REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Valentin Vasilescu

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros

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La decisione della Russia d’intervenire con la sua aviazione in Siria aveva l’obiettivo tattico di aiutare il governo legittimo di Bashir al Assad nella sua lotta contro un’invasione esterna per mezzo di mercenari selezionati, armati, addestrati e introdotti in Siria da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra, Francia e Turchia (NDT: e da Israele). L’obiettivo strategico a lungo termine della Russia è quello di scalzare il dominio americano nel Medio Oriente per un ritorno massiccio della Russia nella regione, dopo un’assenza trentennale. Il metodo scelto dalla Russia si è rivelato oltremodo efficace, in quanto i bombardamenti aerei russi hanno creato delle brecce nei dispositivi delle forze mercenarie, immediatamente permettendo alle truppe dell’esercito arabo siriano di schierarsi e di agire, liberando più del 50% del territorio occupato dal nemico.

D’altro canto gli USA hanno fallito nella creazione di un esercito di oppositori per combattere l’esercito arabo siriano. Un cambiamento della strategia americana è intervenuto nel gennaio 2016, quando sono stati cominciati dei bombardamenti aerei a favore delle forze terrestri curde in Siria, vale a dire di gruppi curdi diretti dalle forze delle operazioni speciali americane, segnando una svolta nelle relazioni turco-americane perché il nemico n° 1 della Turchia è rappresentato dai curdi. Il tentativo del colpo di stato militare non può essere considerato qualcosa di diverso dal tentativo di eliminazione da potere del presidente Recep Erdogan, proprio perché quest’ultimo non concepisce affatto la creazione da parte degli americani di uno stato curdo che inglobi il 45% del territorio attuale della Turchia [1].

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Quali saranno le conseguenze del colpo di stato?

Diviene sempre più chiaro che gli USA abbiano fatto una gaffe monumentale di fronte alla Turchia e, per evitare il ripetersi degli eventi del 15 luglio 2016, Erdogan si è diretto verso un riavvicinamento forzato con la Russia. Questo non significa che la Turchia chiederà di uscire dalla NATO, ma Erdogan trarrà beneficio dalle informazioni fornitegli, nell’interesse della Russia e della Turchia, dal servizio di informazioni estere (SVR) russo e dal servizio di informazioni militari russo (GRU), per annichilire ogni tentativo di golpe pianificato dagli USA e dai loro alleati. Durante il colpo di stato militare in Turchia, il centro di comunicazioni satellitari turco ha subito attacchi da elicotteri d’assalto golpisti, nello stesso tempo in cui si effettuava l’oscuramento di uno dei principali satelliti di scala mondiale della Turchia. Fonti turche affermano che la Russia abbia immediatamente offerto ad Erdogan un accesso illimitato alla sua rete satellitare militare di informazioni all’interno del MIT(servizio di informazioni turco).

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Proprio per confermare questa ipotesi la Russia ha deciso di riprendere la costruzione di quattro reattori nucleari da 1200 watt nella provincia di Mersin sulla costa mediterranea e il gasdotto Turkish Stream, sotto il Mar Nero. La Turchia sarà autorizzata a riprendere le sue esportazioni verso la Russia, interrotte a causa della distruzione del bombardiere Su-24 del 24 novembre 2015 in Siria, per un ammontare di 30 miliardi all’anno.

Cosa potrebbe richiedere la Turchia in cambio alla Russia?

In primo luogo, Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri della Turchia, ha invitato i gruppi di mercenari del governatorato di Aleppo di cessare le ostilità. Fatto che conferma l’allineamento della politica della Turchia su quella della Russia per quanto concerne il rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite, a riguardo del mantenimento al potere del governo legittimo della Siria rappresentato da Bashir al Assad. Questo significa che la Turchia sta per mettere in sicurezza la totalità della frontiera con la Siria, che sta per rinunciare al sostegno degli oppositori a Bashir al Assad e che non permetterà più il passaggio di altre reclute, di armi e di munizioni per i gruppi terroristi sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra e Francia (NDT: e Israele).

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Una conseguenza del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite sarebbe l’uscita della Turchia dalla coalizione anti stato islamico, che sta a significare la soppressione di ogni volo non autorizzato dal governo legittimo della Siria, vale a dire quello di Bashir al Assad, nello spazio aereo siriano a partire dalle basi aeree turche. Più precisamente la Turchia informerà gli USA dell’annullamento dell’autorizzazione del 13 ottobre 214, dell’utilizzo della aerea di Incirlik come base operativa principale della coalizione anti stato islamico; questa base aerea potrà essere utilizzata dagli USA per altri scopi.

La stessa notifica verrà inviata in Germania per l’annullamento dell’autorizzazione del 25 aprile 2016. Incirlik si trova a soli 180 km da Manbij, città circondata dai curdi e a 400 chilometri da Raqqa, capitale dello stato islamico. Per bombardare gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq, gli Stati Uniti, la Germania e l’Arabia Saudita dovranno anche spostare i loro aerei che partecipano alla coalizione anti stato islamico. Notate che Incirlik non è una base NATO. La NATO ha sede a Izmir nella Turchia occidentale, sede di uno dei cinque quartier generali della NATO (Landcom), subordinati al Comando Supremo delle forze NATO in Europa. Inoltre Izmir ospita un’altra importante base aerea dell’esercito degli Stati Uniti.

La base aerea più conveniente per la coalizione anti stato islamico sembra essere Al Azraq in Giordania, sede di due squadroni di F-16 giordani. Vi sono anche schierati in questa base, 20 F-16 del Bahrain, 8 F-16 dei Paesi Bassi e del Belgio, i Mirage 2000 francesi e i droni da ricognizione MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Il dispiegamento di aerei ad Al Azraq e lo spostamento e la creazione dei servizi a terra necessari richiederà diversi mesi, durante i quali la coalizione farà un minor numero di missioni. Al Azraq è a 700 – 800 km dagli obiettivi dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, quindi per condurre attacchi contro obiettivi dello Stato Islamico, gli aerei della coalizione dovranno essere riforniti in volo.

Sempre nell’ambito del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite da parte della Turchia, il Pentagono non rifornirà più i curdi via terra dalla Turchia, di armi e munizioni e di istruttori delle forze speciali degli Stati Uniti. La base americana di Rmeliane nella provincia siriana di Hassake, nella zona controllata dai curdi, in cui il Pentagono riceve rinforzi potrebbe essere isolata.

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La terza fase su cui Putin e Erdogan potrebbero concordare dovrebbe essere il coinvolgimento di una parte della flotta dei 196 F-16 C turchi per condurre operazioni a fianco dei bombardieri russi in Siria. Per cominciare le missioni congiunte potrebbero essere effettuate dal centro di comando russo nel governatorato di Latakia in Siria. L’aviazione turca ha potuto effettuare, con i russi, degli attacchi aerei nella provincia di Aleppo. Questi attacchi potrebbero aiutare l’esercito araba siriano a ripulire la provincia di Aleppo dai terroristi. L’Aviazione turca avrebbe ricevuto il compito aggiuntivo di bombardare obiettivi dello Stato Islamico per consentire all’esercito araba siriano che avanza da Palmyra a Raqqa, di liberare il centro, l’est e il nord-est della Siria.

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Allo stesso tempo, i russi convinceranno Assad a riprendere la cooperazione con la Turchia a norma del trattato di Adana del 20 ottobre 1998. Questo trattato ha permesso alla Turchia di proseguire i suoi attacchi aerei o di catturare i terroristi curdi per una profondità di 50 km all’interno della Siria. Spesso, dopo aver commesso attentati in Turchia, terroristi curdi trovavano rifugio nel nord della Siria. Successivamente gli attacchi aerei dell’aviazione turca neutralizzeranno le forze di gruppi combattenti arabi e curdi del  YPG/SDF, che sono, dal punto di vista di Damasco, dei gruppi ribelli sostenuti dalle forze speciali di quattro paesi occidentali (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia e Germania). La forza aerea della coalizione anti Daesh a guida americana sarebbe obbligata a notificare le incursioni o a coordinarle con i russi e turchi.

[1] Perché Erdogan diventerà un oppositore degli euroatlantici da:

http://katehon.com/article/why-did-erdogan-become-anti-euroatlanticist
(Opinione da prendere con le molle: si tratta di coglionazzi in preda a fantasie oniriche in salsa duginiana).

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