi del Comitato Centrale da storici russi come Zemskov, Dougin e Xlevnjuk, che cominciarono ad apparire sulle riviste scientifiche a partire dal 1990, passarono del tutto inosservati. Le relazioni contenenti i risultati di queste ricerche storiche andavano completamente contro la corrente inflazionistica per quanto riguarda i numeri che venivano rivendicati dalla ‘stampa libera’ concernenti i morti o i prigionieri. Pertanto il loro contenuto non fu pubblicizzato. Le relazioni pubblicate conobbero scarsa circolazione pubblicate in riviste scientifiche praticamente sconosciute al grande pubblico. I rapporti dei risultati della ricerca scientifica non potevano competere con l’isteria della stampa, così le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn continuarono ad ottenere l’appoggio di molti settori della popolazione dell’ex Unione Sovietica. Anche in Occidente, le relazioni dei ricercatori russi sul sistema penale sotto Stalin vennero totalmente ignorate dalle prime pagine dei giornali e dai telegiornali. Perché?

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2 pensieri su “Le bugie concernenti l’Unione Sovietica- II

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